PESCARA – La Banca del Mezzogiorno, nata dalle ceneri della Popolare di Bari, e che dispone di 65 sportelli in Abruzzo, su un totale di 217 sportelli distribuiti in nove regioni italiane, finirà – con tutta probabilità – al Nord, per la precisione al gruppo Credem.
È stato lo stesso istituto finanziario con base a Reggio Emilia a confermare l’avvio dei colloqui in esclusiva con l’attuale proprietaria dell’ex popolare, ovvero Mediocredito Centrale. Credem ha superato la cordata composta da Iccrea e Banca Popolare di Puglia e Basilicata. Dunque i vertici di quello che è stato il più grande istituto bancario del Sud rischiano così di spostarsi in Emilia.
Ad esprimere preoccupazione è il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, ha scritto oggi al Direttore Generale e Ad di Medio Credito Centrale, Ferruccio Ferranti.
Nel segmento retail, infatti, la Banca del Mezzogiorno ha una forte presenza in Abruzzo, grazie agli sportelli delle ex Casse di Risparmio della provincia di Teramo (Tercas) e Pescara (Caripe), acquisite poi dalla Popolare di Bari, prima dell’intervento di salvataggio dello Stato con la costituzione della stessa Banca del Mezzogiorno.
“Abbiamo appreso dai media della imminente cessione della Banca del Mezzogiorno – scrive Marsil, che, come ben sa, ha nel segmento retail una presenza capillare nella Regione Abruzzo. Il nostro territorio aveva espresso a suo tempo ampia condivisione sulla istituzione della Banca del Mezzogiorno, che andava a sanare un lungo periodo di tensione, culminato con la fine delle importanti esperienze delle Casse di Risparmio abruzzesi. Desidero esprimerle, pertanto, la mia preoccupazione per il futuro dei livelli occupazionali, che inevitabilmente sono compromessi quando si perfezionano operazioni di questo tenore”.
“La diminuzione degli sportelli bancari, con le inevitabili ripercussioni in termini di posti di lavoro, impatterebbe in modo negativo su un sistema economico e industriale che dal 2021 sta incontrando la sua massima espansione. I dati economici sia in termini di ricchezza prodotta, export e occupati, dicono che l’Abruzzo è cresciuto negli ultimi cinque anni quasi il doppio della media italiana. Il sistema bancario è stato ed è una infrastruttura strategica fondamentale per garantire il pieno sostegno a questa crescita, che ci auguriamo possa continuare negli anni a venire”.
“L’Abruzzo ha già pagato nel passato un tributo alto in termini occupazionali e impatto sulle aziende locali, a causa del d fault di alcuni noti istituti di credito. Ci auguriamo che vi sia un’attenzione alta alle esigenze della nostra comunità, che pretende rispetto e che vuole continuare a crescere e a svilupparsi”, conclude Marsilio.






