PESCARA – ll congresso di Forza Italia del 13 giugno potrebbe ispirare la trama di un avvincente film: da Roma trapela che c’è l’accordo unitario sulla conferma a segretario regionale abruzzese del 67enne deputato e presidente della Commissione Affari costituzionali, Nazario Pagano.

In Abruzzo si assicura che il clima non è di guerra, ma di dialogo per arrivare ad una intesa che possa soddisfare le correnti in campo. Intesa che dunque non ci sarebbe ancora.

È oggi a Pescara ci sarà il momento della verità, con queste due posizioni contrapposte sul tavolo.

La componente di Pagano va a sedersi certa che a Roma, a seguito dell’incontro con il presidente nazionale del partito, vicepremier e Ministro degli Esteri Antonio Tajani, ci sia stato il via libera, con la benedizione di Marina e Pier Silvio, figli del fondatore del partito Silvio Berlusconi, non solo alla sua conferma a coordinatore regionale, di Pagano, ma anche per un terzo mandato a parlamentare, con la candidatura in  un posto blindato alle elezioni politiche del prossimo anno.  Tanto che l’ordine del giorno della riunione sarebbe già sul documento programmatico da presentare prossimo congresso.

E c’è di più: l’altro posto l’utile per un seggio in parlamento – un terzo è difficile che scatti in Abruzzo per Forza Italia –  sarebbe riservato, su precisa indicazione già formulata da Tajani, per Antonella Ballone, teramana 46enne, presidente della Camera di Commercio Gran Sasso. Figlia di Agostino Ballone, patron della società di trasporto Baltour, candidata per Forza Italia alle elezioni europee  del giugno 2025, prima dei non eletti, con 41.916 voti, nella circoscrizione Sud. È componente del Consiglio di amministrazione della compagnia aerea Ita-Lufthansa, indicata nella lista del Ministero dell’Economia e delle Finanze come componente del cda dell’Enav, l’Ente nazionale per l’assistenza al volo, partecipata dello Stato che gestisce lo spazio aereo.

Tocca vedere però cosa faranno le altre due correnti del partito, se si piegheranno alla decisione di Roma oppure ci sarà uno strappo con il rischio concreto di abbandoni clamorosi e rovinosi

Uno scenario funereo è del resto quello appena riassunto per il fronte avverso a Pagano, capeggiato dal presidente del consiglio regionale, il 5oenne Lorenzo Sospiri, che vedeva nel congresso, finalmente elettivo, l’occasione per spodestare dopo tanti anni Pagano, tenuto conto che controllerebbe, direttamente e indirettamente circa 9mila delle 14mila tessere, assieme al suo alleato, il 45enne assessore regionale Roberto Santangelo, anche presidente del Consiglio comunale dell’Aquila, eletto per un secondo mandato alle regionali del marzo 2024, entrato in Forza Italia pochi mesi prima, e risultando primo tra gli azzurri alle urne con 9.600 voti.

Sospiri dovrebbe accontentarsi del posto di vice segretario regionale, una sorta di premio di consolazione. Senza nessuna certezza di una candidatura in Parlamento alla quale legittimamente aspira dopo tre mandati in consiglio regionale.

Uno scenario che spacca oltretutto il fronte, visto che anche l’ambizioso e scalpitante Santangelo rimarrebbe con un pugno di mosche in mano. Ed è anche per questo ragione, da indiscrezioni interne al partito aquilano, che Santangelo avrebbe avviato da tempo contatti con la Lega, segnatamente con il sottosegretario al Lavoro e vice segretario federale Claudio Durigon ed addirittura con Futuro nazionale, nuovo partito di estrema destra e “futurista” dell’eurodeputato ex leghista Roberto Vannacci, dove è passato intanto il suo consigliere comunale dell’Aquila Daniele D’Angelo.

C’è poi il gruppo di Filippo Piccone, 64enne imprenditore, ex consigliere regionale, ex coordinatore degli azzurri, ex parlamentare, ed ex sindaco della sua Celano, che ad Abruzzoweb ha detto chiaro e tondo che un congresso elettivo non può essere imposto dall’alto come unitario, se l’unità non c’è nella realtà, con un solo candidato, ed è pronto a scendere in campo per la segreteria, rimarcando per l’ennesima volta le sue critiche alla gestione “accentratrice” e per nulla “propensa al confronto” dell’intramontabile Pagano.

Ma per Pagano carta davvero vincente, in tal senso, è che senza candidatura unitaria, la sua, il congresso non sarà celebrato, e lui rimarrà in ogni caso in sella. Questa del resto la linea imposta a Tajani dalla famiglia Berlusconi: fare i congressi solo in quelle regioni dove si avrà la garanzia di un candidato condiviso, per scongiurare rese dei conti e risse, viste come la peste ad un anno dalle Politiche e in una fase di forte rinnovamento e riposizionamento del partito.

Quello fin qui illustrato è del resto il quadro che era già emerso nella riunione a Roma dei giorni scorsi, dove Pagano si è presentato con il sindaco di Pescara Carlo Masci, con il segretario provinciale dell’Aquila e presidente della società regionale dei trasporti Tua, Gabriele De Angelis, e con Rita Ettore segretaria provinciale di Teramo.

Mentre con Sospiri e Santangelo c’erano il capogruppo di Fi in consiglio regionale, Emiliano Di Matteo, teramano, e la consigliera regionale Antonietta La Porta, sulmonese.

Pagano potrebbe infine di riproporre, questa volta da una posizione di forza, l’offerta a Sospiri in precedenza già rifiutata: “io vengo riconfermato segretario e mi ricandido in parlamento e poi ti cederò la mano della segreteria regionale”.
Ma Sospiri non dimentica certo che Pagano non ha già onorato la promessa fatta prima delle elezioni politiche del 2022:  se il senatore uscente Pagano fosse stato rieletto deputato, e Sospiri non fosse stato eletto al Senato, come avvenuto, ci sarebbe stato almeno il passaggio di testimone in segreteria. Mai avvenuto. f.t.