L’AQUILA – Il circolo Arci Querencia dell’Aquila in piazza d’Arti, nei pressi dell’ospedale, organizza un’asta benefica di raccolta fondi per la popolazione di Gaza.

L’appello a tutti gli artisti e artisti dell’Aquila e non solo, per la donazione di una o più opere.

L’opera sarà oggetto di un’asta creativa con una base minima di 50 euro

Le adesioni sono aperte fino a sabato 14 febbraio e tutti i fondi raccolti saranno destinati ai progetti di 100×100 Gaza, iniziativa messa in campo da Acs, Associazione di Cooperazione e Solidarietà, Arci, Gaza Freestyle, Progetto Rec

I PROGETTI DA FINANZIARE 

Nel quadro della costruzione di un modello stabile e organizzato di mutuo soccorso comunitario, la campagna 100x100gaza intende sostenere l’avvio e la stabilizzazione di progetti educativi, sociali e di comunicazione che rispondano ai bisogni immediati della popolazione e, al tempo stesso, contribuiscano alla ricostruzione delle condizioni di autonomia e autodeterminazione collettiva.

L’obiettivo condiviso è trasformare la solidarietà internazionale in un processo strutturale e duraturo, basato su:

Partecipazione diretta delle comunità locali;
Continuità educativa e formativa;
Sostegno psicologico e riconnessione sociale;
Costruzione di infrastrutture comunitarie per comunicazione e studio.

Questi progetti rappresentano i primi nodi concreti del Community Support Network, pilastri per la rinascita comunitaria e la costruzione di opportunità reali per giovani, donne e famiglie gazawe colpite dalla distruzione sistematica di scuole, centri educativi e infrastrutture civili.

Accordi e Struttura Organizzativa

Le proposte progettuali e operative sono state raccolte nel mese di ottobre/novembre dai coordinatori e collaboratori operanti a Gaza per conto e in nome della rete solidale italiana, coordinata da ACS ONG, e sostenuta dalle campagne SOS Gaza, Emergenza Gaza, Gaza Web e Women With Gaza. A queste, dall’edizione di febbraio si aggiungono le progettualità promosse da ARCI all’interno della campagna Help Gaza Now ponendosi all’ascolto del Remedial Educational Center.
Tale modello garantisce partecipazione diretta delle comunità locali, con ascolto dei bisogni reali e definizione congiunta delle priorità.

Programmi e Iniziative Attive

Almeno ai primi mesi del 2026, e fin quando le condizioni lo renderanno necessario, si proseguirà con le attività di sostegno emergenziale, parallelamente all’implementazione dei progetti comunitari a medio e lungo termine, con priorità ai servizi essenziali e alla creazione di opportunità economiche sostenibili.

Distribuzioni beni per donne e famiglie.
Cliniche mobili di primo soccorso.
Cucina mobile comunitaria.

Gaza Future Learning Center

Beneficiari diretti: 100 studenti vulnerabili
Durata minima prevista: 6 mesi
Budget: € 1.500 / mese – Totale € 9.000

Contesto e motivazione
L’area di Al Sabra è stata gravemente colpita dai recenti eventi, causando la sospensione delle attività scolastiche e la perdita di luoghi sicuri per l’apprendimento. Molti studenti si trovano in condizioni di forte vulnerabilità emotiva e educativa, con rischi di abbandono scolastico, regressione cognitiva e isolamento sociale.
Il Gaza Future Learning Center rappresenta un presidio educativo fondamentale, già radicato nel territorio, che necessita di supporto per tornare pienamente operativo e ristabilire il suo ruolo come spazio sicuro e inclusivo.

Obiettivo generale
Garantire la continuità educativa e il sostegno psico-sociale per 100 studenti vulnerabili di Gaza City, attraverso la riattivazione e il rafforzamento dell’Al Awael Centre come centro di riferimento per educazione, benessere e resilienza.

Obiettivi specifici

Ripristinare le attività didattiche essenziali tramite corsi regolari di base.
Offrire supporto psicologico professionale per affrontare traumi, stress e ansia derivanti dall’emergenza.
Rendere il centro nuovamente funzionale, dotandolo di materiali, strumenti educativi e un’organizzazione stabile.
Assicurare la presenza costante di insegnanti formati, garantendo qualità e continuità.

