PESCARA – L’energia rinnovabile è senza dubbio un argomento sulla bocca di tutti, ma i consumatori, oggi investiti da una crisi molto dura che continua a gonfiare i costi sulle bollette, purtroppo sono poco informati e hanno bisogno delle spiegazioni semplici ma chiare su una delle energie su cui nel mondo puntano forte ormai in molti.
Abruzzoweb ha chiesto aiuto alla consulente commerciale esperta nel settore, dottoressa Aurelija Masiukaite*.
Dottoressa Masiukaite, iniziamo con una domanda scontata: che cos’è il fotovoltaico?
Fotovoltaico è una parola composta da due termini: “foto” e “voltaico”. Il termine “foto” deriva dal greco photos e vuol dire luce. La parola “voltaico” sta ad indicare l’energia elettrica. Quindi, energia elettrica prodotta dalla luce. La tecnologia fotovoltaica, infatti, trasforma l’energia solare in energia elettrica.
Quanto costa un impianto fotovoltaico?
Per una fomiglia media bastano 3 kilowatt picco (kwp). Per questo tipo di impianto occorrono circa 24 metri quadri della superficie (nel caso il tetto sia inclinato), esposta al sole e non ombreggiata. Quindi, il costo totale si aggira intorno ai 10.500 euro, iva inclusa.
Conviene davvero in termini di risparmio di soldi passare al fotovoltaico?
Si, molto. L’impianto fotovoltaico, oltre a contribuire alla tutela dell’ambiente si trasforma anche in un investimento redditizio per famiglie e ditte. Il guadagno quindi deriva da diversi fattori, quali rispamrio dovuto all’abbattimento parziale della bolletta, incentivi ricevuti per l’energia prodotta, remunerazione per l’energia prodotta e immessa in rete nazionale, protezione del bilancio dall’aumento annuale della bolletta dell’energia elettrica e ritorno remunerativo certificato e garantito. Una volta , l’impianto si ripaga con i ricavi in circa 6 anni.
Facciamo qualche conto più preciso?
Parlando in generale, ad esempio, l’impianto da 3 KW, permette un utile annuo di circa 1.650 euro per 20 anni. Finiti gli incentivi, i pannelli fotovoltaici producono ancora per altri dieci anni.
Esistono delle soluzioni per chi non ha disponibilità economica?
Per i privati in regola, normalmente non ci sono problemi, non devono rivolgersi a un istituto di credito per il finanziamento. Pensa a tutto l’azienda installatrice che di solito ha degli accordi con le banche. Guardiamo, ad esempio, il credito a consumo, rivolto esclusivamente a soggetti privati. Il prestito per il costo totale dell’investimento viene pagato tramite addebito mensile su bollettino postale, quindi la spesa per il cliente non è assolutamente proibitiva grazie ai guadagni summenzionati.
Lo stesso discorso può essere applicato alle aziende?
Non avendo possibilità di prendere finanziamento, ci sarebbe un’altra possibilità. Il cliente mette a disposizione per 20 anni il tetto del proprio immobile, mentre l’azienda installatrice-investitrice paga per 1 Kwp (più o meno 10mq) installabile circa 36 euro l’anno. Normalmente viene presa in considerazione una superficie da 400mq in poi. Facendo un esempio pratico, con 400mq il cliente in 20 anni guadagnerebbe 28.800. Volendo, il cliente può chiedere i soldi subito, ma la somma che ottiene è del 50 per cento in meno. L’azienda, invece di pagare l’affitto, installa gratis l’impianto equivalente a questo prezzo.
“Bella la cosa, ho il tetto esposto al Sud, ci penserò”.
Questa frase la sento spesso. Nel 2012 gli incentivi sono suddivisi in due semestri secondo il quarto Conto Energia (il quinto sta per uscire). Chi fa la domanda entro aprile ha ancora la speranza di ottenere gli incentivi molto più alti concessi per chi allaccia entro il 1° semestre. Quindi, consiglio vivamente di non aspettare altro tempo.
Parliamo di manutenzione dell’impianto.
Gli impianti fotovoltaici non necessitano di particolari o costose manutenzioni. L’unica, ma importantissima, accortezza va riservata alla superficie che assorbe le radiazioni solari. Qualsiasi elemento che interrompe il ‘rapporto’ tra il sole e le celle fotovoltaiche genera un effetto ombra che va ad incidere sul rendimento elettrico dell’impianto. Per funzionare a pieno regime, un pannello fotovoltaico deve essere privo di effetto ombra. Un lavaggio periodico della superficie dei pannelli sembrerebbe essere l’azione risolutrice, ma non è così. Nell’acqua, infatti, sono presenti elementi impuri capaci di rilasciare del calcare in grado di offuscare la superficie del pannello. Per ovviare a questo problema la soluzione è di effettuare un lavaggio dei pannelli fotovoltaici con acqua ‘osmotizzata’ due volte l’anno. Ciò consente di intervenire con l’acqua priva di sostanze calcaree che altrimenti si depositerebbero sulla superficie del pannello facendogli perdere fino al 25 per cento della capacità di produzione.
Come funziona lo smaltimento?
Il marchio PV CYCLE è un’associazione no-profit fondata nel 2007 con l’obiettivo di mettere in atto l’impegno dell’industria fotovoltaica per la creazione di un programma volontario di recupero e riciclaggio di pannelli giunti al termine del ciclo di vita. PV CYCLE è interamente finanziata dai produttori e dagli importatori ed è operativa in tutti i 27 paesi membri della UE e nell’EFTA. Chi ha aderito, attualmente rappresenta più del 90 per cento del mercato dei pannelli fotovoltaici venduti in Europa. Questo sistema gratuito è aperto a chiunque desideri smaltire pannelli fotovoltaici a seguito di un progetto di smaltimento, demolizione o ristrutturazione. (r.s.)
Per qualsiasi informazione su incentivi, preventivi, installazione, manutenzione e smaltimento, sono a completa disposizione. Non esitate a contattarmi.
Aurelia Masiukaite*
consulente commerciale
+39 349 835 4344
email: [email protected]
contatto skype: Kinkle28






