MONTESILVANO – Mario Ferri, alias “il Falco”, famoso per le sue invasioni di campo solitarie, non soltanto in Italia, ma anche all’estero, è uscito dal carcere di Pescara, dove si trovava da agosto, ed è ora ai domiciliari.

A renderlo noto è lo stesso Ferri, con un sms inviato ad un cronista dell’Ansa.

“Sono uscito finalmente dopo due mesi di carcere – scrive – e un lungo sciopero della fame e della sete ed essere dimagrito nove chili”.

“Diciamo che ho vinto la mia mini battaglia contro la giustizia – aggiunge il giovane nel messaggio – che mi teneva dentro in base ad un giudice di Firenze che mi accusa di cose false, tipo che io faccia parte di gruppi organizzati di ultrà. Niente di più falso”.

“Adesso sono ai domiciliari fino al 27 ottobre – prosegue – e mi difenderò in tutti i modi contro queste calunnie…”.

L’arresto di Ferri, 23 anni, originario di Montesilvano (Pescara), era stato eseguito lo scorso 2 agosto, in esecuzione di una specifica ordinanza di aggravamento della misura cautelare degli arresti domiciliari emessa dal Tribunale di Firenze.

Il provvedimento della magistratura fiorentina è relativo a un’invasione compiuta il 7 settembre 2010 durante Italia-Far Oer.

Al primo minuto entrò in campo con una maglietta recante la scritta “No alla tessera del tifoso” e strinse la mano al suo idolo, Antonio Cassano.

Solo una delle tante imprese del personaggio, che ha invaso anche durante il Mondiale in Sudafrica, il Mondiale per club ad Abu Dhabi, la finale di Champions League a Webley (Londra) e nella tappa teramana del Giro d’Italia.

IL RACCONTO SU FACEBOOK: ”IN CELLA COME BESTIE”

Una volta a casa, il Falco descrive su Facebook la sua detenzione, dicendo di essere stato recluso come una “bestia”.

In attesa del “processo, tra 20 giorni” dice di aver “lottato come un leone in quella gabbia”, scrive sulla sua bacheca del social network.

“Chiusi in sei in una stanza con soli due metri quadrati a disposizione. Reclusi come bestie”, commenta.

Riferisce anche che una sera ha “ingoiato 15 lamette per andare in ospedale e dichiarare lo sciopero della fame e della sete. Per quattro giorni – aggiunge – sono stato guardato a vista da due poliziotti e non ho toccato né cibo né acqua (passando da 72 a 64 chili). Ho lottato con tutte le mie forze mentali e fisiche sfruttando la mia pazzia per essere libero”.

E poi ancora: “È stata davvero dura, scrive per niente un gioco, sofferenza pura”.

Ferri ha sempre dichiarato di disprezzare le forze dell’ordine e il sistema giudiziario italiano per le misure a cui è stato sottoposto ma oggi annuncia di non avere più intenzione di evadere dagli arresti domiciliari: “Dopo questa esperienza – annuncia ai suoi tantissimi fan su Facebook – non esco neppure se prende fuoco la casa!”.

Ma ci tiene a sottolineare “un esempio lampante della giustizia che non va. Amanda: innocente o colpevole? Io dico solo una cosa: se è innocente avete tolto i migliori anni della vita a quella ragazza”.

Ora il “Falco” è sicuro di essere vicino alla libertà, il 27 ottobre.

FALCO-STORY:

TUTTE LE IMPRESE DELL’INVASORE DEGLI STADI