L’AQUILA – Il senatore di Forza Italia Antonio Razzi ad Arcore per incontrare il suo idolo e amico, Silvio Berlusconi, non ha portato confetti, ha fatto di più: ha proposto l’imprenditrice dei rinomati dolcetti di Sulmona (L’Aquila), la senatrice Paola Pelino, come commissario del partito in Abruzzo, da nominare con somma urgenza, dando il benservito all’attuale coordinatore, Nazario Pagano.
Una mossa che Razzi ritiene inevitabile, e lo ha detto a Berlusconi, per mettere ordine nel partito abruzzese, descritto dall’esuberante e pittoresco onorevole di Giuliano Teatino (Chieti) come una sorta landa desolata dove “tutti pensano solo a tenersi stretta la poltrona senza fare nulla per meritarsela”, e la situazione è allo sbando perché il presidente regionale “non è all’altezza e ha perso il controllo”.
Un partito, ha rincarato la dose Razzi a tavola a Villa San Martino, dove vogliono primeggiare i consiglieri regionali Paolo Gatti e Lorenzo Sospiri che, però, sono solo dei “giovanotti che si approfittano dei loro cognomi, di essere uno il figlio del grande sindaco di Teramo, Antonio Gatti, l’altro il nipote dell’indimenticabile onorevole Nino Sospiri”.
Insomma, un Razzi che, tanto per cambiare, non le manda a dire. Anzi è andato a dirle, questa volta, proprio all’ex cavaliere, che resta il dominus delle sorti politiche dentro Forza Italia.
“È stato felice di rivedermi – racconta Razzi ad AbruzzoWeb – l’ho trovato in gran forma, rilassato, abbiamo mangiato delle pizzette e parlato per 2 ore. Era solo dispiaciuto per il Milan, lo capisco, il Sassuolo ha speso 13 milioni, lui per il Milan 130 e il Sassuolo è avanti in classifica”.
Ma di calcio si è parlato solo il tempo di un paio di battute. Al centro dell’incontro, appunto, la situazione del partito abruzzese.
“Berlusconi è d’accordo con me – garantisce Razzi – Così non si può andare avanti, si litiga troppo, sono tutte primedonne, e allora ci siamo trovati d’accordo sul fatto che una donna charmant come la Pelino sia la persona adatta per calmare gli animi di tutti questi maschi assetati di potere”.
“Ma a Berlusconi gli ho anche detto che Pagano va sostituito subito – aggiunge Razzi – perché ci sono le elezioni a primavera e ognuno va per conto suo, senza una regia, Gatti comanda e decide le candidature a Teramo, a Chieti lo fa Mauro Febbo, all’Aquila non lo so, si sentono solo voci, fanno tutto sotto sotto e di nascosto, non si sa chi decide che cosa”.
E poi bordate a Pagano. “Lui millanta un rapporto strettissimo con Berlusconi, ma le cose non stanno così, se lo inventa, ma per carità, non è vietato sognare – attacca – Pensi, piuttosto, ad aprire una sede regionale, è incredibile che non ci sia un posto dove incontrarsi! Il coordinatore non può fare politica così, non è che vai al bar a prendere il caffè e non c’è la macchina del caffè!”.
Infine alla domanda se sarà ricandidato alle prossime politiche, Razzi risponde sicuro: “E ci mancherebbe, certo che sì, Berlusconi mi ricandida a occhi chiusi e io lo devo fare perché con certa gente in giro sono costretto a impegnarmi per il bene dell’Abruzzo. Il coordinatore invece proprio non ci tengo a farlo: meglio Paola Pelino, se ci divento io mi tocca cacciare a pedate troppe persone”.





