L’AQUILA – “Si tratta di un’iniziativa non controllata da nessuno, non concordata e non sottoposta a un processo di critica costruttiva. Ce la siamo ritrovati confezionata con decisioni prese dall’alto”.
Il professore dell’Università dell’Aquila Guido Visconti, docente di Fisica dell’atmosfera e noto meteorologo, guida la nutrita pattuglia di coloro che sono fortemente critici con il progetto di scuola di alta formazione Gran Sasso Science Institute, che ha mosso i primi passi proprio stamani in un evento che si è svolto ad Assergi (L’Aquila) presso i laboratori del Gran Sasso alle presenza dei ministri Fabrizio Barca, Coesione territoriale nonché inviato del premier Monti per la gestione della ricostruzione, e Francesco Profumo, Istruzione e ricerca.
Il progetto ha una copertura finanziaria per tre anni e può contare su circa 30 milioni, tra quota statale e regionale.
Il professor Visconti ha espresso le sue perplessità sull’iniziativa, che è nelle mani dell’Istituto nazionale di Fisica Nucleare (Infn), le cui prime fasi sono state presentate dal professor Eugenio Coccia, neo direttore della scuola.
“Se si occupa di argomenti già sviluppati altrove – si è chiesto polemicamente Visconti – per quale motivo gli studenti dovrebbero decidere di venire qui? Per esempio, la meteorologia che risponde ai requisiti scientifici, economici e sociali che si sono prefissati gli organizzatori non è una disciplina prevista. Eppure ci sono pochi centri dove si sviluppa”.
Ma non è la sola accusa piovuta addosso al progetto. In molti hanno denunciato la mancanza di integrazione con il territorio, in particolare con la comunità scientifica.
L’Università dell’Aquila, il cui rettore Ferdinando Di Orio, assente, ha già nei giorni scorsi pubblicamente espresso il suo dissenso, attraverso il prorettore Angelo Luongo ha sottolineato che “come ricercatore sono entusiasta, come professore sono preoccupato dell’eccellenza, dico sì alla valutazione, no all’autorefenzialità, ma non pensiamo esclusivamente ai geni, vicino a questi ci devono essere anche le persone normali, cioè gli ingegneri che fanno i funzionari. E poi – ha concluso – l’iniziativa deve essere messa a regime con le università”.
A proposito di università, c’è da dire che, mentre il rettore Di Orio e i suoi fedelissimi denunciano l’esclusione dalle scelte, un docente, Paola Inverardi, fortemente critica con il rettore, è nel comitato ordinatore che sta gestendo l’avvio.
Nella parte finale dell’evento di presentazione, anche il ministro Profumo, rivolgendosi al direttore della scuola Coccia, ha auspicato variazioni per rendere il progetto “innovativo e strumento che possa innescare un vero cambiamento culturale”. (b.s.)
PROFUMO: “GRAN SASSO INSTITUTE, UNIVERSITA’ COINVOLTA”
“Ho letto e ho risposto con molta gentilezza al Rettore dicendogli fin dall’inizio che l’Università dell’Aquila è stata coinvolta. Quella di oggi non è un convegno ma è una presentazione del progetto sono stati invitati i Rettori ed i Presidi. Uno dei professori del gruppo di avviamento del progetto è dell’Universita’ dell’Aquila, un altro è dell’Università di Teramo, c’è dunque un profondo coinvolgimento del territorio”.
“Il Rettore è stato invitato come sono stati invitati i presidi, essendo una presentazione sono state invitate le istituzioni”.
Lo ha detto il Ministrodell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca del governo Monti, Francesco Profumo a margine della cerimonia di presentazione del Piano strategico del Gran Sasso Science Institute (Gssi) presso i Laboratori nazionali del Gran Sasso ad Assergi (L’Aquila), rispondendo ai giornalisti che chiedevano spiegazioni sulle recenti dichiarazioni del Rettore dell’Università dell’Aquila, Ferdinando Di Orio, che aveva lamentato il mancato coinvolgimento dell’Ateneo al progetto.
“ELEMENTO PER ATTRAZIONE DEI CERVELLI”
“Io credo che questo sia un elemento di attrazione di cervelli perché in realtà come avviene su tutti i territori quando c’è una concentrazione di qualità questo consente di attirare persone di qualità dal territorio e da altri territori e questo avverrà su questo territorio come è avvenuto anche sugli altri”.