Attività previste
Corsi strutturati di:

Lingua araba
Lingua inglese
Matematica
Scienze

Gaza Tent Schools Program

Beneficiari diretti: 400 bambini e adolescenti
Durata minima prevista: 6 mesi
Budget: € 2.000 / mese – Totale € 12.000

Contesto
La distruzione diffusa delle infrastrutture scolastiche ha costretto migliaia di famiglie a rifugiarsi in campi di sfollamento privi di spazi di apprendimento.
Le “Tende Scolastiche” diventano così l’unico presidio educativo possibile: luoghi mobili, adattabili, che cercano di ricostruire un minimo di routine e protezione per bambini e adolescenti esposti a traumi, interruzioni scolastiche e stress prolungato.

Il modello “Adam Kindergarten & School” rappresenta una struttura educativa innovativa nata da operatori locali che, pur in emergenza, mantengono un approccio pedagogico basato su ascolto, gioco e continuità.

Obiettivo generale
Garantire continuità educativa e supporto psico-sociale ai minori sfollati, attraverso 31 tende-scuola che forniscono classi mobili, attività strutturate e un ambiente protetto.

Obiettivi specifici

Offrire percorsi educativi di base in ambiente emergenziale.
Rafforzare il benessere emotivo dei minori tramite attività supportate da psicologi.
Coordinare le attività con le linee ministeriali per garantire continuità curricolare.
Fornire risorse umane qualificate e materiali didattici alle tende-scuola

Attività previste
Educazione in tenda:

Supporto a 31 tende-scuola per infanzia, primaria e secondaria.
Classi mobili per raggiungere famiglie e gruppi di sfollati in aree diverse.
Percorsi di recupero scolastico, alfabetizzazione, logica e scienze.

Supporto psico-sociale e attività ludico-formative:

Programmi educativi supervisionati da psicologi.
Laboratori ricreativi, attività espressive, giochi cooperativi.
Routines educative per ridurre ansia, isolamento e comportamenti regressivi.

Coordinamento istituzionale:

Allineamento dei programmi con il Ministero dell’Educazione.
Condivisione di linee guida pedagogiche e di sicurezza.
Monitoraggio e documentazione delle attività per continuità futura.

Risorse umane e materiali:

Retribuzione di 5 insegnanti e 2 facilitatori psico-sociali.
Acquisto di materiale educativo, giochi, strumenti pedagogici.
Allestimento di spazi sicuri e delimitati nelle tende.

Output attesi:

Tende-scuola operative con programmazione stabile.
400 minori inseriti in percorsi educativi continuativi e sicuri.
Riduzione di stress e regressioni comportamentali grazie ad attività psico-sociali.
Presidio mobile capace di raggiungere famiglie in contesti ad alta vulnerabilità.

Impatti attesi:

Prevenzione dell’abbandono scolastico.
Miglioramento del benessere emotivo e della resilienza.
Rafforzamento di un modello educativo riproducibile anche in emergenze prolungate.

Monitoraggio e valutazione:

Presenze giornaliere registrate nelle tende.
Report mensili degli insegnanti e dei facilitatori.
Valutazioni qualitative del supporto psico-sociale.

Sostenibilità / Continuità:

Formazione continua degli insegnanti locali.
Possibile evoluzione del modello “tenda” in strutture semi-temporanee.
Integrazione con programmi educativi e di protezione nel quadro CoSuN.

Gazaweb Social Hub

Beneficiari diretti: 500 studenti universitari
Durata minima prevista: 6 mesi
Budget: € 2.000 / mese – Totale € 12.000

Contesto
Dopo la distruzione di gran parte delle infrastrutture accademiche e delle reti di comunicazione, migliaia di studenti si trovano senza accesso a internet, spazi studio o canali per proseguire i propri percorsi universitari.
Gli hotspot di emergenza “Gaza Web”, attivi nei primi mesi del conflitto, hanno dimostrato quanto la connettività sia una necessità vitale: non solo educativa, ma anche per comunicare con il mondo esterno, ricevere aiuti e mantenere legami familiari.
Il progetto mira ora a trasformare quella rete emergenziale in HUB stabili, collocati in aree contigue a ciò che resta degli ambienti universitari di Gaza e Khan Younis.

Obiettivo generale
Restituire agli studenti universitari accesso stabile allo studio, alla comunicazione e alla connettività digitale tramite la creazione di due centri tecnologici permanent

Obiettivi specifici

Fornire ambienti sicuri per studio individuale e di gruppo.
Garantire connessione affidabile per ricerca, lezioni online, esami, comunicazioni familiari.
Sostenere gli studenti come risorsa centrale per la ricostruzione culturale e professionale del Paese.
Formare un primo nucleo di tecnici locali capaci di gestire rete e attrezzature.

