L’AQUILA – Il prossimo agosto festeggerà un anno di attività la boutique alimentare “Il Simposio” dell’Aquila, in Via Garibaldi.

Un anno di attività in cui il giovane titolare Claudio Trafficante, imprenditore di appena 24 anni, e il suo altrettanto giovane staff hanno dato anima e corpo per un locale aperto in un luogo – il centro storico aquilano ancora in fase di ricostruzione post terremoto – che non può ancora rendere la vita agevole a chi lo vive ogni giorno non soltanto per lavoro.

Al “Simposio” – in un virtuale brindisi a questa bottega alimentare tra l’allietante compagnia del buon vino e gli odori allettanti di salumi e formaggi – è dedicato il sonetto “Gliu simposio aquilano” di Francesco Di Giandomenico, giovane laureato aquilano in Studi letterari e culturali all’Università dell’Aquila che ha già composto dei sonetti in dialetto “dedicati” al sisma del 6 aprile 2009, al bar “Art Cafè” di Dario De Michele, alla storica libreria Colacchi e a Heinrich Ulrichs, pioniere del primo movimento omosessuale le cui spoglie si trovano al Cimitero Monumentale del capoluogo abruzzese.

“L’Aquila è la mia città, per questo ho aperto la mia boutique alimentare nel cuore del centro storico – spiega Trafficante ad AbruzzoWeb – anche se le criticità ci sono e non si possono negare, penso alla carenza di parcheggi che spesso si trasforma in un grande problema non soltanto per noi imprenditori e commercianti, ma anche e soprattutto per chi risiede in centro storico”.

“Ma quando queste vie sempre più belle si riempiono di tanta gente – ammette Trafficante – mi rendo conto che ho fatto la scelta giusta”.

Terminato il Liceo delle Scienze umane, Trafficante decide di esportare la cultura anche dietro il bancone: mescolando abilmente i preziosi insegnamenti della scuola coi profumi delle tradizioni gastronomiche, decide di condividere l’idea platonica del simposio con chi sa ancora apprezzare e si lascia incuriosire anche dal ‘sapore’ della cultura, dopo aver fatto esperienza come venditore all’ingrosso nel settore alimentare in Abruzzo e fuori regione.

“La mia, in ogni caso – spiega il giovane imprenditore aquilano – è stata una scelta prima di tutto filosofica, proprio per sottolineare l’importanza dell’amore convivale, che in una città provata dal sisma e dalle pandemie deve essere per forza un segno distintivo di rinascita”.