GISSI – Approderà al Ministero del Lavoro la vertenza Golden Lady di Gissi (Chieti). Della crisi della fabbrica di calze da donna della Val Sinello si è fatta carico la Regione Abruzzo, così come chiesto dal comune di Gissi, Provincia di Chieti e sindacati, che invocano anche la dichiarazione dello stato di crisi per la vallata del Chietino.
“Era il primo passo – afferma Giuseppe Rucci, segretario provinciale di Chieti della Filctem Cgil – per spostare la trattativa da quello provinciale al livello nazionale”.
La società lombarda che in Abruzzo possiede un altro stabilimento a Basciano (Teramo), ha da tempo lanciato gettato la spugna: a Gissi lo stabilimento non è più competitivo e va chiuso. A rischio sono così 382 dipendenti, 250 dei quali donne, che, senza la riconversione della fabbrica, tornerebbero a casa. La settimana scorsa le lavoratrici hanno portato la protesta a Pescara, alla sede dell’assessorato al Lavoro. La Regione Abruzzo, come detto in quella circostanza dal consigliere di maggioranza, Nicola Argirò, si è detta disponibile a prorogare la cassa integrazione per altri due anni, più altri dodici mesi in presenza di un concreto progetto di riconversione industriale.
Nel vertice del 9 giugno scorso, inoltre, è stata proposta la delibera di giunta, firmata dagli assessori Castiglione e Gatti, per l’utilizzo di risorse finanziarie tese ad agevolare nuovi interventi di tipo infrastrutturale nelle aree di crisi. Mercoledi’ prossimo, fa sapere la Filctem, si terranno le assemblee alla Golden Lady per focalizzare scenario e prospettive.





