L’AQUILA – “Quello dell’Abruzzo è un modello virtuoso, fatto di tante buone pratiche, che delle volte non riusciamo a far emergere nel contesto nazionale. Questo festival vuole dare visibilità e voce alle tante attività che vengono svolte nelle politiche sociali a 360 gradi, perché quando parliamo di sociale parliamo di giovani, anziani, famiglie, inclusione, persone con disabilità, marginalità”.

Così, in un’intervista ad AbruzzoWeb, l’assessore al Sociale Roberto Santangelo, nel presentare la prima edizione di “Insieme – Festival regionale del Sociale”, in programma dal 24 al 26 luglio all’Auditorium del Parco, all’Aquila.

Un momento pubblico di riflessione e di incontro, facendo riferimento anche alle buone pratiche che in questi anni la Regione Abruzzo è riuscita a mettere in campo, ma anche un importante appuntamento politico, con la giornata di apertura del 24 luglio, che vedrà la presenza del vicepresidente del Consiglio dei ministri Antonio Tajani, del ministro per le Disabilità, Alessandra Locatelli e del viceministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Maria Teresa Bellucci.

“Avremo un parterre di interlocutori nazionali, io dico sempre che l’Abruzzo parla a Roma perché vogliamo alzare l’asticella del confronto – sottolinea Santangelo – Vogliamo, attraverso il coinvolgimento di personalità nazionali, accettare la sfida di un confronto anche per migliorarci, non solo per raccontare e parlare come Regione Abruzzo”.

“Apriremo con il vicepremier Tajani all’inaugurazione, quindi poi la presenza autorevole della ministra per le Disabilità Locatelli, la viceministra Teresa Bellucci, che sta avviando la riforma dell’economia sociale che vede impegnato tutto il terzo settore, poi abbiamo tante personalità nazionali, faremo un focus sulla giustizia, sulla recidiva zero, abbiamo il capo del Dap italiano, ci sarà un momento di gemellaggio con tutti i garanti italiani dei detenuti, parleremo di inclusione, di disabilità, di integrazione socio-sanitaria. Avremo tanti eventi in contemporanea perché le tante associazioni che sono presenti porteranno ognuna delle buone pratiche che hanno sviluppato all’interno del terzo settore”.

Tra gli obiettivi raggiunti in questi anni, dice Santangelo: “Siamo riusciti a finanziare una misura con il Fondo Sociale Europeo, per 36 milioni di euro, che si chiama ‘Vita indipendente’. È un percorso di autonomia delle persone con disabilità. Prima c’era una legge che sanciva un diritto, ma non c’erano le risorse per accedere a questa misura. Oggi ci sono 36 milioni di euro per il prossimo quadriennio”.

E ancora, “le borse di studio: noi finanziamo 17 milioni di euro l’anno perché l’Abruzzo ha abolito la figura dell’idoneo non beneficiario. Diamo a tutti gli studenti la possibilità delle borse di studio. Siamo la prima regione in Italia che garantisce il caregiver per minori, ovvero l’assistenza alle persone con malattie gravissime”.

“Un’altra partita importante – aggiunge – è quella della formazione professionale, dell’inclusione verso il mondo del lavoro. Abbiamo avviato adesso un programma da 4 milioni che si chiama Smart Skills, per far emergere le tante professionalità che sono richieste dalle nostre aziende consentendo di fare formazione mirata, perché ci troviamo in un controsenso in cui le aziende chiedono manodopera ma ci sono persone disoccupate che non riescono ad entrare nel mondo del lavoro. Lavorare ad una formazione mirata significa fare il bene della nostra comunità, significa lavorare in sinergia”.

Tornando al festival, “firmeremo un grande manifesto di impegno, di inclusione della nostra regione. Ci sono 10 punti dove ognuno, da cittadino, da presidente di associazione, da componente delle istituzioni, si impegna a rendere migliore la comunità abruzzese. Un patto per l’Abruzzo dove tutti ci impegniamo con le nostre azioni quotidiane a rendere più inclusiva e più accogliente la nostra regione”.

“Queste sono le politiche che fanno anche bene al nostro territorio – evidenzia Santangelo – Le politiche sociali vanno maneggiate con cura, non vanno fatti slogan perché ci sono storie, famiglie, persone, fragilità che vanno sostenute dagli Enti locali e dalla Regione”.

A tal proposito, “stiamo scrivendo il nuovo piano sociale regionale e c’è una grande partecipazione del terzo settore nelle scelte che stiamo portando avanti. Questo penso che sia il modo corretto di fare politica concreta su un servizio delicato”.