L’AQUILA – “Insieme ad amici che rappresentano anime e sensibilità importanti di Forza Italia, abbiamo posto come obiettivo quello di presentare una nostra lista al prossimo congresso. Non si può infatti decidere dall’alto che debba essere unitario con un candidato imposto, noi vogliamo che il partito volti finalmente pagina, per diventare aperto e scalabile”.
Poco conta quello che è stato deciso, quale mediazione e compromessi siano stati trovati nell’incontro “segreto” romano di ieri sera con il presidente nazionale e vice premier Antonio Tajani: non sarà unitario il congresso di Forza Italia in Abruzzo previsto il 13 giugno all’Aurum di Pescara, dove per la prima volta nel partito fondato da Silvio Berlusconi il nuovo presidente e i vertici saranno eletti dagli iscritti, e non più nominati da Roma.
Questo perché, come rivela ad Abruzzoweb Filippo Piccone, 64enne imprenditore, ex consigliere regionale, ex coordinatore degli azzurri, ex parlamentare, ed ex sindaco della sua Celano, è pronto a scendere in campo, rimarcando per l’ennesima volta le sue critiche alla gestione che va avanti dal 2013 dell’attuale segretario, il deputato ed ex presidente del consiglio regionale, il pescarese Nazario Pagano, “troppo chiusa, verticistica, poco propensa all’ascolto”, torna ad incalzare Piccone, forte delle molte tessere portate in dote con il suo ritorno in Fi di un anno fa, e con l’intenzione di recitare un ruolo da protagonista.
Eppure il diktat dei veri dominus del partito, i figli del fondatore, Marina e Piersilvio Berlusconi, era quello di celebrare congressi solo se unitari, per evitare spaccature, ed è stato proprio questo l’ordine del giorno dell’incontro di ieri a Roma, a cui hanno partecipato oltre a Pagano, che mira alla riconferma, e che aveva proposto di lasciare il posto dopo la rielezione in Parlamento, il presidente del Consiglio regionale Lorenzo Sospiri, anche lui determinato a prendere le redini del partito, assieme all’aquilano Roberto Santangelo, assessore regionale alla Cultura e al Sociale e presidente del Consiglio comunale del capoluogo d’Abruzzo, che appoggia Sospiri, e il segretario provinciale dell’Aquila, l’avezzanese Gabriele De Angelis, presidente della società regionale dei trasporti Tua. Una sintesi che va trovata mettendo sul piatto le future candidature alle Politiche del 2027, con molti più pretendenti rispetto ai posti disponibili.
Piccone non è stato invitato e commenta ora con il dente avvelenato, “non so cosa si siano detti e poco mi interessa, una cosa è certa, è stata una svolta positiva quella dei congressi elettivi, ma devono essere veri, contendibili, non si può decidere dall’alto che debbano essere unitari, imponendo un solo candidato, quando nella realtà l’unità non c’è”.
Piccone infine esulta per la vittoria del sindaco di Fdi Settimio Santilli a Celano, sua creatura politica, conferma che Alessio Cesareo sconfitto ad Avezzano non era il candidato giusto per “far sognare i cittadini”, guarda con soddisfazione alla svolta moderata di Fi, auspica la discesa in campo di Marina Berlusconi, pur riconoscendo “l’eccellente lavoro di traghettatore” di Tajani.
E alla fatidica domanda “anche lei per caso vuole candidarsi alle politiche del 2027?” la risposta sorniona è “come si è soliti dire, se il partito chiama sono a disposizione”, che tradotto dal politichese significa “Certo che sì”.
Filippo Piccone, ieri a Roma sul tavolo c’era la necessità di fare un congresso unitario, concreto obiettivo o wishful thinking?
Posso dire questo: insieme con un po’ di amici che rappresentano anime e sensibilità importanti di Forza Italia, abbiamo posto come obiettivo quello di presentare una nostra lista. Quindi se ci saranno altre candidature non sarà un congresso unitario. Ma del resto che questo congresso debba essere unitario non può essere deciso unilinearmente.
Cosa dunque la spinge a scendere in campo, cosa non condivide della gestione dell’attuale segretario?
Vogliamo presentare un’alternativa ai sostenitori e ai tesserati del partito. La gestione del partito a livello regionale è stata troppo chiusa, troppo verticistica, poco incline ad ascoltare tutte le voci del partito, quindi riteniamo che sia arrivato il momento di voltare pagina.
Anche Sospiri mira alla segreteria, non è un mistero…
Sospiri lo stimo, lo seguo con attenzione, c’è un rapporto di amicizia, ma il congresso è una partita a parte.
E’ vero che si è arrabbiato molto per il non essere stato invitato all’incontro a Roma di ieri?
Ma guardi, non so nemmeno che tipo di incontro fosse, né di che cosa si è discusso, e nemmeno mi interessa. Una cosa la posso però dire: non funzionano le decisioni calate dall’alto, non c’è più Silvio Berlusconi e la sua indiscussa autorevolezza. A maggior ragione il partito deve assumere oggi una dimensione democratica, e si deve aprire a tutti coloro che vogliono partecipare a vario titolo in vario modo.
I congressi elettivi al posto delle nomine dall’alto non vanno in questa direzione?
Certo, ma un congresso elettivo a maggior ragione deve essere vero, serve a far partecipare tutti con le stesse opportunità, presuppone una idea di partito aperto, scalabile, contendibile. Ma se dall’alto si impone che debba essere unitario, indicando a prescindere chi debba essere l’unico candidato, significa voler fare un congresso finto, l’opposto di quello che era il condivisibile obiettivo.
Come giudica la gestione di Taiani del partito nazionale?
Buona, è stato fondamentalmente il traghettatore del partito da Berlusconi a una nuova fase e credo che l’abbia fatto in una maniera eccellente, anzi di più. Oggi però credo che anche lui concordi sul fatto che il partito vada aperto, vada reso scalabile.
Al netto dei complimenti a Taiani auspica che a scendere in campo sia Marina Berlusconi?
È Il sogno segreto è un po’ di tutti, ma ho l’impressione è che questo non avverrà.
Nella vicina Avezzano non è andata invece bene: si confermano i dubbi che già aveva espresso sul candidato di Fdi e Fi Alessio Cesareo?Se l’elettore ci punisce dobbiamo interrogarci e capire quali sono
stati gli errori. Ad Avezzano in genere abbiamo elettori moderati, propensi a sostenerci. Io non ho nulla contro Cesareo, ottima persona, ma è abbastanza evidente che non fosse il candidato adatto per far sognare i cittadini avezzanesi. E mi sembra che i risultati lo abbiano confermato.
Infine, anche lei mira ad una candidatura in Parlamento?
Come si è soliti dire, se il partito chiama sono a disposizione…





