L’AQUILA – Fa ancora discutere il caso del “giardinaggio antiprostituzione” della Giunta regionale sulla strada della Bonifica, da decenni trafficatissima di automobilisti e passeggiatrici.

A fine settembre si è svolta una riunione del comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, cui ha preso parte anche l’assessore regionale Angelo Di Paolo, che ha la delega al ciclo idrico integrato.

Nella riunione si è deciso che la Giunta finanzierà con altri Enti il taglio delle sterpaglie lungo il fiume Tronto, tra l’argine e il lungo tratto di strada dove “operano” le lucciole: vegetazione usata come rifugio quando scattano i controlli e le retate.

Un’azione di prevenzione, che però ha provocato lo sdegno delle associazioni ambientaliste.

Il Wwf ha contestato alla Regione di “condannare” gli alberi al taglio per… favoreggiamento della prostituzione, mentre il Coordinamento ciclabili Abruzzo teramano (Ciclat) ha accusato che il provvedimento non sarebbe “risolutivo, ma creerebbe ulteriori problemi”. Ulteriori critiche sono arrivati dalle associazioni Lipu e Pro Natura, vane le smentite del sindaco di Controguerra, Mauro Scarpantonio.

Troppo, per l’assessore Di Paolo, che è sbottato in una nota: “la Giunta non taglierà gli alberi, nella riunione si è parlato di rimuovere rovi ed erbacce, che è ben altra cosa”.

Una precisazione che non convince il Wwf, che ha replicato ancora.

A complicare ulteriormente il quadro ci si è messo il comico Maurizio Crozza che, venuto a conoscenza nella vicenda, ha voluto parlarne in un suo intervento nella trasmissione Ballarò.

Peccato che abbia sbagliato clamorosamente a definire la zona, confondendo la Bonifica del Tronto, che è in Abruzzo, con San Benedetto del Tronto, nelle Marche, parlando di “strada provinciale per San Benedetto” e posizionandola nella regione sbagliata.

Un doppio errore che ha mandato su tutte le furie la Provincia di Ascoli Piceno per i possibili “danni d’immagine”. In una nota, l’Ente ha chiesto di correggere il tiro al più presto sui teleschermi.

Insomma, una guerra senza quartiere sul taglio degli alberi o dei rovi che sia, in attesa che dopo assessori, associazioni, Enti e comici qualcun altro ci si ritrovi immischiato.

DI PAOLO ESPLODE: ”MA CHE TAGLIO ALBERI, AL MASSIMO I ROVI”

L’AQUILA – “La giunta regionale non ha adottato nessun provvedimento, né ha in animo di farlo, circa il taglio di alberi lungo la bonifica del Tronto per eliminare il rifugio di prostitute e dei loro clienti. Chi afferma il contrario lo fa per generare disinformazione divulgando notizie prive di ogni fondamento. In questi giorni , appare davvero inquietante vedere come si riesca a diffondere informazioni incomplete, inesatte e fuorvianti solo per creare clamore”.

Lo ha detto l’assessore regionale ai Lavori pubblici, Angelo di Paolo, in risposta agli annunci riportati da organi di stampa, anche a livello nazionale, in cui si parla di presunti provvedimenti adottati dalla giunta regionale d’Abruzzo contro le prostitute della bonifica e a favore del taglio di alberi.

“Premesso che non sarebbe comunque un settore di competenza del nostro esecutivo, competente solo sulle esondazioni del fiume – ha aggiunto Di Paolo – tengo a precisare che nella riunione del 23 settembre, convocata dal questore di Teramo, alla presenza anche del Prefetto, si parlò di ordine e sicurezza pubblica e della necessità di un intervento di riqualificazione che avrebbe dovuto prevedere, tra l’altro, la rimozione di rovi ed erbacce, ma mai si è parlato di taglio indiscriminato di piante ed alberi che è ben altra cosa”.

La verità è questa – ha concluso l’assessore – chi sostiene diversamente e tira in ballo il governo regionale lo fa a scopi strumentali al solo fine di gettare fango su questa maggioranza manipolando una questione che sa essere di forte impatto sociale e di sicura risonanza”.

IL WWF NON CREDE A DI PAOLO: ”PARLO’ DI TAGLIO ALBERI, NON ROVI”

L’AQUILA – “Taglio della vegetazione intorno e lungo le sponde del fiume Tronto”.

Questa la frase uscita sui giornali dell’assessore regionale Angelo Di Paolo che, nonostante le smentite, continua a insospettire il Wwf, alimentando la guerra tra Enti e associazioni ambientaliste per la… bonifica della Bonifica, la strada famosa per la prostituzione.

Secondo Dante Caserta, consigliere Wwf, Di Paolo parlava espressamente di “un progetto che mira a tagliare la rigogliosa vegetazione, tra il fiume Tronto e la strada, dove si nascondono le lucciole quando arrivano i controlli”. E non degli arbusti e rovi, come ha detto oggi.

“Non sarà che si è deciso a intervenire solo ora, con una clamorosa marcia indietro – insinua Caserta – dopo che si è accorto che mezza Italia sta ridendo della proposta ‘antiprostituzione’ che si sono inventati?”.

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