L’AQUILA – “Sarà un momento di convivialità che condivideremo con le persone che vivono un periodo di difficoltà”.

Così padre Quirino Salomone presenta ad AbruzzoWeb i festeggiamenti delle feste natalizie alla Mensa di Celestino dell’Aquila, che cominceranno questa sera.

In programma, la cena di stasera e il pranzo di domani, attività ricreative come canti e balli tradizionali ma anche un presepe realizzato da disabili.

“Già per la vigilia di Natale – spiega padre Quirino – vogliamo essere tutti insieme. Anche le persone che vengono a dare una mano in cucina, i volontari, verranno con i familiari, sarà una festa partecipata, la nostra festa”.

“Per questa sera – ammette il religioso – non è prevista una grandissima affluenza, al massimo la metà delle persone che vengono di solito, perché non tutti hanno la macchina e spostarsi di sera non è facile, non ci sono i servizi pubblici”.

Per quanto riguarda domani, la giornata di Natale, padre Quirino invece prevede “una partecipazione maggiore, ma resta comunque il problema dei mezzi durante le festività”.

I preparativi sono cominciati già da qualche giorno. “A partire da giovedì, venerdì – afferma il frate francescano – molti frequentatori abituali della mensa sono venuti a prendere le buste alimentari con le provviste, perché oltre alle difficoltà oggettive legate ai trasporti, alcune persone preferiscono festeggiare in famiglia”.

“I ragazzi si sono occupati degli addobbi – aggiunge – così da rendere l’ambiente più caldo e ospitale per chi ci farà visita. In chiesa alcuni portatori di handicap insieme ad assistenti e infermieri hanno realizzato un presepe molto originale, dipingendo tegole ritrovate tra le macerie del centro storico”.

Per quanto riguarda le attività ricreative che l’intraprendente francescano ha organizzato per i poveri, spiega che “ci riuniremo in cerchio e canteremo tutti insieme. L’anno scorso – ricorda – è stato bellissimo! Alcune donne dell’Est Europa hanno intonato canti natalizi tradizionali delle loro terre. Oltre a un momento di scambio culturale straordinario, ricordo momenti di forte commozione”.

In conclusione, il frate esprime un augurio. “Vorrei – conclude – che questo Natale fosse una festa vissuta nell’entusiasmo, nell’amore e nella solidarietà. Perché per Natività non intendo solo la commemorazione della nascita di Gesù, ma una rinascita che ci trasformi interiormente”.