Attività previste
Allestimento dei due HUB digitali

Individuazione di due location vicine alle aree universitarie.
Allestimento con tavoli studio, batterie, pannelli solari (se applicabile), luci, ventilazione di base.
Installazione dei router e degli apparati di rete con protezione continua.

Risorse umane e supervisione
Retribuzione di 4 tecnici/supervisori responsabili di:

gestione delle connessioni,
sicurezza informatica di base,
manutenzione attrezzature,
supporto agli studenti.

Spazi di studio condiviso

Aree dedicate allo studio singolo e di gruppo.
Postazioni per colloqui online, iscrizioni universitarie e esami da remoto.
Zone di socialità e mutuo supporto tra studenti sfollati.

Output attesi

Due HUB digitali pienamente operativi, accessibili 7 giorni su 7.
Oltre 500 studenti con accesso stabile a internet, studio e comunicazione.
Continuità nei percorsi universitari interrotti dall’emergenza.
Creazione di una micro-rete tecnologica autogestita da tecnici locali.

Impatto atteso

Prevenzione dell’abbandono universitario.
Rafforzamento di connessioni sociali, comunitarie e internazionali.
Accesso ai servizi essenziali (documentazioni, comunicazioni, telemedicina).
Contributo alla ricostruzione del capitale umano di Gaza attraverso la formazione dei giovani.

Monitoraggio e valutazione

Report mensili con numero accessi e utilizzo dei servizi.
Verifica della continuità della connessione e degli interventi tecnici.
Questionari sul benessere e sulla soddisfazione degli studenti.
Documentazione visiva e narrativa delle attività tramite il Media Group locale.

Sustainability/Follow-up

Possibile ampliamento a un terzo HUB in area centrale.
Formazione avanzata per i quattro tecnici al fine di consolidare un team stabile.
Integrazione degli HUB con i futuri progetti educativi del CoSuN Community Support Network.

Gaza Women Recovery Lab

Beneficiarie dirette: donne in condizioni di vulnerabilità
Durata minima prevista: 6 mesi
Budget: € 1.500 / mese – Totale € 9.000

Contesto
La distruzione diffusa, la perdita dei mezzi di sussistenza e la frammentazione del tessuto sociale hanno colpito in modo sproporzionato le donne, spesso prime responsabili della cura familiare e ultime ad avere accesso a opportunità formative ed economiche.
Il Centro Italiano VIK, storicamente luogo di scambi culturali, è oggi un presidio fondamentale per ricostruire autonomia, competenze e fiducia. Il progetto trasforma l’esperienza dell’“Emergency Training” in un laboratorio permanente di recupero, creatività e resilienza femminile.

Obiettivo generale
Sostenere percorsi di formazione professionale, espressione creativa e autonomia economica per donne vulnerabili, valorizzando il Centro VIK come spazio sicuro e comunitario.

Obiettivi specifici
Riattivare laboratori di sartoria, riciclo creativo e artigianato.

Creare opportunità reali di reddito attraverso micro-produzioni e mostre.
Offrire uno spazio protetto di cura, socialità e rafforzamento psicologico.
Formare donne come figure centrali del recupero comunitario.

Attività previste
Formazione professionale

Retribuzione della formatrice/coordinatrice.
Corsi su tecniche di cucito, riparazione, riutilizzo tessile, produzione artigianale.
Supporto personalizzato per le donne che desiderano avviare micro-attività.

Laboratori creativi e di riciclo

Recupero di materiali reperibili localmente.
Produzione di borse, accessori, piccoli articoli domestici e oggetti artistici.
Integrazione tra abilità manuali e dimensione terapeutica del fare.

Esposizioni e visibilità

Creazione di un piccolo atelier/esposizione permanente al Centro VIK.
Eventi pubblici per valorizzare il lavoro delle partecipanti.
Possibile vendita solidale dei prodotti attraverso partner internazionali.

Percorsi di empowerment

Incontri sulla gestione familiare, autostima, micro-economia domestica.
Spazi di mutuo supporto e cura reciproca.
Attività collettive per ricostruire fiducia, relazioni e prospettive future.

Output attesi

Un laboratorio pienamente operativo per formazione e produzione.
Donne con competenze professionali spendibili e maggiore autonomia.
Creazione di una rete di solidarietà femminile.
Rinnovato ruolo del Centro VIK come polo culturale e sociale aperto alla comunità.

