L’AQUILA – Un nuovo scippo di uffici pubblici ai danni dell’Aquila, e questa volta con l’avallo, anzi, direttamente con la proposta, da parte del governo Renzi, che ritiene che nel capoluogo abruzzese in fase di ricostruzione post-sisma “non è disponibile alcun immobile”.
Una frase di assai dubbia veridicità contenuta, però, nella relazione tecnica della bozza di un decreto legge dell’esecutivo, contenuto nel cosiddetto “Jobs Act”, che istituisce la nuova Agenzia unica del lavoro e la sede regionale propone di fissarla appunto a Pescara.
“Mentre all’Aquila ci accingiamo a discutere una proposta di legge regionale per L’Aquila capoluogo, a Roma il governo, all’interno di un decreto legislativo, sancisce di fatto l’impossibilità, per la città dell’Aquila, di ospitare sedi istituzionali e ‘suggerisce’ la scelta di Pescara. La ricostruzione dei fatti è sconcertante”.
Così ha denunciato il consigliere comunale aquilano capogruppo dell’Italia dei valori-L’Aquila oggi, costola Idv, Angelo Mancini, il primo a denunciare pubblicamente questa anomalia.
Sul tema è intervenuto anche il consigliere regionale aquilano del Partito democratico Pierpaolo Pietrucci, presidente della seconda commissione consiliare (Territorio), che ha chiesto risposte urgenti al presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, e convocato un summit delle pubbliche amministrazioni mentre la senatrice Stefania Pezzopane ha annunciato di aver parlato con il ministro del Lavoro Giuliano Poletti, assicurando che c’è tempo per sanare la situazione.
Il governatore D’Alfonso con AbruzzoWeb ha preso posizione sulla vicenda: “Mi impegnerò per una sede regionale unica all’Aquila”, ha promesso.
Il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, ha scritto una lettera al presidente del Consiglio, Matteo Renzi, parlando di “città umiliata”.
Da sottolineare la posizione critica del Movimento 5 stelle L’Aquila che chiama in causa, accusandoli, anche gli esponenti democrat Pezzopane e Pietrucci.
D’ALFONSO: “MI IMPEGNERO’ PER LA SEDE REGIONALE A L’AQUILA”
“Mi impegnerò affinché la sede regionale dell’Agenzia del lavoro sia all’Aquila”.
Lo ha detto ai microfoni di AbruzzoWeb il presidente della Regione Abruzzo, Luciano D’Alfonso, a margine della sua partecipazione al Consiglio comunale dell’Aquila per parlare della proposta di legge regionale sull’Aquila capoluogo.
Una seduta che ha coinciso con l’apertura delle polemiche per la bozza di decreto legge stilata dal governo Renzi nell’ambito del cosiddetto “Jobs Act” che auspica la sede della nuova Agenzia lavoro a Pescara perché all’Aquila non sarebbero disponibili immobili pubblici.
“Se potessi parlare con le parole di un ministro del passato, Carlo Donat-Cattin questa vicenda è un non fatto e quindi scomparirà”, ha concluso il governatore. (f.t.)
CIALENTE SCRIVE A RENZI, “CITTA’ UMILIATA”
Sorpreso ma soprattutto “umiliato perché il testo sembra rappresentare l’immagine di una città ormai distrutta e priva di speranze”.
Così il sindaco dell’ Aquila, Massimo Cialente, in una lettera al premier, Matteo Renzi, al sottosegretario alla Presidenza Graziano Delrio, al ministro del Lavoro Giuliano Poletti e al sottosegretario Teresa Bellanova.
Al centro la sede regionale dell’Agenzia del Lavoro indicata in Pescara in una bozza di decreto legge nell’ambito del cosiddetto “Jobs Act” in quanto all’Aquila non ci sarebbero immobili pubblici disponibili.
Cialente rivolge un chiaro appello al Governo: “Ripensateci”.
LA LETTERA COMPLETA
Gentilissimi,
è con grande sorpresa, amarezza e, nella situazione post sisma che sta vivendo la città, con mortificazione, che leggo la relazione tecnica che dovrebbe accompagnare lo “Schema di Decreto Legislativo recante disposizioni per la razionalizzazione e la semplificazione dell’attività ispettiva in materia di lavoro e legislazione sociale, in attuazione della Legge 10 dicembre 2014, n. 183”, dove a pagina 2 viene testualmente riportato: “Va inoltre evidenziato gli uffici della Agenzia non necessariamente devono avere sede nel capoluogo di Regione, in quanto tale scelta non sempre appare funzionale alle attività di coordinamento che è loro richiesto (ad es. in Abruzzo, anziché L’Aquila, dove peraltro non è disponibile alcun immobile, è possibile disporre di una sede capiente a Pescara)”.
