PESCARA – “Non sono io il capro espiatorio che cercate, non sono io ad aver preso quella telefonata, basta ascoltare la registrazione per averne conferma. A quel tavolo eravamo in tanti, noi della prefettura, i radioamatori, i rappresentanti delle forze dell’ordine e del soccorso pubblico”.
Così il viceprefetto di Pescara Ida De Cesaris, ricostruisce in un’intervista al Messaggero la mancata reazione dopo l’allarme di Quintino Marcella sull’hotel Rigopiano.
“Per tutta la giornata sono entrata e uscita dalla stanza del prefetto, dove vertici e riunioni operative si susseguivano a getto continuo – afferma -. A un certo punto ho chiesto di deviarmi sul cellulare di servizio soltanto le telefonate dei sindaci. Non ho valutato personalmente altre richieste di soccorso perché l’esperienza mi dice che in situazioni di tale gravità, specialmente nelle comunità più piccole il primo terminale delle popolazioni sono i sindaci”.
“Nessuna superficialità nella gestione di un’emergenza estremamente complessa”, rivendica. Le procedure seguite sono state corrette? “C’è un’inchiesta in corso. Di certo – risponde – non tocca ai giornali distribuire patenti di colpevolezza”.
Il quotidiano La Repubblica, intanto, pubblica un colloquio con una funzionaria della questura che avrebbe risposto alla telefonata di Marcella, senza però fare il nome.
“Ci saranno modi e tempi per chiarire tutto. L’importante è avere la coscienza a posto, e io ce l’ho. Tutto il resto, le polemiche di questi giorni, non m’interessa”, afferma.
Il quotidiano, che non cita il nome della donna, riferisce che ieri è stata ascoltata in questura.
“Mercoledì ero appena rientrata in ufficio da una malattia. Prima è scoppiata l’emergenza neve, poi quella del sisma. C’era bisogno di gente nell’unità di crisi e ho dato la mia disponibilità”.
“Il mio compito – precisa – era rispondere alle chiamate dall’esterno”.
Anche quella dell’amico di Gianpiero Parete, Marcella. “Non devo dare spiegazioni a lei… – risponde al giornalista -. Nella sala operativa eravamo in tanti, non c’ero solo io”.






