L’AQUILA – Partiranno all’inizio del 2016 i lavori di messa in sicurezza del Monte Circolo a Fossa (L’Aquila), franato in parte a causa del terremoto del 6 aprile 2009.
Un’opera dal costo di circa 2,5 milioni di euro, fondamentale per permettere la ricostruzione degli aggregati più vicini alla montagna, la cui partenza è in programma per il secondo e terzo biennio del piano di ricostruzione che nel frattempo “non si è fermata – precisa il sindaco Antonio Gentile – e andrà di pari passo con la messa in sicurezza della montagna”.
Il progetto preliminare basato sulla relazione tecnica del geologo dell’Università di Catania Michele Maugeri, venuto a mancare l’anno scorso, andrà in gara entro la fine di aprile e prevede l’installazione di varie tipologie di reti paramassi e la piantumazione di vegetazione a copertura.
“Con una determina di Consiglio comunale abbiamo dato incarico al tecnico di mandare in gara il preliminare – spiega – Entro l’autunno espleteremo il progetto. Ne abbiamo preferito uno sicuro, snello, e dai tempi veloci che desse certezze non solo sulla sicurezza e anche sui fondi. All’Usra per questa opera ci sono 2,5 milioni di euro pronti per essere spesi. La prima prerogativa è ovviamente la sicurezza del paese”.
In alternativa allo studio di Maugeri, quello fatto dalla Protezione civile del Trentino Alto Adige che prevedeva un’opera faraonica di terre armate e sbancamento della montagna.
“Si trattava di una grande muraglia alta circa 6 metri – afferma Gentile – Uno studio basilare che aveva come oggetto un intervento eccessivamente impattante sulla montagna e sul paese, dal costo eccessivo che avrebbe superato i 5 milioni euro. Maugeri proponeva al Consiglio comunale anche questa ipotesi, ma è stata bocciata, preferendo la seconda proposta di un lavoro più snello, dall’alto grado di sicurezza e meno impattante”.
Con questo intervento si concluderà la filiera delle opere di messa in sicurezza di tutto il costone montano di Fossa: sono stati già realizzati infatti tre lotti di lavori per complessivi 2,2 milioni di euro con l’installazione di reti di protezione e la regione Abruzzo ha recentemente stanziato altri 400 mila euro per la realizzazione del quarto lotto che metterà al sicuro definitivamente il costone sud.
A rallentare la ricostruzione del paese, secondo Gentile, “non sono le opere sulla montagna, quanto invece l’aspetto della conformità del territorio che ha il sottosuolo pieno di cavità che andranno messe in sicurezza, oltre al vincolo diretto e indiretto che lega la zona fuori perimetrazione alle prescrizioni della Soprintendenza archeologica di Chieti che allunga di molto i tempi dei cantieri”.
Sullo stato della ricostruzione del paese il sindaco conclude: “Siamo stati il 18 esimo paese ad approvare il piano di ricostruzione e abbiamo rilasciato contributi privati per 16 milioni di euro. Sono 20 i cantieri avviati e altri 10 stanno per partire nell’area fuori perimetrazione. Per quanto riguarda il centro storico, invece, sono state presentate solo due schede Mic: questo perché troppi incarichi sono in mano a pochi tecnici che si trovano a gestire pratiche molto complesse”. Marianna Galeota