Umiliato perché il testo sembra rappresentare l’immagine di una città ormai distrutta e priva di speranze.
Sono sorpreso perché mi sembra impossibile che a livello governativo, e in particolare tra i dirigente dei vertici ministeriali, si abbia completa ignoranza della situazione degli immobili di proprietà.
All’Aquila, infatti, in Via XX Settembre il Dipartimento del Welfare possiede degli uffici presso la sede dell’ex Inpdap, di circa 4.500 metri quadrati complessivi.
Non vi sarebbe quindi alcun problema ad ospitare più di 100 impiegati.
Tale edificio è in via di recupero funzionale, sarà nuovo aderente alla normativa antisismica, intelligente dal punto di vista energetico, e che attualmente non avrebbe alcuna destinazione futura.
Nei prossimi 20-24 mesi, tempo di recupero completo dell’edificio ex Inpdap, se mai dovesse partire l’immediata costituzione dell’Agenzia unica, la sede potrebbe essere ospitata in diversi edifici, tra cui la sede dell’ex Tribunale, che si libererà tra quattro mesi.
Trovo, quindi, pretestuoso e ingiustificato, nonché offensivo nella nostra situazione particolare di comunità che si sta risollevando dalla tragedia che ci ha colpiti, quanto riportato nella richiamata relazione che, quindi, auspico, in sede di approvazione del decreto legislativo, possa essere rimosso.
Certo di un ripensamento alla luce di quanto da me specificato, invio distinti saluti.
MANCINI: “L’AQUILA ESCLUSA SENZA MOTIVO CON SEDI NUOVE”
“All’interno del Jobs Act il governo ha proposto un decreto legislativo riguardante, come si legge nel titolo, la ‘Semplificazione delle attività ispettive in materia di lavoro e di legislazione sociale’ – scrive Mancini nella sua nota – Il decreto prevede, in particolare, l’istituzione, a partire dal 1° gennaio 2016, di un’agenzia unica per le ispezioni sul lavoro, in modo che integri i servizi ispettivi del ministero del Lavoro, del ministero delle Politiche sociali, dell’Inps e dell’Inail”.
“La sede centrale dell’agenzia sarà a Roma ma vi saranno, sulla base del decreto, 18 sedi territoriali nelle varie regioni – prosegue Mancini – Ebbene, la relazione tecnica che accompagna il decreto prevede che le sedi siano istituite all’interno di immobili pubblici in grado di occupare non più di cento unità di personale”.
E aggiunge il consigliere, citando la norma, “‘Va inoltre evidenziato che gli uffici dell’agenzia non necessariamente devono avere sede nel capoluogo di regione, in quanto tale scelta non sempre appare funzionale alle attività di coordinamento che è loro richiesto, ad esempio in Abruzzo, anziché L’Aquila, dove peraltro non è disponibile alcun immobile, è possibile disporre di una sede capiente a Pescara’”.
Per Mancini si tratta di “un fatto gravissimo. Un’affermazione che esclude, immotivatamente, la città dell’Aquila, dove, tanto per fare un esempio – ricorda – l’Inail ha una nuova e prestigiosa sede, mentre l’Inps è tornato nella storica sede di viale Rendina, grande e capiente. C’è da chiedersi chi abbia fornito queste informazioni al governo e a che titolo”.
“Insomma, mentre qui si chiacchiera su una legge il cui scopo e i cui contenuti appaiono ancora vaghi e poco concreti, a Roma, concretamente, il governo sembra avere le idee chiare su qual è il capoluogo di Regione, con buona pace del presidente D’Alfonso”, conclude.
PIETRUCCI: “IL PATRIMONIO PUBBLICO DI PESCARA E’ INESISTENTE”
“Voglio immediatamente risposte in merito a chi ha scritto la relazione che accompagna il decreto legge, e voglio conoscere sulla base di quale stima abbia proposto questa relazione. Chiedo al presidente D’Alfonso – ha scritto – che si impegni a trovare risposte immediate sulla vicenda, sulla quale personalmente non permetterò alcun tipo di illazione”.
