PESCARA – L’Unione sindacale di base (Usb) d’Abruzzo aderisce allo sciopero generale del pubblico impiego, organizzato dal sindacato nazionale, nelle ultime due ore di ogni turno di lavoro di oggi, per protestare contro la manovra economica, la riforma delle pensioni e l’accordo tra Confindustria e sindacati. In particolare l’Usb sottolinea come la manovra preveda “il blocco delle assunzioni e il blocco della proroga dei contratti dei lavoratori precari che rischiano così il licenziamento, il congelamento degli stipendi fino al 2014, la proroga del blocco dei contratti e previsione della sola vacanza contrattuale fino al 2017, le visite fiscali dal primo giorno di malattia, i tagli ai trasferimenti alle regioni ed enti locali per sanità e servizi sociali, la previsione di introduzione o innalzamento dei ticket sanitari, l’indicizzazione ridotta o azzerata delle pensioni superiori a 1428 euro lordi e l’anticipo al 2014 dell’aumento dell’età pensionabile di tre mesi e successivi aumenti ogni due anni”.

“Nessuna norma invece – sottolinea il sindacato – per frenare la corruzione, che ci costa 60 miliardi l’anno, niente neanche contro gli evasori, che contribuiscono per 120 miliardi l’anno al deficit e per i quali invece è previsto un nuovo condono, la manovra è tutta tesa all’utilizzo del ‘Bancomat pubblico impiego’ operando in questo modo la destrutturazione del servizio pubblico che cade come un macigno sulle spalle delle classi meno abbienti e sui dipendenti pubblici”. L’Usb, inoltre, protesta contro l’accordo tra Confidustria, Cgil, Cisl e Uil, che porterà allo “smantellamento del Contratto Nazionale, al monopolio della rappresentatività ai soli sindacati complici, all’impossibilità per i lavoratori di decidere sulle questioni che li riguardano e alla sostituzione delle Rsu elette dai lavoratori con le Rsa nominate dalle burocrazie sindacali”.