L’AQUILA – Per superare, per quanto possibile, nel migliore dei modi l’impasse legata alla guerra a suon di carte bollate scoppiata tra i due contendenti alla segreteria provinciale dell’Aquila del Partito democratico, l’uscente Michele Fina e l’aspirante Ilaria Cacciarelli, secondo il componente dell’assemblea nazionale del partito, assessore al comune dell’Aquila ed ex presidente di Provincia, Stefania Pezzopane, c’è solo una via percorribile: “quella del commissariamento”.

Tra i due contendenti è in atto un vero e proprio duello su questioni riguardanti tesseramenti e modalità di partecipazioni al congresso per l’elezione del nuovo segretario.

La Commissione di garanzia regionale deliberato l’estromissione dalle modalità di voto per il rinnovo del Congresso provinciale di tutti i nuovi iscritti a partire dal 21 luglio 2009, perché non autorizzati dalla direzione del partito. Adesso si attende il verdetto dell’assemblea nazionale presieduta da Luigi Berlinguer.

“In una terra ancora oggi al centro di attenzioni del mondo e dell’Italia,  come è testimoniato dall’interesse e dall’affetto dimostrato in ogni occasione pubblica in cui vengo invitata – spiega la Pezzopane – il più importante partito dell’opposizione a livello nazionale e regionale e che governa il capoluogo, non si può permettere di essere dilaniato da guerre intestine. Questo, purtroppo, è ciò che sta accadendo, e credo che debba essere posto un punto fermo, un freno. Anche con il commissariamento del partito”.

“Commissariamento – aggiunge – che deve arrivare prima del congresso provinciale. Normalmente il commissario viene deciso dai vertici nazionali del partito: abbiamo bisogno di una persona che porti serenità, che si occupi dei problemi della gente e non delle ‘paturnie’ di qualcuno.  Per questo auspico un commissario esterno all’Abruzzo, almeno esterno alla provincia dell’Aquila”.

La battaglia per la segreteria provinciale, non è un mistero, nasconde in realtà ruggini e frizioni tra due schieramenti contrapposti e ben riconoscibili.

Se Fina, da un lato, è sostenuto proprio dall’establishment storico del Pd, di cui la Pezzopane fa parte insieme al parlamentare Giovanni Lolli e al sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, la Cacciarelli, dal canto suo, rappresenta la ‘spinta’ per un rovesciamento delle gerarchie sostenuta dal senatore Luigi Lusi e dal consigliere regionale Giuseppe Di Pangrazio, originari dell’area marsicana come, del resto, i due candidati alla segreteria.

Ed è proprio da quei territori che sono giunti dati sui tesseramenti che hanno destato più di una perplessità, con tessere triplicate rispetto a un  recente passato che non hanno, tra l’altro, corrispondenza con il dato elettorale.

“Gli aspetti regolamentari hanno preso il sopravvento sul dibattito politico, che non si è fatto – sbotta la Pezzoane –  Era bene aprire ai nuovi tesserati, anche io sono stata tra quelli che avevano auspicato l’apertura del nuovo tesseramento  perché il vecchio era stato fatto a luglio 2009, quando L’Aquila e il ‘cratere’ erano presi da ben altre faccende. Molti militanti non avevano la tessera: mentre in altri territori erano state fatte tessere all’Aquila non c’era stata l’opportunità”.

“Ma in alcuni territori – ammonisce – se ne è registrata una vera ‘infornata’, con numeri distanti da quelli dei voti effettivi. Come a Capistrello, dove c’è stato un aumento di centinaia di tesserati, mentre il numero dei voti è rimasto quello di sempre, di gran lunga inferiore rispetto a quello delle tessere: normalmente accade l’esatto contrario. Questo è accaduto anche in altre piccole realtà”.

“In questo modo, ai fini del congresso, realtà più piccole rischiano di essere più rappresentative di territori più ampi, come quello dell’Aquila, dove il consenso elettorale e i voti sono nettamente maggiori. Si rischia uno squilibrio territoriale e non è serio per un partito importante come il nostro.Tra l’altro si è innescato un meccanismo di polemiche e contrasti che molto probabilmente la gente non capisce o che non interessa”.

Ed è difficile constatare una mera casualità tra l’aumento di tessere nel Comune marsicano, dove ad amministrare è il fratello del senatore Lusi, Antonino, tra l’altro beneficiario di ingenti somme derivanti dalla contestatissima “legge mancia”.

“Io – ricorda la Pezzopane – ho fatto una battaglia a livello nazionale, come membro dell’assemblea e responsabile per la ricostruzione, affinché il Pd desse un segnale forte. Ed è stato meraviglioso lo sforzo fatto dai parlamentari e dai senatori che hanno destinato 8 milioni per l’acquisto del sito della Finmek e 4 per la riqualificazione dei parchi urbani dell’Aquila”.

“Poi invece – prosegue – veniamo a sapere che c’era un’altra ‘legge mancia’ parallela, più pubblicizzata anche, che destina fondi a pioggia senza alcun criterio. Sicuramente molti ne hanno beneficiato e sono contenta per loro, per allo stesso tempo sono state dimenticate le esigenze di tante altre realtà. Quando poi si legge l’elenco ci sono tante benemerite associazioni, ma ne mancano tante altre. La gente ci chiede come l’abbiamo scelte, non so cosa rispondere, bisogna chiederlo a chi ha destinato i fondi”.

Necessaria, comunque, con le elezioni politiche alle porte una ‘riappacificazione’ tra le parti, superando campanilismi e logiche territoriali.

“Dopo il congresso ci sarà riappacificazione? Mi auguro – sostiene la vice presidente della Provincia – che tutti facciano un passo indietro per farne due in avanti. Il nostro partito non ha mai avuto questi problemi, non può averli adesso. La gente vuole sentir parlare dei problemi veri, quelli quotidiani, non di questioni di regolamenti. Tra l’altro in un momento come questo, con le elezioni che sembrano dietro l’angolo, non è il dibattito che sicuramente può interessare i nostri elettori e simpatizzanti”.

“Non capisco – aggiunge ancora – di che natura siano i motivi di questo scontro territoriale. A chiacchiere tutti vogliono ricostruire L’Aquila, nella sostanza si cerca di emarginarla. Ma sicuramente non ci riusciranno. L’Aquila è e deve essere al centro dell’attenzione. Secondo me qualcuno sta perdendo tempo”.

E se si andasse al voto anticipato per le politiche la Pezzopane, che nel 2008 rinunciò ad un collegio ‘sicuro’ per rimanere alla presidenza della Provincia lancia un messaggio, neppure troppo sibillino.

“Se qualcuno pensava che potessi essere delegittimata dalle ultime elezioni provinciali ha sbagliato, anche nel centrosinistra. Se fossi stata presidente della Provincia per cinque anni – conclude – avrei continuato a fare il mio lavoro, rinunciando alla candidatura alle politiche. In questo momento, invece, sono pronta a qualsiasi ipotesi di lavoro”. (g.a.)

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