Pietrucci ricorda che “il patrimonio immobiliare pubblico di Pescara, rispetto a quello dell’Aquila, è inesistente, tanto da dover destinare gli uffici amministrativi in sedi prese in locazione. Al contrario, il patrimonio pubblico della città dell’Aquila ha una ‘capienza’ importante – sottolinea – sulla quale si devono fare delle precise verifiche”.
“È per questo che ho dato mandato di convocare tutti i vertici delle pubbliche amministrazioni territoriali, in modo da concertare uno stato dell’arte delle disponibilità effettive – prosegue – in vista di una futura importantissima programmazione di recupero e di rientro degli immobili, a partire dalle sedi della Regione Abruzzo”.
“Le illazioni non servono a questa città e non serve sovrapporre i piani di riflessione e di reazione in maniera irresponsabile – conclude Pietrucci – Mi sto adoperando perché sia fatta luce sulla vicenda, in maniera inequivocabile e rapidamente, con i fatti e con le giuste carte alla mano”.
PEZZOPANE: ”HO PARLATO CON POLETTI, SI RIMEDIERA’ ALLO SCIPPO”
“Ho già interloquito in queste ore con il ministro del Lavoro Giuliano Poletti e il sottosegretario Teresa Bellanova che mi hanno detto che il decreto deve ancora arrivare in Consiglio dei ministri, è solo una bozza predisposta dagli uffici e dunque c’è il tempo per mettere le cose a posto, ma se così non fosse continuerei una strenua battaglia in Parlamento”.
Così la senatrice aquilana del Partito democratico Stefania Pezzopane spiega le contromosse alla bozza di decreto legge nell’ambito del cosiddetto “Jobs Act” che propone di istituire a Pescara la sede regionale della nuova agenzia unica del Lavoro perché all’Aquila non sarebbero disponibili immobili pubblici.
“Ciò non è vero, ci sono ampi locali di proprietà pubblica a disposizione della nuova agenzia e ci batteremo contro questa ipotesi evidentemente comoda per qualche burocrate che vuole l’ufficio sotto casa”, sbotta la Pezzopane.
“La sede abruzzese dell’Agenzia unica regionale per le ispezioni sul lavoro, che accorperà di fatto le funzioni della Direzione provinciale per il lavoro, dell’Inps e dell’Inail deve avere sede a L’Aquila, dove funziona già la Direzione territoriale del lavoro – sostiene – È l’esito naturale della riorganizzazione in corso con il Jobs Act e ci opporremo ad ogni altra soluzione, come quella paventata nella bozza tecnica di decreto, di uno spostamento a Pescara, che siamo certi sia solo un’ipotesi priva di fondamento e che verrebbe vissuta come un vero e proprio scippo a L’Aquila, che si sta risollevando anche grazie all’impegno del Parlamento e del Governo”.
“La riforma del lavoro del Jobs Act – spiega Stefania Pezzopane – prevede, tra le varie innovazioni, l’istituzione dal 1° giugno 2016 di un’Agenzia unica per le ispezioni sul lavoro, con una sede nazionale a Roma e 18 sedi regionali, di cui appunto una in Abruzzo. Il testo del decreto attuativo che istituisce l’Agenzia è ancora solo in bozza e dovrebbe arrivare in un prossimo Cdm non ancora fissato”, conclude.
SANGERMANO (CISL): “LA REGIONE ORA DEVE ATTIVARSI”
“La sede dell’Agenzia unica regionale del lavoro non può che essere L’Aquila. È assurdo continuare a parlare di legge sull’Aquila capoluogo, un contenitore da riempire di sostanza, quando nei fatti il capoluogo di Regione viene svuotato delle competenze che gli spettano di diritto”.
A scendere in campo contro l’ipotesi dell’istituzione a Pescara dell’Agenzia unica regionale del lavoro è anche Paolo Sangermano, segretario Cisl della provincia dell’Aquila, che invita la Regione “ad attivarsi concretamente perché quanto delineato dal Governo nella relazione tecnica del decreto- legge, venga scongiurato e all’Aquila sia riconosciuto un ruolo centrale”.
“Proprio in virtù della ricostruzione post-sisma che sta interessando la città”, afferma Sangermano, “e del progetto di riorganizzazione strutturale e logistica, L’Aquila si presta ad ospitare la nuova Agenzia unica del lavoro, vista anche l’ipotesi di accentrare, in un’unica sede, il palazzo del welfare, tutti gli uffici amministrativi”.
