L’AQUILA – “Il terremoto è peggio di una malattia incurabile, ai parenti delle vittime chiedo di non avere il cruccio di non aver potuto far niente per salvarle”.

Questa la conclusione dell’arringa difensiva dell’avvocato di Stato Carlo Sica, durata due ore e mezzo. Al termine del suo intervento il legale ha paragonato il sisma a una sua vicenda personale.

“Ho un carissimo amico – ha detto – che ha perduto una figlia per un male incurabile. Scrisse un necrologio in cui chiedeva scusa per non averla salvata. Ancora oggi me lo chiede e dico che non poteva fare nulla”.

Allo stesso modo il legale, che si è anche commosso, si è rivolto ai parenti delle vittime. (alb.or.)