FONTECCHIO – Sono 422 le anime che popolano il pittoresco comune aquilano di Fontecchio, che si estende per circa 16 chilometri nella valle dell’Aterno, segnato dagli evidenti passaggi dei popoli italici, prima, e dei romani, poi, che hanno abitato queste terre.

Un piccolo scrigno di storia che trova la sua perfetta manifestazione nel borgo medievale, centro storico dell’attuale Fontecchio, che riporta però sui suoi palazzi storici le ferite del recente terremoto.

Un terremoto senza morti, ma che, a distanza di un anno e mezzo, confina nei Map (moduli abitativi provvisori) ancora molti dei suoi abitanti.

È il primo cittadino Sabrina Ciancone a raccontare questo nuovo pezzo di storia della città, a partire dal 6 aprile 2009.

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Quante vittime e quali danni ha fatto il terremoto?

Non abbiamo avuto nessuna vittima, nessun decesso collegato al terremoto. Ma danni sì: il 41 per cento del patrimonio immobiliare di Fontecchio è stato classificato “E”. La maggior parte di questi edifici erano situati nel centro storico, dunque molto vecchi. Tra le case di nuova costruzione, situate fuori dal centro, non abbiamo avuto crolli.

Com’è stata risolta l’emergenza abitativa?

Se si pensa che le persone con casa in “E” sono circa cento e che gli abitanti di Fontecchio sono 422 si può avere la dimensione del problema: un quarto della popolazione era senza un tetto. All’indomani del sisma abbiamo subito messo su una tendopoli, che è stata in attività fino a ottobre, e poi a febbraio sono stati creati 43 Map.
 
Nei mesi che sono intercorsi tra ottobre e febbraio abbiamo sistemato la popolazione nei bed & breakfast e presso gli affittacamere, mentre i ristoranti locali provvedevano per i pasti.

Quali sono le condizioni della “zona rossa”?

Diciamo che non si può parlare di “zona rossa” in senso stretto, visto che non ci sono zone interdette. Dopo i lavori di messa in sicurezza il centro è praticabile nella sua totalità, a eccezione di qualche piccolo passaggio.

Quali sono le idee per la ricostruzione?

Abbiamo fatto la perimetrazione del centro storico e stiamo sollecitando i privati a consegnare al più presto tutta la documentazione tecnica relativa alle case “E”. Come Comune abbiamo cercato di fare tutto nel minor tempo possibile, purtroppo in questa nuova fase le tempistiche non dipendono da noi.

Intanto il 1° ottobre abbiamo firmato un protocollo di intesa che coinvolge 11 Comuni del “cratere” che hanno costituito insieme l’associazione intercomunale “Area omogenea numero 8”.

In questo momento stiamo anche lavorando alla redazione del piano di ricostruzione di Fontecchio, in collaborazione con il Politecnico di Milano. Devo dire che sono persone eccellenti, preparatissime nel loro campo, per di più hanno già lavorato alla ricostruzione in Umbria.

Ci stanno aiutando a digitalizzare carte e documenti per poterli mettere su Internet, in modo tale che siano a disposizione dei cittadini per la consultazione, per creare una sorta di “kit del progettista”. Vorrei proporre la cittadinanza onoraria per queste fantastiche persone!

A oggi, qual è il problema più urgente da affrontare?

L’ho già detto, si dovrebbero velocizzare i tempi e purtroppo non è una cosa che dipende da noi. Non ci sono solo persone che vogliono tornare nelle proprie case, ma ci sono anche tante attività economiche ferme.

E sicuramente l’attesa sta “costando”a tutti, non è un guadagno per nessuno, ci sono gli affitti concordati, il contributo per l’autonoma sistemazione. Io voglio dare per scontato che questi fondi ci siano, la domanda è: quando li vedremo?

Cosa vorrebbe dire al commissario per la ricostruzione?

Sicuramente mi piacerebbe che ci fosse un’interpretazione autentica del decreto per la ricostruzione, per fare definitivamente chiarezza. Ci hanno promesso più di qualche volta un testo unico che racchiudesse tutta la normativa per la ricostruzione, ma finora non c’è stato ancora niente in questo senso.

Quanto ci vorrà per ricostruire il suo paese?

Mi auguro che i cosiddetti “cantieri pesanti” possano avviarsi attorno a primavera, e spero che tra cinque anni tutti i Map possano essere vuoti.