L’AQUILA – “I muscoli hanno ‘memoria’, ecco perché a chi non ha potuto allenarsi dopo la chiusura delle palestre per l’emergenza Coronavirus basterà ricominciare gradualmente. Nel giro di un po’ di tempo le cose torneranno a posto. E poi, tutti noi abbiamo bisogno di ricominciare non solo ad allenarci, ma a socializzare”.

Partita la cosiddetta Fase 2, quella delle riaperture graduali di diverse attività commerciali e della possibilità di allenarsi all’aperto, c’è spazio, forse, anche per le palestre chiuse dalla fine di febbraio.

E pure all’Aquila, in attesa di capire dal governo se sarà possibile tornare a sudare come si deve, certo con regole rigidissime da rispettare, dal 18 o dal 25 maggio, oppure se toccherà attendere direttamente il 1* giugno, ci si prepara inevitabilmente a quello che sarà un vero e proprio test, Coronarivus “di ritorno” permettendo.

Lo sa bene Antonio Cicolani – culturista e titolare della storica palestra Olympus, in viale della Croce Rossa 231, aperta h24 sette giorni su sette in tempi “normali” – è pronto per questa nuova sfida.

“Abbiamo spazi di circa 800 metri quadrati su due livelli, quindi la palestra è già predisposta per permettere a tanta gente di allenarsi rispettando il distanziamento. E se ci verrà data l’opportunità di aprire con l’orario di sempre, potremo aumentare l’opportunità di fare attività fisica a tanta gente evitando gli assembramenti. Con al massimo un’ora e mezza di allenamento consentito a persona, indossando le mascherine e rispettando tutte le altre regole igienico-sanitarie del caso, le cose potranno andare bene per questo primo passo verso la normalità”.

“Inoltre – continua – i locali sono stati sanificati pochi giorni prima del lockdown. Ed io avevo già aumentato il numero di disinfettanti a disposizione in diversi angoli della palestra. Sappiamo che per il momento non è possibile utilizzare gli spogliatoi, ma è normale ed è anche giusto che sia così. Per cambiarsi le scarpe, però, lo spazio è assolutamente disponibile e adatto alle esigenze igieniche di tutti”.

“Il messaggio è che si comincia, finalmente, a rivedere la normalità – conclude il bodybuilder aquilano – che poi è ciò che ci è mancato di più in questi mesi senza sudore e socialità in palestra”. (red.)