L’AQUILA – “Dopo tanti anni di silenzio anche la senatrice Pd si ricorda dell’esistenza del Gran Sasso e della sua importanza per tante famiglie aquilane e per la città intera. Se non fosse che ci troviamo a ridosso delle elezioni politiche oppure per questioni meramente mediatiche del momento, ci sarebbe da stupirsi a vedere come in questi giorni la montagna sia di interesse del centrosinistra”
Lo dice in una nota il consigliere comunale dell’Aquila Leonardo Scimia di Benvenuto presente (civica di centrodestra), per il quale la dichiarazioni della senatrice Stefania Pezzopane “nella quale tende il braccio verso le istanze presentate dall’associazione #iovivoilgransasso sa di un’uscita estemporanea che non ha alcuna valenza concreta”.
“Sarebbe ora che la passata amministrazione iniziasse a preoccuparsi realmente della montagna e veda le condizioni in cui versano il Ctgs, i suoi dipendenti, e la stazione sciistica di Campo Imperatore, uno stato moribondo di cui sono loro i responsabili”.
“Inoltre – aggiunge Scimia – voglio ricordare come gli stessi, neanche un anno fa, non hanno mai avuto le orecchie per ascoltare le 11.000 firme presentate da #SaveGranSasso per rimodulare Sic e Zps sull’intera area”.
“La loro inefficienza si è manifestata da prima per aver creato un regolamento partecipativo farlocco, sulla carta dava la possibilità di indire un referendum popolare cittadino però senza che ci fossero le reali basi per portarlo avanti, poi lasciando la petizione chiusa dentro ad un cassetto senza che venisse mai aperto”.
“Sarà una preoccupazione mia e dell’intera amministrazione portare l’argomento in Consiglio comunale per discutere e decidere finalmente cosa fare del Gran Sasso e del suo piano di sviluppo – sottolinea Scimia – ad oggi bloccato dagli innumerevoli vincoli apposti sulla montagna, così estesi proprio perché ideati in tempi non sospetti”.
“Non servono uscite a mezzo stampa che non portano a nulla ma è ora che la città decida cosa vuol fare della sua montagna e che l’amministrazione si prenda la responsabilità di compiere un cambio di passo che tutti gli aquilani ci hanno chiesto e che noi vogliamo e dobbiamo dare”, conclude.