“Un passo che darebbe seguito, concretamente, agli indirizzi delineati dalla legge regionale sul capoluogo, che non può essere solo l’ennesimo proclama privo di risvolti reali atti a rilanciare l’economia, il ruolo, l’organizzazione e il tessuto sociale della città colpita dal terremoto del 2009”, conclude.
CINQUE STELLE: “COLPA ANCHE DI PIETRUCCI E PEZZOPANE”
La responsabilità del possibile “scippo” della sede regionale dell’Agenzia lavoro è del Partito democratico e anche degli esponenti in Regione, Pierpaolo Pietrucci, e in Senato, Stefania Pezzopane: è quanto emerge da una nota dell’esponente del Movimento 5 stelle L’Aquila Giorgio Fioravanti.
LA NOTA COMPLETA
Il nuovo scippo dalla Maggioranza: Articolo 1, comma 3 dello Statuto della Regione Abruzzo: “L’Aquila è il Capoluogo della Regione Abruzzo e sede degli organi istituzionali”.
Noi aquilani ci siamo spesso, anzi purtroppo spessissimo, necessariamente dovuti appellare a questo piccolo-grande articolo dello Statuto Regionale difeso con i denti e con i moti a causa dei soliti sciacalli scippatori e anche oggi ci siamo trovati di fronte, dopo la denuncia del consigliere comunale Angelo Mancini, a un nuovo, chiaro e premeditato progetto diabolico di furto istituzionale.
Un furto che proviene proprio dal partito di maggioranza in Regione. Maggioranza di cui fa parte anche un aquilano che del campanilismo estremo ha fatto il principio cardine della propria campagna elettorale tappezzando il capoluogo di manifesti neroverdi che “consigliavano” di votare aquilano.
Ebbene gli stolti che hanno abboccato, sostenendo il suo partito ed entusiasmandosi agli annunci dell’attuale presidenza, in questi giorni stanno avendo significative risposte che lasciano una comunità, ormai all’orlo del collasso, a rendersi maggiormente conto di essere odiata e isolata, rimanendo con la solita rabbia per l’ennesima presa in giro.
Mentre alcuni media locali lodano in pompa magna l’operato dei beniamini, una notizia sta circolando quasi sottovoce e riguarda il decreto legislativo, inserito nel Jobs Act, sulla ”Semplificazione delle attività ispettive in materia di lavoro e di legislazione sociale” dove i colleghi di partito dell’ aquilana di Onna, Stefania Pezzopane, hanno evidenziato che “gli Uffici dell’Agenzia non necessariamente devono avere sede nel capoluogo di regione, in quanto tale scelta non sempre appare funzionale alle attività di coordinamento che è loro richiesto, ad esempio in Abruzzo, anziché L’Aquila, dove peraltro non è disponibile alcun immobile, è possibile disporre di una sede capiente a Pescara”.
Un articolo che lascia, oltre che di stucco, ben poco spazio alle interpretazioni; ci piacerebbe davvero conoscerne la firma da queste parti.
Al di là dell’ennesimo, vergognoso, putrido tentativo di rapina istituzionale da parte del Partito democratico ai danni del capoluogo, mi chiedo: ma dove sono tutti gli altri?
Che fine hanno fatto i vari paladini del capoluogo di destra e sinistra che in ogni campagna elettorale sventolano il campanile e l’identità cittadina per poi tradirli una volta ottenuto lo scranno?
Addirittura abbiamo anche dovuto sopportare gli assurdi entusiasmi del sindaco Cialente, e della sezione aquilana del Partito democratico tutto, nei confronti della sagra dell’aria fritta chiamata “legge sull’Aquila capoluogo”; a nostro avviso un’ennesima presa in giro, un penoso tentativo di operazione di facciata volto a giustificare la solita pochezza politica che contraddistingue, da sempre, gli eletti aquilani all’emiciclo.
Non si può e non si deve rimanere indifferenti a quest’ennesimo scippo che, senza una risposta forte da parte dei cittadini, rischia davvero, dal primo gennaio 2016, di concretizzarsi in realtà nonostante i proclami dell’ultimo minuto dei protagonisti che chiedono di far chiarezza sulla vicenda.
Noi in realtà un’idea chiara e netta ce la siamo fatta e non è stato affatto difficile.
È un rischio che non possiamo correre.