A dichiararlo il ministro Profumo rispondendo ai giornalisti che gli chiedevano di una eventuale fuga di cervelli dall’Università dell’Aquila al Gssi.
“PROGETTO AVRA’ PIANO TRIENNALE E RISORSE”
“Il progetto – ha continuato Profumo – che ha un piano triennale ha le risorse per la ricerca, di avviare un processo virtuoso sul territorio. In altre realtà in cui c’erano situazioni analoghe, l’investimento di ricerca ed innovazione è stato l’elemento centrale per riavviare il territorio, per creare una nuova economia sul territorio, una economia legata alla conoscenza, questa e’ la base di questo progetto”.
“L’AQUILA HA CARATTERISTICHE PER CAPITALE DELLA CULTURA”
“Credo che il progetto sulle proposte per le capitali della cultura – ha sottolineato il ministro dell’Istruzione – siano progetti più ampi rispetto ad un progetto scientifico e di educazione come quello del Gssi. Naturalmente in questo caso ci vuole la convergenza degli enti territoriali delle istituzioni per avviare un processo dove la competizione è molto elevata. Bisogna lavorare in grandissima qualità io credo che qui ci siano tutte le caratteristiche perche’ questo possa avvenire”.
“Io credo che il Paese abbia bisogno di modernizzarsi – ha proseguito – ciò vuol dire avere figure professionali che non esistono nella tradizione, avere figure professionali che derivano da un impegno concreo di ricerca e di formazione che sono due elementi che sono strettamente connessi: prima la formazione poi la ricerca”.
BARCA: “OPPORTUNITA’ PER RILANCIO ECONOMICO SOCIALE”
“Dopo 3 anni e 27 giorni da quando l’idea è sbocciata, questa iniziativa trova attuazione grazie alla cooperazione della Regione e del presidente Chiodi e alla volontà della città”.
Lo ha detto il ministro Barca, che ha sottolineato la grande importanza, ai fini del rilancio economico e sociale, di questa iniziativa nazionale per il territorio colpito dal terremoto del 6 aprile 2009.
CHIODI: “ECCELLENZA PER PROCESSO CRESCITA DELLA REGIONE”
“Il Gran Sasso Science Institute (Gssi) è un progetto di rilievo internazionale fortemente voluto dalla Regione Abruzzo e finanziato attraverso fondi Fas e risorse del commissario per la Ricostruzione di cui ne beneficeranno l’università, le imprese, la città dell’Aquila e l’intero territorio abruzzese”.
Lo ha detto il presidente della regione Abruzzo, Gianni Chiodi, oggi nel corso della cerimonia di presentazione del Piano strategico del Gran Sasso Science Institute (Gssi) presso i laboratori nazionali del Gran Sasso ad Assergi (L’Aquila), alla presenza dei ministri Fabrizio Barca e Francesco Profumo.
Il progetto ha un piano triennale che prevede risorse per la ricerca per oltre 30 milioni di euro. Servirà ad avviare un processo virtuoso sul territorio per creare una nuova economia legata alla conoscenza, alla formazione e alla valorizzazione del capitale umano destinato alla ricerca, attraverso progetti di alta formazione in ragione di un processo di crescita dell’intera regione.
Chiodi, infatti ne ha sottolineato l’importanza parlando di promozione, sviluppo, valorizzazione della ricerca e del capitale umano con ricaduta diretta sull’intero territorio.
“È un grande risultato per l’Abruzzo – ha commentato il presidente della Regione – Un progetto su cui ho creduto e su cui abbiamo cominciato a lavorare con il precedente governo nazionale che ne aveva colto a pieno l’importanza e che abbiamo proseguito con l’attuale governo fino a vederne oggi piena attuazione. Permette alla Regione di avere un polo di eccellenza con l’obiettivo di attivare iniziative finalizzate a incrementare e migliorare l’attrattività e l’integrazione del territorio nel settore della ricerca e dello sviluppo rafforzando la capacità di produrre innovazione tramite uno stretto raccordo con le riconosciute eccellenze a livello nazionale e internazionale”.



