PESCARA – A livello abruzzese, nel 2024, il 23% dei lavoratori del settore turistico è in nero. Nella sola provincia di Pescara, i controlli dell’Ispettorato del Lavoro hanno rilevato irregolarità in due terzi delle imprese controllate.

Parte da questa evidenza, la campagna informativa “Il Turismo è Lavoro” della Filcams Cgil Pescara che scende in spiaggia per i diritti dei lavoratori stagionali. Campagna sul litorale di Montesilvano e Pescara.

È partita ieri, dalla spiaggia libera nei pressi del fiume Saline, a Montesilvano, la campagna “Il Turismo è Lavoro” promossa dalla Filcams Cgil di Pescara.

L’iniziativa, giunta al suo quinto anno, attraverserà tutto il litorale di Montesilvano e Pescara nei prossimi due giorni, per incontrare lavoratrici e lavoratori della filiera turistica, spesso vittime di precarietà e diritti negati. Verrà distribuito loro materiale informativo, per far conoscere i diritti e per sensibilizzare il settore.

Al fianco della Filcams Cgil Pescara, il Patronato Inca offrirà assistenza concreta per la richiesta della Naspi e consulenza legale gratuita.

Un valore aggiunto dell’iniziativa è la partecipazione attiva degli studenti di Pas (Partecipazione Attiva Studentesca), che porteranno la loro testimonianza diretta sul mondo del lavoro stagionale, un comparto che vivono in prima persona ogni anno.

Obiettivo della campagna “è rinnovare l’impegno per una nuova cultura del lavoro che contrasti il lavoro povero e la precarietà, con un focus specifico sul contratto stagionale”.

Spiega Davide Urbano, della Filcams Cgil Pescara: “c’è bisogno di un protocollo sul lavoro del comparto, di un lavoro di squadra che coinvolga Ispettorato, Regione e associazioni datoriali. Il lavoro stagionale è un lavoro a pieno titolo e tale deve diventare per i tanti ragazzi, e non solo, impegnati nelle varie attività. la stagione turistica, vitale per l’economia costiera, dev’essere fondata sul rispetto della legge e della dignità dei lavoratori”.