L’AQUILA – Si svolgerà giovedì 17 febbraio la prima udienza per l’azione legale di una trentina di famiglie delle vittime del sisma dell’Aquila che hanno avanzato richieste di risarcimento danni per complessivi 22,5 milioni di euro alla presidenza del Consiglio dei ministri.
L’iniziativa legale contesta in particolare l’operato della commissione Grandi Rischi, che si riunì all’Aquila il 31 marzo 2009, cinque giorni prima dalla scossa delle 3.32.
Gli aquilani, in particolare, sono inferociti dai messaggi rassicuranti lanciati dai protagonisti di quel summit alla popolazione aquilana che era sottoposta da mesi a un intenso sciame sismico.
Il magistrato dovrà valutare caso per caso il danno alla salute, il danno patrimoniale, il danno morale (per il turbamento), il danno non patrimoniale (cioè esistenziale) e il danno tanatologico (per la sofferenza).
Se ottenuto, dopo un iter giudiziario che sarà sicuramente lungo, il risarcimento sarà probabilmente diviso tra i familiari delle vittime in base ai danni subiti, ma anche all’età delle vittime.
I ricorrenti sono assistiti dagli avvocati Maria Teresa Di Rocco e Silvia Catalucci.
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