PESCARA – “Dalle informazioni che ho, il congresso regionale in Abruzzo si farà solo se sarà unitario e il candidato naturale, in questa fase, nel segno della continuità ad un anno dalle Politiche non può che essere Nazario Pagano. La conta delle tessere e le correnti lasciano il tempo che trovano”.
Lontano da due anni dalla ribalta politica, torna a parlare e a prendere posizione, nell’intervista ad Abruzzoweb, il 50enne imprenditore pescarese Antonio Martino, deputato, dal 2018 al 2022, di Forza Italia, di cui è stato anche responsabile organizzativo in Abruzzo.
Martino oramai vive stabilmente a Roma dove non ha mai smesso di frequentare la politica, e fa una anticipazione, sulla base di fonti nazionali del partito: il congresso regionale abruzzese, previsto ad oggi all’Aurum di Pescara il 13 giugno, o sarà unitario o non sarà, con il 67enne avvocato Pagano in carica dal 2013, deputato e presidente della commissione Affari Affari Costituzionali, candidato unitario “naturale”.
Pagano, anche lui pescarese, va ricordato che ha Martino a sorpresa e in extremis, anzi quasi nottetempo a ridosso della scadenza per la presentazione delle liste, come candidato nel collegio uninominale dell’Aquila alle elezioni del 2018. Poi però i rapporti si sono raffreddati tanto che è stato anche per la presa di posizione del coordinatore regionale che Martino non è stato ricandidato alle successive elezioni del 2022.
Nel settembre 2022 Martino è così approdato nella Lega, da cui però andato via a novembre 2024, a seguito dell’uscita di scena dal ruolo di segretario regionale abruzzese dell’attuale sottosegretario al Masaf Luigi D’Eramo, “mio fraterno amico”.
Direttore generale della impresa di famiglia, la LP, che opera nei settori energia, informatica e infrastrutture, con circa 300 dipendenti e sedi a Pescara, Milano e Roma, Martino lascia insomma intendere che non ci sono chance per Filippo Piccone, 64enne imprenditore, ex consigliere regionale, ex coordinatore degli azzurri, ex parlamentare, ed ex sindaco della sua Celano, che proprio ad Abruzzoweb (QUI LINK) ha annunciato di volersi comunque candidare, ma osserva Martino, “forse Piccone non conosce le regole del partito”.
Stesso discorso per il presidente del Consiglio regionale, il 50enne Lorenzo Sospiri che “potrà dare il suo contributo come vice segretario” e per il 45enne Roberto Santangelo, assessore regionale e presidente del Consiglio comunale dell’Aquila. Domani ci sarà comunque una importante riunione per trovare la quadra congressuale.
Allargando lo sguardo nell’intervista, Martino boccia l’apertura di Fi ad Azione di Carlo Calenda, che “non rappresenta un’area moderata del centrodestra, come la immagino io”.
Martino infine non esclude del tutto un ritorno in politica: “ora sto gestendo la mia vita professionale. Nel momento in cui avrò la possibilità di non avere pensieri su altre questioni, ritroverò il piacere del fare politica, che è una passione, per qualcuno di noi una malattia”.
Antonio Martino, partiamo dall’attualità, come commenta l’esito delle elezioni comunali?
Diciamo che a Chieti la partita è ancora aperta. Ad Avezzano Gianni Di Pangrazio, lo avrei votato anche io, perché è un ottimo amministratore, un conoscitore della macchina pubblica e amministrativa e sicuramente ha fatto delle buone cose negli ultimi anni.
E a livello nazionale chi ha vinto?
Il centrosinistra sicuramente non ha dato la spallata al centrodestra. Inoltre va sottolineato che in partite importanti come quelle di Venezia e Salerno, hanno vinto a ben vedere dei civici, anche se con colori ed estrazioni diverse, accomunati da un radicamento sul territorio e delle esperienze che vanno oltre i tradizionali partiti. A Venezia Stefano Venturini ha preso con la sua lista il 30% cento a Salerno Vincenzo De Luca ha vinto senza che il Pd ci mettesse il simbolo e avendo tra gli avversari il Movimento 5 stelle.
Veniamo dunque al suo ex partito, Forza Italia, come la vede la partita del congresso regionale: si farà, non si farà? Sarà unitario o non sarà?
Forza Italia è in una fase particolare, dopo la morte di Silvio Berlusconi, con la necessità di traguardare il futuro e immettere nuova classe dirigente. Da mie informazioni, visto che ogni tanto passo alla Camera da ex giocatore, a fare due chiacchiere con i giocatori titolari, Forza Italia manterrà un metodo, e non è che ora che non c’è più Berlusconi cambieranno le cose, che è quello di scegliere figure condivise. Non mi ricordo di congressi negli ultimi anni giocati sulla conta delle tessere, perché significherebbe tornare alla Democrazia cristiana degli anni ottanta-novanta, che probabilmente è la fase peggiore di un partito che invece nei primi anni del dopoguerra ha espresso la classe dirigente di questo paese.
Tradotto?
Io penso che in Abruzzo il congresso si farà solo se la scelta del segretario sarà unitaria.
E chi vede dunque in pole come candidato unico e condiviso?
Nazario Pagano ha fatto un ottimo lavoro. E lo dico ricordando che in passato con lui ho avuto divergenze, ma gli va riconosciuto che in questi anni ha fatto crescere il partito, in termini di consensi e adesioni. L’Abruzzo è la regione in cui Fi registra le percentuali più alte dopo la Calabria. Quindi se dobbiamo partire dai dati, c’è poco da dover discutere. Secondo me ci sarà un percorso di continuità, a maggior ragione ad un anno dal voto, poi si vedrà.
E Sospiri dunque dovrà rassegnarsi?
Pagano, ripeto, è il candidato naturale in questo momento. Poi insomma si può far politica anche senza essere segretario regionale e Sospiri potrà essere vice-segretario continuando a dare il suo importante contributo.
Piccone però ha detto chiaro e tondo che si candiderà, anche perché per lui un congresso elettivo non può essere imposto dall’alto come unitario.
Piccone dovrebbe conoscere come funziona Forza Italia. Legittima la sua ambizione, ma la mia previsione è che sia difficile attuarla, non penso che ci saranno le condizioni tecniche per avere un’altra lista al congresso, e volerlo fare significherebbe mettersi fuori dal partito, che non è nato dal territorio o dalle forze che si sono unite intorno a determinati valori e obiettivi, è nato da un imprenditore illuminato, Silvio Berlusconi, e c’è ancora una famiglia che ha controllo su di esso, marca una presenza politica importante. Io per esempio Antonio Tajani non lo vedo come segretario di partito, ma come un come amministratore delegato che in qualche maniera sta cercando di fare bene il suo mestiere.
Quanto è davvero importante controllare la segreteria regionale per assicurarsi una candidatura in parlamento?
Un segretario regionale ha delle ottime possibilità ma io penso che le dinamiche delle prossime politiche potrebbero essere totalmente diverse da quelle attuali. Quindi anche gli stessi Sospiri, Santangelo lo stesso Piccone ci possono essere buone possibilità anche non ricoprendo incarichi di vertice nel partito.




