ROMA – Terremoto in Francia, la destra doppia Macron. Ma in Europa regge la “maggioranza Ursula” In Germania Afd è secondo partito dopo la Cdu/Csu. In Spagna i socialisti tengono ma vengono superati dai Popolari. In Polonia il partito di Tusk è primo.  Questi i dati salienti dei primi dati restituiti dalle elezioni europee.

Crescono il Partito Popolare Europeo e le destre nazionaliste, tengono le sinistre mentre cedono verdi e liberali, con il clamoroso caso francese che vede la destra del Rassemblement National raccogliere più del doppio dei seggi del partito del presidente Emmanuel Macron, che ha sciolto il Parlamento e convocato nuove elezioni, mentre il premier belga Alexander De Croo si è dimesso dopo i risultati delle elezioni nazionali. Queste le tendenze che emergono dai dati provvisori sulle elezioni europee, con un’affluenza finora stimata al 51%.

Secondo la prima proiezione del Parlamento europeo la cosiddetta maggioranza Ursula (popolari, socialisti, liberali) avrebbe 398 seggi. La maggioranza assoluta è 361. Sulla carta invece non reggerebbe una maggioranza a destra (Ppe, Ecr, Id) perché la somma si ferma a 314. “Abbiamo vinto le elezioni europee”, ha dichiarato la presidente della Commissione europea e spitzenkandidat del Ppe, Ursula von der Leyen. “Costruiremo un bastione contro gli estremisti al Parlamento europeo”, ha aggiunto.

“Invito entrambi gli altri partiti, S&d che è secondo e Renew che è terzo, a unirsi alla alleanza pro-Ue e creare le fondamenta per i prossimi cinque anni. Chiedo loro di rispettare il processo democratico e il risultato delle elezioni sostenendo von der Leyen” per la presidenza della Commissione europea, ha dichiarato il presidente del Gruppo del Ppe, Manfred Weber. “Per noi liberali e socialisti sono piattaforma di partenza per questo mandato. Li invito a confermare la loro volontà di lavorare insieme”, ha aggiunto.

“Negli ultimi cinque anni abbiamo lavorato bene con von der Leyen. Attendiamo i risultati e vediamo il programma. Ma non vedo che cosa potrebbe impedirci di lavorare con lei, ha dichiarato l’eurodeputata e vice presidente dell’Ecr, Anissa Kanko. I socialisti però non ne vogliono sapere di lavorare con i conservatori. “Mi sono congratulato con Ursula von der Leyen e con il Ppe per il risultato. Noi rispettiamo il sistema degli spitzenkandidat. Per noi è importante costruire il programma e sulla base di questo decidere in merito al presidente della Commissione. Ovviamente siamo contrari a ogni coalizione con Id o Ecr”, ha dichiarato il vice presidente del gruppo dei Socialisti e democratici al Pe (S&d), Pedro Marques.

Nella seconda proiezione del Parlamento europeo per la nuova composizione dell’emiciclo il Ppe risulta primo con 186 seggi; seguono i socialisti di S&d con 133; i liberali di Renew con 82; i conservatori di Ecr con 70; i nazionalisti di Id 60; i Verdi con 53; La Sinistra 34. 51 scranni vanno a partiti non iscritti attuali e altri 51a nuovi partiti non ancora nei gruppi.

Un confronto con la composizione attuale del Parlamento europeo risulta difficile in quanto il numero degli eurodeputati passa da 705 a 720. Nel Parlamento uscente il Ppe conta 176 membri (186 la proiezione); S&d passa da 139 a 133; Renew passa da 102 a 82; i Verdi da 71 a 53; l’Ecr da 69 a 70; Id da 49 a 60; La Sinistra da 37 a 34. I non iscritti passano in sostanza da 62 a 102.