L’AQUILA – “La fondazione ‘Abruzzo Solidarietà e Sviluppo Onlus’, fondata dai piccoli comuni dell’area montana dell’Aquilano, dalla Provincia dell’Aquila, dalla Confartigianato Abruzzo, dal Centro servizi per il volontariato dell’Aquila, dall’Ordine dei medici chirurghi e odontoiatri della provincia dell’Aquila, dal Collegio provinciale dei periti industriali dell’Aquila, da qualificate associazioni di volontariato e del terzo settore, quali l’Unicef Abruzzo, per promuovere la rivitalizzazione dell’area del cratere del 6 aprile 2009, ha come finalità quella di assistere i comuni a rispondere alle esigenze e domande dei territori e delle comunità da loro amministrati, e non già quella di realizzare e gestire la ricostruzione, azione spettante, per legge, ai soggetti istituzionali a ciò devoluti, ovvero i comuni, la Regione e la Provincia”.

La precisazione è del segretario generale della fondazione, Fabrizio Traversi.

“In questo quadro – aggiunge – la fondazione ha funzioni di mero supporto a tali azioni, permettendo alle comunità locali di ritrovare le loro radici e tradizioni, dopo il trauma naturale del 6 aprile 2009”.

“La presenza delle maggiori espressioni dell’ Arcidiocesi – prosegue – è stata richiesta dai fondatori per garantire l’apartiticità, apoliticità e terziarietà sociale della fondazione stessa, libera da qualsiasi ideologia o movimento”.

“L’ Arcidiocesi dell’Aquila, pertanto, non ha alcun ruolo decisionale e gestionale nella fondazione stessa – continua il presidente – la fondazione, senza finalità di lucro, opera attraverso l’apporto volontario, gratuito e altruistico dei propri associati e, come ben a conoscenza di tutti, le azioni sinora sviluppate, intellettuali e culturali, sono state a totale carico economico ed organizzativo dei singoli soci partecipanti.

“Da quanto sinora illustrato – osserva Traversi – non si comprende la campagna stampa disinformatoria condotta da giornali locali, volta a diffondere sospetti e dubbi che non hanno alcun fondamento”.

“Il comunicato stampa diffuso dai piccoli comuni – conclude – ha già chiarito i termini della questione. La fondazione, tenendo conto di quanto apparso sinora sulla stampa, si riserva di tutelare l’ onorabilità propria e dei suoi membri con le iniziative che riterrà più opportune”.