L’AQUILA – “La triste verità è una sola, il premier Matteo Renzi, segretario nazionale del Partito democratico e lo stesso Pd non considerano e non hanno mai considerato la ricostruzione dell’Aquila e dei comuni del cratere come una priorità nazionale. Ed è evidente che non ritiene valida la classe dirigente aquilana che lo rappresenta sul territorio e nelle istituzioni”.

L’opposizione di centrodestra in Consiglio comunale all’Aquila critica fortemente il Partito democratico in un momento molto difficile del post-sisma, alla vigilia della spedizione della delegazione piddina aquilana e abruzzese a Roma, nella sede del partito in via del Nazareno, per incontrare il vice segretario nazionale, Lorenzo Guerini, braccio destro del premier e segretario nazionale, Matteo Renzi.
A firmare la nota sono Luigi D’Eramo, Giorgio De Matteis, Emanule Imprudente, Daniele Ferella e Vito Colonna

Assente, a riprova del fatto che l’opposizione non è compatta su questo tema, il capogruppo di Forza Italia in Consiglio comunale e vice presidente regionale del Partito, Guido Quintino Liris, che ha scelto di appoggiare il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, nella battaglia a Roma.  

Ma per i firmatari della nota, “l’antico gioco mediatico di un Partito democratico di lotta e di governo, oltre a non essere credibile, assume sempre più i connotati di una grande presa per i fondelli a danno degli aquilani. Immaginiamo che dopo le dichiarazioni del segretario comunale piddino Stefano Albano, che addirittura minaccia l’ammaino bandire del suo partito, il presidente del Consiglio starà morendo di paura”.

Il fatto che a Renzi e al Pd, secondo questa parte di opposizione comunale aquilana, del post-sisma in Abruzzo non freghi nulla, “è dimostrato dall’assenza dei fondi, dalla mancata nomina alla direzione dell’Ufficio speciale per la ricostruzione, dalle mancate visite aquilane  del presidente del Consiglio e soprattutto dal fatto che Renzi continua a mortificare la sua dirigenza locale politica e partitica”.
“In questi ultimi anni hanno trionfato solo le bugie del Pd aquilano. Promesse da bassa campagna elettorale che mai hanno trovato riscontro, nella disperazione del capoluogo di regione”, polemizzano ancora i consiglieri di centrodestra, che aggiungono: “Ora la speranza è affidata al pellegrino viandante Albano, che a capo di una manciata di ‘reduci’, dovrebbe andare a Roma a convincere   uno sconosciuto vice segretario nazionale del Pd a finanziare la ricostruzione, minacciandolo, in caso contrario, di ammainare le bandire. Siamo rovinati!”.

“Ci saremmo aspettati un atteggiamento più maturo, un coinvolgimento di tutte  le istituzioni, dei parlamentari di centrosinistra, del centrodestra e del Movimento 5 Stelle per giungere ad una azione condivisa e ad una proposta che riportasse L’Aquila al centro dell’agenda della politica nazionale. Ma il Pd resta coerente con le affermazioni del sindaco Cialente rilasciate nel 2012: ‘la ricostruzione è un problema mio e del mio partito’”, conclude la nota.