SILVI – “Non vogliamo assolutamente i container. La soluzione infrastrutturale per permettere ai nostri bambini di tornare a scuola il prossimo 5 settembre deve essere la più dignitosa possibile. Lo abbiamo detto molto chiaramente alla Regione Abruzzo e alla Protezione civile regionale che stanno lavorando per trovare la migliore strada possibile. Sappiamo ufficialmente che per le scuole di Silvi sono stati stanziati 1,5 milioni di euro e di questo ringraziamo la Regione. Ma ad oggi non sappiamo quale saranno le modalità”.

Dalle parole dell’assessore comunale ai Lavori pubblici ed edifici scolastici, Luciana Di Marco, si percepisce subito il fatto che nella drammatica situazione di Silvi paese, da mesi alla prese con la pericoloso movimento franoso che il 28 marzo scorso ha colpito il comune in provincia di Teramo, provocando il crollo di quattro abitazioni e l’evacuazione di nove edifici, cova sotto e, neppure troppo sotto traccia, un’altra emergenza dopo quella legata all’ interruzione della statale 29: in quale struttura andranno a scuola i bambini della materna e delle elementari alla luce della inagibilità dei vecchi edifici.

Nell’intervista concessa ad Abruzzoweb, il determinato assessore Di Marco ha usato toni non polemici ma fermi perché comunque entro il 5 settembre prossimo si dovrà trovare una sistemazione per la scuola primaria di Silvi Paese e per quelle dell’infanzia, “Belfiore”, “Il Girotondo” e il “Girotondino”.

In tutto 299 persone, 237 studenti e 62 unità tra personale docente e personale Ata in un sito che sarebbe stato individuato.

Di Marco non lancia un vero e proprio allarme, ma la preoccupazione per il tempo che passa la esprime, eccome: “Siamo in attesa che la Regione ci faccia conoscere una decisione ufficiale con la strategia individuata. Certo, visto che manca sempre meno tempo, siamo un po’ preoccupati perché vogliamo che alla drammatica situazione che stiamo vivendo da mesi insieme ai nostri concittadini non si aggiunga anche questa ulteriore emergenza. Quindi speriamo in una soluzione definitiva a breve”,  spiega ancora lo spigliato e battagliero assessore della Giunta guidata dal salviniano Andrea Scordella.

Del resto, a poco più di due mesi all’inizio del nuovo anno scolastico, l’ipotesi dei container prende sempre più piede, di cui si parla peraltro anche negli uffici della Regione: una soluzione che però causerebbe sicuramente una protesta clamorosa, con in testa le mamme di Silvi, destinata a superare i confini nazionali che la maggioranza regionale di centrodestra vuole evitare a tutti costi, come ripete da giorni il governatore, Marco Marsilio, di Fratelli d’Italia, ai propri collaboratori.

Ma lo stallo oggi è una pericolosa realtà e le cause sarebbero interne all’Ente regionale.

Secondo quanto si è appreso, la soluzione potrebbe essere l’installazione a tempo di record di moduli abitativi provvisori, naturalmente con procedure di urgenza, ma si sarebbe creata una situazione di impasse perché la Regione, questa volta un ristretto pool di burocratici con in testa il potente direttore generale, Vincenzo Rivera, in sella da qualche mese, sarebbe impegnato in un approfondimento sulle competenze e sulla interpretazione dei ruoli tra lo stesso ente regionale e la Protezione civile regionale guidata dall’ex capo della croce rossa nazionale, l’avvocato abruzzese Maurizio Scelli.

Stando a quanto comunicato dalla Regione alla Protezione civile, che è in prima linea dall’inizio della frana, sarebbe stato assegnato il ruolo di soggetto attuatore e quindi il compito di provvedere ad attivare le carte per gli urgenti lavori.

Ma a quanto trapela, Rivera, ex Pd, partito per il quale è stato consigliere ed assessore comunale dell’Aquila, ed ex direttore generale della Giunta di centrosinistra guidata da Luciano D’Alfonso, starebbe ancora esaminando la parte burocratica e i diversi ruoli. E in questo caso – sottolineano le stesse fonti – avrebbe preso in mano la situazione con una certa autonomia anche nei confronti di Marsilio, che pure lo ha voluto fortemente nel delicato e complesso compito.

La questione delle scuole fa il paio con un’altra emergenza, l’interruzione della strada provinciale 29, chiusa da 442 giorni, esplosa ieri con la protesta di un folto gruppo di residenti e commercianti che sono scesi in piazza per chiedere alle istituzioni l’ immediata riapertura.

Ed anche in questo caso è un bellicoso messaggio recapitato in primis alla Regione guidata da Marsilio, che è responsabile degli interventi.

Oltre alle misure per la frana di Silvi e per i danni per il maltempo in provincia di Chieti, in seguito alla dichiarazione di stato di emergenza di rilievo nazionale sono stati assegnati dal governo nazionale 15 milioni di euro, su un fabbisogno che sarebbe di circa 200 milioni di euro. (b.s.)