L’AQUILA – Giampiero Catone, commercialista, è il nuovo sottosegretario di Stato all’Ambiente.
Una nomina che aumenta la risicata pattuglia di abruzzesi nell’esecutivo (per quanto Catone è nato a Napoli), che oggi vede solo Gianni Letta.
Alla fine fuori dai giochi è rimasta Paola Pelino, che a lungo era stata in predicato di entrare nel governo come la stessa aveva annunciato già la scorsa estate al nostro sito.
La notizia è stata confermata al termine del Consiglio dei ministri di oggi, dopo che questa mattina si era diffusa un’indiscrezione e lui stesso aveva dichiarato ad AbruzzoWeb: “Aspettiamo l’ufficialità”.
Nato a Napoli, ma pescarese di adozione, stretto collaboratore di Rocco Buttiglione nel Cdu e poi nell’Udc, direttore del quotidiano La Discussione, Catone è stato eletto alla Camera nel 2006 nelle liste di Forza Italia, in quota Democrazia cristiana per le autonomie, il partito di Gianfranco Rotondi.
Alle elezioni del 2008 è stato poi confermato deputato con il Pdl nella cirscoscrizione Campania 1.
È rimasto con il partito di Silvio Berlusconi fino al settembre 2010, quando ha deciso di seguire Gianfranco Fini dopo la rottura con il Cavaliere e si è iscritto al gruppo di Futuro e libertà per l’Italia.
Nominato coordinatore regionale abruzzese di Fli, alla fine ha dovuto cedere il passo a Daniele Toto, dopo una marea di polemiche causate dalla sua nomina.
Il voto di fiducia del 14 dicembre ha segnato l’abbandono di Fli da parte di Catone, che aveva annunciato: “Se Futuro e libertà deciderà di passare all’opposizione, votando la sfiducia, mi considererò fuori e aderirò al gruppo misto”.
Dopo il voto a favore del governo, Catone è passato al gruppo misto e vi è rimasto fino al 20 gennaio 2011, quando si è iscritto al gruppo dei Responsabili, la cosiddetta “terza gamba” della maggioranza che sostiene il governo Berlusconi.
LA PRIMA DICHIARAZIONE: ”SOTTOSEGRETARIO PER VOLONTA’ BERLUSCONIANA”
L’AQUILA – Onorevole, buonasera. Possiamo chiamarla sottosegretario?
Risponde ad AbruzzoWeb al terzo squillo Giampiero Catone, deputato di Iniziativa responsabile, designato all’Ambiente nella squadra del governo nazionale durante il Consiglio dei ministri di questa mattina: “Sì, è ufficiale, per volontà berlusconiana”.
“Una nomina ‘fuori sacco’, non di parrocchia – aggiunge Catone – che non è la ricompensa per la mia fuoriuscita da Futuro e libertà e neanche il frutto di una competizione vittoriosa con Paola Pelino per mettere la bandierina dell’Abruzzo sullo scacchiere politico italiano”.
Non c’è dubbio, però, che questa “infornata” di sottosegretari, ne sono stati designati nove, ha premiato soprattutto i deputati che hanno consentito alla maggioranza di passare indenne il tentativo di spallata alla Camera del 14 dicembre dopo la defezione di Gianfranco Fini e del suo Fli.
“Anche se – precisa il neo-sottosegretario – una regione ‘baciata da Dio’, con cinque parchi di cui tre nazionali, con un mare straordinario e con montagne meravigliose, meritava di essere rappresentata al ministero dell’Ambiente. Basta dire che al mondo ci sono solo due posti dove si può sciare guardando il mare: in Argentina e a Passolanciano”.
“Qualità che da un lato vanno tutelate e dall’altro messe a frutto – spiega Catone – per fare ciò non bastano le risorse nazionali e bisogna andarsele a prendere laddove ci sono, e cioè in Europa”.
Alla domanda se abbia ricevuto gli auguri dei big della politica regionale del Pdl Catone svicola: “Mi hanno chiamato tanti amici, soprattutto gli eredi della scuola di Remo Gaspari, uno dei padri dell’Abruzzo. Per il resto non faccio nomi, non è corretto”.
Certamente con Gianni Chiodi ancora non c’è stato un colloquio: “Lo sentirò domani, dopo il giuramento (previsto per le 19, ndr), solo allora sarò formalmente in carica e inizierò a lavorare con tutte le persone di buona volontà, di destra e di sinistra, per risolvere i tanti problemi dell’Abruzzo, a partire dal post-terremoto. E chiamerò anche Massimo Cialente, persona che gode del mio rispetto, perché insieme a lui, al commissario alla Ricostruzione e ai rappresentanti del territorio colpito dal sisma dobbiamo dare risposte concrete alle priorità: la produttività e il lavoro”.
“Infatti – conclude – sistemare le case senza far ripartire le aziende e senza far riaprire gli studi professionali e le attività commerciali non serve a molto e intanto si rischia la morte economica del capoluogo”. (red)






