L’AQUILA – Pulire e riordinare L’Aquila, mettere fine al degrado in cui versano alcune zone per renderla più bella, vivibile e alla portata di tutti. Questo è lo spirito di “Guerrilla Gardening”, il progetto di pulizia e riordino delle zone verdi della città, messo in atto dagli amministratori e dai componenti del gruppo “Sei aquilano se…” sulla rete virtuale di Facebook, che conta oggi quasi 16 mila iscritti.

“L’idea di attivarci in questo senso era già stata avanzata qualche tempo fa sulla pagina – dichiara ad AbruzzoWeb una delle amministratrici del gruppo, Anna Pacifica Colasacco – e personalmente, avendo già preso parte a esperienze simili, mi è sembrato giusto raccoglierla e metterla in atto. È un segno per dire a tutti ‘amiamo questa città’, una città che per certi punti di vista versa in condizioni a dir poco disastrose”.

La “guerriglia” consiste proprio in un assalto non violento a zone verdi abbandonate da rimettere a nuovo, con il termine adottato per la prima volta a New York nel 1973.

L’iniziativa ha preso il via quando più di 20 volontari armati di zappe, rastrelli e boccioli, dopo essersi dati appuntamento alla Fontana luminosa e aver fatto colazione tutti insieme, si sono diretti verso viale Duca degli Abruzzi e, una volta arrivati nei pressi dei giardinetti vicino a porta Branconia, si sono messi a lavoro per restituire alla zona quella buona dose di dignità che solo un’area verde e ben curata può avere.

“Siamo partiti consapevoli del fatto che, certo, l’idea si lancia, ma poi sono poche le persone che realmente partecipano – continua la Colasacco – In ogni caso, tutti insieme abbiamo cominciato a tagliare l’erba, abbiamo zappato, rimosso la sporcizia e, infine, abbiamo messo a dimora alcune piante tra cui anche due bellissime rose”.

Un lavoro faticoso ma che, al contempo, ha dato grande soddisfazione ai volontari che, visti i risultati della prima esperienza, non solo hanno cercato di attivarsi affinché tutto il loro lavoro nei giardinetti non andasse perso ma, nel frattempo, hanno anche cercato altre zone in cui poter proseguire.

“Vorrermmo continuare a custodire e a curare i luoghi di cui ci occupiamo – spiega ancora la promotrice – Puntiamo al fatto che ognuno, partecipando al progetto, possa sentirsene proprietario. Non a caso abbiamo fatto anche esplicita richiesta al Comune affinché potessimo adottare i giardinetti sul Viale e posso dire, con una certa soddisfazione, che la proposta è stata accolta e che ora stiamo solo aspettando la formalizzazione burocratica”.

“Lo stesso giorno che siamo andati ai giradinetti ci siamo resi conto che anche un’altra zona aveva bisogno di cure, per la precisione un ‘aiuola che si trova nei pressi della Fontana Luminosa per cui ci siamo dati subito appuntamento”, continua.

Tutti i volontari si sono di nuovo incontrati, si sono rimboccati le maniche e hanno cominciato a lavorare su quello che, si sono accorti dopo un po’, era un terrapieno stracolmo di creta e sassi che versava in pessime condizioni. Hanno quindi pulito, rimosso le pietre in eccesso e, dopo aver versato sul terrapieno due sacconi di terra, hanno piantato alcuni semi, gigli e piantine di lavanda.

“È stato un lavoro massacrante ma a tutti gli effetti un atto d’amore – racconta con una punta di orgoglio la Colasacco, che si è detta inoltre soddisfatta del lavoro che il gruppo dei volontari sta portando avanti – Ci terrei a far sapere a tutti che le opere di pulizia e ripristino di queste zone verdi sono opera nostra, opera di volontari e non del Comune”.

L’idea generale di tutti sarebbe quella di continuare ancora per molto con questo riordino verde della città. La voglia c’è e le zone di cui occuparsi sono molte, senza contare che, una volta puliti e sistemati, luoghi come questi necessitano costantemente bisogno di riguardi e attenzioni, “un discorso di continuità che dovrebbe coinvolgere tutti. Stiamo parlando infatti di un’iniziativa che, oltre a fare del bene materiale per la nostra città, potrebbe essere anche molto utile a ricreare il tessuto sociale di un luogo ormai distrutto in questo senso e, perchè no, a coinvolgere un sacco di giovani”.

“Puntiamo soprattutto al fatto che tutti debbano e possano sentirsi proprietari di questi posti ed è per questo che, per quanto ci riguarda, continueremo a mettere piantine e a curarle quanto più possibile – conclude l’aquilana – Al momento ci limiteremo a queste zone, a cui si aggiunge anche quella del mandorlo piantato in occasione del 6 aprile a Collemaggio, in seguito si vedrà sul da farsi, anche perchè sul gruppo le proposte ci sono ma se si fanno proposte poi bisogna anche saperle portare avanti”.