L’AQUILA – “L’ho detto a tutti i capigruppo che sono intervenuti e che ringrazio: non mi limiterò alla relazione annuale, ma li terrò molto informati, perché il carcere fa parte della città, della regione, e i consiglieri devono sapere cos’accade nelle carceri, i loro interventi sono fondamentali”.

Così Rita Bernardini, presidente d’onore di Nessuno tocchi Caino e già parlamentare radicale, oggi a L’aquila in audizione alla Conferenza dei capigruppo del Consiglio regionale, in qualità di candidata a Garante dei detenuti, la cui nomina attesa da più di un anno continua a slittare perché in aula non si trova la maggioranza qualificata dei voti, ovvero i due terzi dell’assemblea.

Dopo la Bernardini saranno auditi anche altri 4 candidati scelti per autorevolezza di curriculum che hanno risposto al bando. Il centrosinistra è compatto per la Bernardini, contrari in vece il Movimento 5 Stelle, perché l’esponente radicale, argomentano, è coinvolta in vicende giudiziarie relative alle sue iniziative volte alla liberalizzazione delle droghe leggere.

Il centrodestra pone invece una questione di metodo, ovvero il nome della Bernardini non può essere imposto, vanno valutate anche le altre candidature, e la Conferenza dei capigruppo presieduta da Giuseppe Di Pangrazio, dopo aver terminato l’audizione ha stabilito di convocare per martedì 22 marzo una nuova audizione di altri candidati prima di procedere al voto in Aula.

“Le carceri in Abruzzo – ha detto la Bernardini – sono come in tutta Italia: ci sono direttori bravi e personale preparato, ma si tratta comunque di istituzioni criminogene e chi fa il suo percorso in carcere non esce migliore”.

“Quindi c’è molto da lavorare, anche con gli Uffici di Esecuzione penale esterna e con gli Uffici di Sorveglianza, per il reinserimento sociale di queste persone; ma deve collaborare tutta la collettività, dalle istituzioni ai cittadini volontari, perché molta strada dev’essere fatta. Alcuni valori del cristianesimo mi sono stati trasmessi: Cristo frequentava gli ultimi, e di Scribi e Farisei non aveva una buona opinione. Anzi, diceva che i dottori della legge fanno portare alla gente normale pesi che non toccherebbero nemmeno con un dito. Ecco, cerchiamo di evitare questo”.

PAOLINI (IDV), “ORA SUBITO LA NOMINA”

“L’augurio che faccio all’Abruzzo è che con l’audizione di oggi in conferenza dei capigruppo di Rita Bernardini si superi lo stallo in cui si trova la elezione a Garante dei detenuti da parte del Consiglio Regionale”. Lo ha dichiarato il vice presidente del Consiglio Lucrezio Paolini a margine dell’incontro svoltosi a L’Aquila.

“Sono tanti i problemi del mondo carcerario che devono essere affrontati per poter definire civile la nostra Regione e il Paese intero, non possiamo più aspettare, dobbiamo finalmente procedere alla nomina di Rita Bernardini che oggi ci ha dato dimostrazione della sua grande dedizione ai problemi del mondo carcerario che vanno dal sovraffollamento della metà degli istituti italiani alla carenza di personale specialistico per fare in modo che ci si possa adeguare alle normative europee, memori anche delle sentenze della corte di Giustizia Europea, ultima quella Torreggiani del 2013, che condannano l’Italia per trattamento disumano e degradante”.

“Altro problema da affrontare è quello degli Opg che non sono ancora chiusi a causa degli spazi ancora insufficienti nelle Rems. I progetti messi in campo anche nella nostra Regione sono tanti vanno dall’affettività in carcere alla territorializzazione della pena per una diminuzione della recidiva inoltre l’incentivazione del lavoro in carcere e fuori. Solo una politica attenta a sostenere una sana azione di recupero  potrà   prevenire  i reati”, conclude.

M5S, BERNARDINI RESTA INELEGGIBILE

“Abbiamo ascoltato in audizione Rita Bernardini, ma un processo democratico di scelta richiede che vengano sentiti anche gli altri candidati”. Lo affermano il consigliere pentastellato Gianluca Ranieri e Pietro Smargiassi, capogruppo del M5S commentando la nomina del Garante dei detenuti abruzzesi.

“Per quanto riguarda la Bernardini”, aggiungono Smargiassi e Ranieri “la nostra posizione resta la stessa e prescinde da qualsiasi giudizio di valore sulla persona che è fuori discussione. Anche se le battaglie portate avanti dall’ex segretario dei radicali sono condivisibili, Rita Bernardini resta ineleggibile come Garante dei detenuti. Le sentenze, anche se relative ad atti di disobbedienza civile finalizzati ad affermare valori di principio condivisibili, sono un fattore determinante da cui non si può prescindere. Non possono ammettersi deroghe al rispetto di una legge vigente”.