L’AQUILA, 4 GIUGNO – “Si sono arrabbiati, ma non si capisce perché. Abbiamo sempre avuto rapporti civili, sono sorpreso”. Lo ha detto il Procuratore della Repubblica dell’Aquila, Alfredo Rossini (nella foto), commentando le critiche piovute sulla Procura aquilana dal dipartimento di Protezione civile dopo i sette avvisi di garanzia inviati ieri ai componenti della Commissione grandi rischi che si riunirono il 31 marzo 2009.

Leggendo i titoli dei giornali con le rimostranze verso la Procura, Rossini ha aggiunto: “Non lo so che vuol dire. C’è un errore, chiaramente, nel senso che in tutti questi atti non si parla mai di Protezione civile. La Commissione grandi rischi: è solo quella l’oggetto! La Protezione civile non capisco cosa ci entri. Abbiamo capi d’imputazione precisi, che sono stati contestati e depositati. In tutti questi non c’è menzione della Protezione civile”.

COSTANTINI (IDV): ”ATTACCHI VERGOGNOSI ALLA PROCURA”

L’AQUILA, 4 GIUGNO – “Prima di attaccare il lavoro dei Magistrati della Procura della Repubblica dell’Aquila i capi della Protezione civile dovrebbero farsi un esame di coscienza e ricostruire tutte le specificità del caso-L’Aquila”. Lo dichiara Carlo Costantini, capogruppo dell’Italia dei valori alla Regione, che parla di “attacchi vergognosi” alla Procura.

“È scorretto e fuorviante – dice – rispondere oggi con affermazioni scientifiche, ma di tipo generico (i terremoti non sono prevedibili) a contestazioni riferite a una situazione particolarissima, che i cittadini ricordano perfettamente e che la Procura avrà di sicuro ricostruito nei minimi particolari”.

“Potrei citare – aggiunge Costantini – Giuliani o le dichiarazioni di Boschi al sindaco dell’Aquila, ma posso anche limitarmi a semplici valutazioni legate al buon senso. Tra un’evacuazione e il nulla o addirittura messaggi rassicuranti potevano esistere delle vie di mezzo, per esempio un segnale di allerta, per consentire ad alcune istituzioni di valutare l’opportunità di una sospensione temporanea delle proprie attività”.

“O, ancora – continua – tra un’evacuazione e il nulla o addirittura messaggi rassicuranti, poteva esserci una valutazione degli edifici più a rischio (peraltro in parte già censiti da uno studio di Abruzzo Engineering) e un segnale specifico di allerta, circoscritto a chi in questi edifici lavorava o viveva. Qualcosa, rispetto al nulla o addirittura a segnali rassicuranti, poteva essere fatto, anche se i terremoti non sono prevedibili; diversamente, la Commissione Grandi Rischi avrebbe potuto tranquillamente restarsene a casa”.

“Ora – prosegue Costantini – se questo porterà al riconoscimento di responsabilità penali, lo valuteranno i giudici, nei processi, con le parti e con i loro difensori e non certo i capi della Protezione civile e i loro sponsor”.

“I cittadini – conclude il capogruppo Idv – hanno diritto a conoscere la verità; la stessa verità che, qualsiasi risulterà l’esito dell’inchiesta, il lavoro della Procura della Repubblica dell’Aquila sta cercando di far venire alla luce. Nell’interesse di tutti, anche e soprattutto di chi oggi si sente ingiustamente accusato e grida, invece, allo scandalo”.

DI STANISLAO (IDV): ”CI VUOLE UNA COMMISSIONE PARLAMENTARE D’INCHIESTA”

L’Aquila, 4 GIUGNO – “Senza alcuna soddisfazione umana e professionale dico che erano giuste le argomentazioni da me messe in campo sull’operato della Commissione Grandi Rischi”. Queste le parole di Augusto Di Stanislao, deputato Idv abruzzese, di fronte alla notizia di questi giorni relativa alle indagini dei componenti della Commissione Grandi Rischi per il terremoto dell’Aquila.

Il 22 Dicembre 2009 Di Stanislao depositò la proposta di “Istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sull’attivita’ della Commissione nazionale per la previsione e la prevenzione dei grandi rischi in relazione al sisma del 6 aprile 2009 in Abruzzo”.

Un disegno articolato che specifica finalita’, compiti e composizione della Commissione, preceduto da una relazione dettagliata sulla vicenda e su un Paese sismico, come l’Italia, con un’organizzazione e un’attivita’ di prevenzione quasi inesistente.

“Le indagini non mi stupiscono affatto – prosegue Di Stanislao – ho chiesto e sollecitato piu’ volte l’avvio del dibattito in Commissione della mia proposta di legge perche’ ero convinto che non solo bisognava verificare fatti e responsabilita’ di cio’ che e’ successo a L’Aquila, ma rivedere completamente i principi e lo spirito che guidano l’operato di una Commissione cosi’ importante come questa dei Grandi Rischi”.