L’AQUILA – Deposizione di corone e celebrazioni istituzionali e religiose, bandiere a mezz’asta e non solo. Anche mostre e proiezioni in anteprima nel giorno-simbolo che vide nel 2020 una lunga colonna di mezzi dell’esercito attraversare Bergamo con le bare della pandemia.

Sono passati due anni da quando il mondo è stato sconvolto dalla pandemia da Covid-19.

Quarantena, isolamento, tampone e mascherina sono diventate parole del lessico quotidiano. Anche se all’orizzonte c’è la fine dello stato di emergenza (31 marzo) e le misure di contenimento del contagio si stanno progressivamente allentando, non si possono dimenticare le oltre 157mila vittime del virus in Italia. Più di 6 milioni in tutto il mondo. In Abruzzo, il bilancio dei pazienti deceduti è di 3.038.

È per questo che oggi, 18 marzo, si celebra la Giornata nazionale delle vittime del Covid, dopo che il 17 marzo 2021 la Commissione affari costituzionali del Senato l’ha approvata con legge votata all’unanimità.

Anche il presidente della Camera Roberto Fico a Bergamo per partecipare alla deposizione della corona di fiori alla lapide alla memoria al Cimitero Monumentale e alle 11 nella cattedrale di Sant’Alessandro alla prima esecuzione assoluta del brano “Lumen Christi” che il compositore Torsten Rasch ha dedicato a Bergamo.

Alle 12, poi, nel Bosco della memoria al parco della Trucca cerimonia di commemorazione. Eventi istituzionali, religiosi e artistici in tutta Italia: la Giornata è stata istituita nel 2021, un anno dopo la lunga marcia dei mezzi dell’esercito che lasciavano Bergamo con le bare delle vittime di Covid.

“La tragedia del Covid 19 in Italia ha causato centinaia di migliaia di morti e tra questi quasi 400 medici italiani, deceduti a seguito del loro lavoro nell’assistenza ai pazienti. Una catastrofe umana e sociale! Le centinaia di medici deceduti a causa della pandemia, dovrebbero spingere il Governo ad intervenire per il riconoscimento dell’infortunio sul lavoro a seguito di contagio da Covid19”, commentaPina Onotri, segretario generale del Sindacato Medici Italiani.

“Il sacrificio più di circa 400 medici, di cui più della metà medici di famiglia – prosegue Onotri – deve servire per far estendere le tutele sul lavoro a tutta la categoria. Il Governo e il Ministro della Salute prendano atto di questa discriminazione e mettano urgentemente in campo uno strumento normativo adeguato che riconosca ai medici di medicina generale e a quelli convenzionati le tutele previste per tutti gli altri lavoratori anche coinvolgendo gli istituti assicurativi privati che al pari di Inail non prevedono tale tipo di copertura. I medici convenzionati devono poter usufruire della copertura assicurativa, a partire dal riconoscimento da parte dell’INAIL dell’infortunio sul lavoro e di riconoscimenti economici adeguati nel caso di decesso dovuto a cause di lavoro, come quella da contagio da virus”.

“Sono stati spesi miliardi di euro per questa pandemia, sono stati adottati provvedimenti legislativi di urgenza atti a fronteggiarla a dimostrazione che quando la politica vuole, può. Nel caso del riconoscimento degli infortuni dei medici sembrerebbe che la categoria non valga nemmeno un grazie da parte delle istituzioni. Cosà bisogna aspettare ancora ? I medici devono essere tutelati come ogni altro lavoratore a partire dalla loro salute, preservando la loro funzione nei confronti dei pazienti”, conclude la leader dello Smi.

L’ULTIMO BOLLETTINO: 1.958 NUOVI CASI, 307 GUARITI, MORTI DUE 90ENNI

Sono 1.958 i nuovi casi di Coronavirus registrati in Abruzzo nelle ultime ore, di età compresa tra 5 mesi e 98 anni, emersi dall’analisi di 3.936 tamponi molecolari e 10.283 test antigenici (1.419 dei quali risultati positivi): il tasso di positività è pari al 13.77%.

Il totale dei casi dall’inizio dell’emergenza sale così a 287.652.

Il bilancio dei pazienti deceduti registra 2 nuovi casi – si tratta di una 91enne e di una 90enne della provincia dell’Aquila – e sale a 3.038.

Nel numero dei casi positivi sono compresi anche 247.938 dimessi/guariti (+307 rispetto a ieri).

253 pazienti (-10 rispetto a ieri) sono ricoverati in ospedale in area medica; 12 (+1 rispetto a ieri) in terapia intensiva, mentre gli altri 36.411 (+1.642 rispetto a ieri) sono in isolamento domiciliare con sorveglianza attiva da parte delle Asl.

Del totale dei casi positivi, 62.343 sono residenti o domiciliati in provincia dell’Aquila (+570 rispetto a ieri), 79.582 in provincia di Chieti (+677), 67.091 in provincia di Pescara (+794), 71.475 in provincia di Teramo (+732), 6.363 fuori regione (+2.467) e 798 (-3.298) per i quali sono in corso verifiche sulla provenienza.

Gli attualmente positivi in Abruzzo, calcolati sottraendo al totale dei positivi, il numero dei dimessi/guariti e dei deceduti, sono 36.676 (+1.635 rispetto a ieri). Nel totale sono ricompresi anche 5.661 casi riguardanti pazienti di cui non si hanno notizie e sui quali sono in corso verifiche.