PESCARA – “Anche a causa della mancata selezione della classe dirigente in senso lato, l’assenza di meritocrazia è uno dei fattori preponderanti che ha ridotto l’Abruzzo nelle condizioni in cui si trova. Non è un mistero, infatti, che questa regione stia vivendo il momento più difficile della sua storia”.

Lo ha detto il presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, presente questa mattina a Pescara all’ottava Giornata nazionale dell’economia.

La buona notizia – ha sottolineato Chiodi – è che il debito della Regione che, a fine 2007, quando era in testa alla classifica delle Regioni in rosso, toccava la ragguardevole cifra di 4 miliardi di euro, oggi è stato portato a 3 miliardi 500 milioni ed a fine anno dovrebbe attestarsi sui 3 miliardi 300 milioni”.

Nell’occasione, nella città adriatica, si è sviluppato un incontro con Roger Abravanel, consulente di top management di grandi aziende pubbliche e private ed autore di un libro di successo dal titolo “Meritocrazia”.

Abravanel, dal canto suo, ha rilanciato i temi sviluppati nella sua pubblicazione illustrando “quattro proposte concrete per valorizzare il talento e rendere il nostro Paese più ricco e più giusto”.

Non solo l’Abruzzo, infatti, ma tutte le regioni italiane, subiscono e pagano ogni giorno sulla loro economia i prezzo della assunzioni  poco meritocratiche, in ambito pubblico e privato.

Il consulente di top management ha concluso – “L’Italia si trova ancora piuttosto indietro, rispetto alla società nord-americana e a quella scandinava, in fatto di scelte meritocratiche. Dovrebbe puntare sulla meritocrazia, non solo per un fatto di giustizia sociale, ma anche per favorire notevolmente la ripresa economica del Paese”.