L’AQUILA – “Quello che vogliamo fare, e le elezioni del 2024 rappresentano una grande occasione è costruire una Europa differente, più forte, diversa dalla gabbia dei burocrati che è diventata oggi, distante dai cittadini e dagli elettori”.
Così nell’intervista streaming il vice coordinatore nazionale della Lega giovani, Francesco De Santis, assessore comunale all’Urbanistica dell’Aquila e portavoce del partito in Abruzzo, che ha preso parte all’incontro a Roma dei giovani del gruppo Identità e democrazia, espressione della Lega in Europa.
Così nell’intervista streaming il vice coordinatore nazionale della Lega giovani, Francesco De Santis, assessore comunale all’Urbanistica dell’Aquila e portavoce del partito in Abruzzo, che ha preso parte all’incontro a Roma dei giovani del gruppo Identità e democrazia, espressione della Lega in Europa.
La conferenza dal titolo ‘Embrace our heritage to build our future’, è stata aperta dall’intervento del deputato leghista Luca Toccalini che è anche responsabile dei giovani del partito.
Presenti tra gli altri, il presidente dei giovani Repubblicani di New York, Gavin Wax; il direttore dei Republicans for national renewal, Mark Ivanyo; la responsabile esteri degli ungheresi di Fidelitas, Dora Hidas e il presidente di Chega, il portoghese André Ventura. Nella sala verrà proiettato un videomessaggio del rappresentante del Knesset ed esponente di Likud, Ariel Kallner, impossibilitato a raggiungere l’Italia a causa della crisi in Medioriente.
Tra i temi centrali anche per i giovani leghisti quello dell’immigrazione.
“L’Italia non può essere lasciata da sola ad affrontare flussi migratori irregolari senza controllo. E l’Europa non può ospitare tutta l’Africa. La Francia, ‘Austria come pure la Germania non solidarizzano con l’Italia, che resta abbandonata a se stessa. Non continuiamo a salvare le persone in mare. Ma risposta non può che essere quella di un forte blocco navale, secondo la linea sopra portata avanti dalla Lega e da Matteo Salvini. E’ l’unica vera soluzione, che va presa ovviamente a livello europeo e le forze compongono Identità e democrazia, pur nelle loro differenze, condividono questa posizione”, spiega De Santis.
C’è poi qualcosa da rivedere sulle politiche ambientali: “Chi può non dirsi ambientalista, ma il tema è un altro. La transizione energetica non può essere portata avanti a tappe forzate e fatta pagare ai cittadini, dalle imprese. Lo stop alle auto a motore endotermico nel 2032 non è realizzabile. Non si può costringere un cittadino senza disponibilità economiche a cambiare auto passando all’elettrico, se non hai soldi per farlo. E costringerlo ad andare a piedi. Tenuto anche conto che a livello globale quello che sta facendo l’Europa è solo una goccia nel mare rispetto a paesi fortemente inquinanti come Cina e India dove la transizione ecologica non è all’ordine del giorno”.
LA DIRETTA





