L’AQUILA – AbruzzoWeb ha pubblicato una lettera sottoscritta dai “lavoratori di Abruzzo Engineering che si distaccano dalle iniziative dello sciopero”, nella quale venivano lanciate dure critiche e accuse nei confronti di quei dipendenti della società in house della Regione Abruzzo che ieri hanno manifestato davanti la Procura della Repubblica dell’Aquila per sensibilizzare la magistratura a fare chiarezza sulla natura ‘in house’ del sodalizio.

Una mail che, in realtà, si è rivelata una vera e propria bufala della quale anche AbruzzoWeb è rimasto vittima. Qualcuno, infatti, si è divertito a inviare il documento con un account di posta elettronica, che si è rivelato poi falso, con il nome di una persona conosciuta da chi scrive e che, pertanto, non ha avuto timori di smentita nel pubblicarla.

A far scattare la famosa campanella è stata una seconda mail ricevuta in redazione, nella quale si chiedeva di mantenere segreta l’identità del mittente per evitare ritorsioni da parte di colleghi all’interno dell’azienda: una richiesta insolita, considerato che nessun cronista potrebbe mai pensare di “sputtanare” ai quattro venti una sua fonte.

Tutto è stato chiarito con un paio di telefonate: la persona in questione non ha mai inviato alcuna mail a nome di nessuno, tantomeno di un gruppo di lavoratori di Abruzzo Engineering che attaccano altri dipendenti che hanno manifestato all’Aquila.

Della vicenda si occuperanno le autorità competenti: divertirsi a scrivere messaggi, a questo punto definibili deliranti, rubando l’identità degli altri non è uno scherzetto. Ma questa è una vicenda che vedrà protagonisti l’autore del falso account di posta elettronica da cui è partito il messaggio e la ‘vittima’ del furto d’identità elettronica.

Passi anche la contestazione che si fa in questi casi: “il giornalista deve verificare le notizie”. Vero. Ma è anche vero che se si deposita il denaro in banca il correntista può stare tranquillo. Il ladro d’identità o ha avuto un grande colpo di sfortuna, creando l’account ‘tarocco’ scegliendo tra tanti nomi proprio uno conosciuto all’interno della redazione, oppure ha giocato sulla buona fede del giornalista.

Il dato inquietante è un altro: perché tentare, maldestramente a quanto pare, di sabotare le manifestazioni e le rivendicazioni dei lavoratori di Abruzzo Engineering? Qual è lo scopo di questo, o questi, personaggi che provano a screditare dipendenti e sindacato? La situazione della società è grave, questa non è una novità: i 19 milioni di euro di buco sui quali dovrà esprimersi l’assemblea dei soci rappresentano un baratro oltre il quale è meglio, per i lavoratori e le casse regionali, non andare. La liquidazione fa comodo a qualcuno?

È evidente come una frattura anche tra i dipendenti esista, anche se non nella misura in cui qualcuno voleva far credere nel falso comunicato: giochetti simili lasciano intendere che ruggini e frizioni sono molto più evidenti di quanto si pensi. (g.a.)

LA FALSA NOTA ARRIVATA ALLA REDAZIONE DI ABRUZZOWEB