CHIETI  – “Questa è una terra in cui per almeno 15 anni si è praticata una concertazione produttiva e positiva, in cui gli abruzzesi e i loro enti locali hanno fatto il massimo per trasformare la Val di Sangro in un distretto produttivo strategico, in cui non ci si accontenta del posto di lavoro ma si va oltre, con il disegno decisivo del campus dell’automotive. Di fronte a questo patrimonio di aziende, lavoratori e professionisti, la strategia non può diventare ora la guerra”.

Lo afferma il segretario regionale del Partito democratico Silvio Paolucci, intervenendo sul duro scontro fra Fiom e Sevel.

“Anche quando il gruppo Fiat era in profonda crisi, la Sevel macinava utili – ricorda Paolucci – e questo era possibile perché l’azienda coinvolgeva il territorio, gli enti locali rispondevano, i lavoratori erano parte attiva e propositiva, l’indotto cresceva. Le relazioni industriali vanno aggiornate, ma l’Abruzzo non può diventare Pomigliano e nessuno, per tattiche di corto respiro, può permettersi il lusso di compromettere questo tessuto”.

“Chiodi – prosegue il segretario regionale Pd – si accorga che esiste la Val di Sangro, dove non è mai stato da presidente, e sblocchi i fondi per il campus dell’automotive, che potrà rafforzare e innovare il bacino industriale più importante d’Abruzzo. L’assenza di un governo regionale degno di questo nome sta contribuendo in maniera decisiva ad allontanare azienda e sindacati e a mettere a rischio migliaia di posti di lavoro”.