Impatto atteso

Incremento dell’autosufficienza economica.
Sostegno significativo alla resilienza emotiva e comunitaria.
Riemersione del potenziale creativo e professionale delle donne.
Rafforzamento del protagonismo femminile nella ricostruzione civile di Gaza.

Help Gaza Now

Beneficiari diretti: donne e minori di circa 490 nuclei familiari in condizioni di vulnerabilità
Durata prevista: 6 mesi
Budget: € 2.500/mese – Totale € 15.000

Contesto
Il Remedial Educational Centre (REC) opera in un territorio profondamente colpito da sfollamento di massa, distruzione delle infrastrutture educative e aumento significativo di traumi psico-sociali. Le famiglie vivono in rifugi improvvisati e i minori hanno perso ogni continuità scolastica.
In questo scenario, i TLS (Temporary Learning Spaces) rappresentano gli unici punti di riferimento educativo, emotivo e di protezione. Tuttavia, tali spazi necessitano di supporto strutturale, personale qualificato e continuità operativa per diventare veri centri di apprendimento e tutela.

Obiettivo generale
Garantire la piena operatività del Remedial Educational Centre come spazio educativo, formativo e di protezione per donne e minori, rafforzando TLS, servizi di tutela e capacità di documentazione della realtà quotidiana.

Obiettivi specifici

Ripristinare e migliorare l’accesso all’istruzione tramite TLS funzionali e continuativi.
Fornire supporto psico-sociale e servizi di protezione a donne e minori in condizioni di rischio.
Consolidare un sistema di documentazione e comunicazione che dia visibilità alla situazione educativa e sociale nei centri di sfollamento.
Rafforzare le competenze dello staff locale nella gestione di spazi educativi emergenziali e programmi di tutela.

Attività previste
Istruzione in Emergenza e TLS

Allestimento, messa in sicurezza e manutenzione dei TLS nei centri di sfollamento.
Gestione quotidiana delle attività educative per bambini e adolescenti.
Fornitura di materiali didattici e strumenti educativi.
Formazione e remunerazione degli educatori e facilitatori.

Supporto Psico-Sociale e Protezione

Sessioni di PSS (supporto psico-sociale) per bambini e donne condotte da personale qualificato.
Identificazione e presa in carico di minori e donne a rischio.
Attività di empowerment, life skills e costruzione di resilienza.
Collegamento con servizi medici e sociali quando necessario.

Documentazione e Media Group

Attivazione e coordinamento di un gruppo media composto da fotografi, videomaker e operatori del REC.
Produzione di contenuti visivi e narrativi per documentare attività, bisogni e impatti.
Formazione tecnica dello staff su documentazione etica e protezione dei dati.

Coordinamento e Capacity Building

Collaborazione con cluster educativi, ONG locali e autorità competenti.
Formazione dello staff su standard INEE, protezione e gestione dell’istruzione in emergenza.
Pianificazione generale e gestione dei report.

Output attesi

TLS pienamente operativi in più centri di sfollamento.
Minori che ricevono educazione regolare e supporto psico-sociale adeguato.
Donne coinvolte in percorsi educativi, di protezione e empowerment.
Media group attivo, con materiali documentali prodotti regolarmente.
Team del REC rafforzato nelle competenze tecniche ed educative.

Impatto atteso

Riduzione del rischio educativo: minori reinseriti in percorsi formativi continui.
Aumento della resilienza individuale e comunitaria grazie al sostegno psico-sociale.
Protezione di donne e bambini in contesti ad alto rischio attraverso spazi sicuri e personale preparato.
Maggiore consapevolezza internazionale sulle condizioni nei centri di sfollamento tramite la documentazione etica prodotta.
Crescita delle competenze locali, contribuendo a un sistema educativo comunitario più stabile.

Monitoraggio e valutazione

Registri giornalieri delle presenze nei TLS.
Report mensili sulle attività educative, PSS e tutela.
Supervisione tecnica periodica per verificare la qualità degli interventi.
Valutazione semestrale dei risultati (output) e annuale degli impatti.
Questionari di feedback rivolti a donne, minori e famiglie.
Archivio audiovisivo monitorato per qualità, sicurezza e coerenza etica.

Sustainability / Follow-up

Possibile integrazione dei materiali documentali nelle future iniziative di advocacy.
Graduale trasformazione dei TLS in centri comunitari stabili.
Formazione continua dello staff locale per garantire autonomia gestionale.
Creazione di una rete di partenariati con scuole, ONG e istituzioni educative.
Strategie di fundraising locale e internazionale per garantire continuità.