L’AQUILA – Dopo il gasdotto di Mutignano, ad esplodere sono le polemiche, contro la società Snam e il suo progetto del mega gasdotto “Rete Adriatica” di 687 chilometri, che dovrebbe attraversare l’Abruzzo aquilano, direzione Foligno in Umbria, con annessa costruzione a Sulmona (L’Aquila) di una centrale di compressione e spinta su una superficie di circa 12 ettari, con 3 turbo compressori alimentati a gas di 11 megawatt termici.

Se infatti il 6 marzo a Mutignano, frazione di Pineto (Teramo) un gasdotto di modeste dimensioni fa è esploso distruggendo tre case, a seguito di uno smottamento dovuto al maltempo, che ha provocato la caduta di un traliccio della corrente sulla condotta, cosa potrebbe accadere in caso di terremoto in un’area fortemente sismica?

A chiederselo e a prendere posizione nelle ultime ore sono il deputato di Sinistra ecologia e libertà Gianni Melilla, la senatrice del Partito democratico Stefania Pezzopane, il presidente degli Usi civici di Paganica San Gregorio, Fernando Galletti, che promette barricate contro il gasdotto che dovrebbe passare a pochi metri dalle case delle due frazioni dell’Aquila, già duramente colpite dal terremoto del 6 aprile 2009.

Già aveva espresso parole dure contro la Snam e il progetto Rete adriatica,  l’assessore regionale all’ambiente Mario Mazzocca.

La Rete Adriatica è però un’infrastruttura “strategica”,  inserita assieme ad altre 248  opere Progetti di Interesse Comunitario, e che beneficia di procedure accelerate di autorizzazione. La battaglia si annuncia dunque tutt’altro che facile.

MELILLA: “IL GOVERNO CI RIPENSI”

“Dopo l’esplosione del gasdotto Snam a Mutignano di Pineto, il Governo Renzi dovrebbe fermarsi e rivedere la sua posizione di acritica accettazione del mega gasdotto “Rete Adriatica”, una infrastruttura di mero attraversamento territoriale che si intende far passare a tutti i costi lungo la dorsale appenninica a forte rischio sismico”.

Questo si legge nel’interrogazione dell’onorevole Melilla Ai Ministri dell’Ambiente Gian Luca Galetti e dello Sviluppo Economico Federica Guidi.

“ Il metanodotto e la centrale – prosegue l’interrogazione – si collocano in un’area ad alto rischio sismico nei pressi della faglia attiva del Monte Morrone. Il sito è incompatibile con il Piano regolatore di Sulmona che prevede una zona a verde agricolo escludendo ogni impianto industriale.

Inoltre la Centrale sarebbe in un contesto ambientale di grande pregio naturalistico, praticamente la porta d’accesso al Parco Nazionale della Majella-Morrone, su cui poggiano tanti progetti di sviluppo turistico in una zona tra le più depresse dal punto di vista occupazionale d’Abruzzo.

Non è ammissibile che le scelte progettuali della Snam, siano ritenute indiscutibili, mentre le delibere di contrarietà, adottate dalle Istituzioni democratiche a tutti i livelli, non siano degne di considerazione alcuna”,

PEZZOPANE. “RIVEDERE IL TRACCIATO DEL GASDOTTO”

“Dopo lo smottamento che il 6 marzo ha provocato l’incendio del metanodotto a Mutignano, nel Comune di Pineto in Abruzzo, è ancora più evidente che il tracciato del gasdotto ‘Rete Adriatica’ va rivisto, per evitare l’attraversamento dell’Appennino e di una delle zone a più alto rischio sismico d’Italia. Se un’ondata di maltempo ha fatto sfiorare la tragedia, non osiamo immaginare cosa succederebbe al metanodotto in caso di terremoto, che purtroppo nella mia regione, come si sa, non è un’eventualità remota”.

Lo dice la senatrice  Pezzopane  che sta predisponendo un’interrogazione urgente da far sotoscrivere a tutti i parlamentari abruzzesi e delle regioni coinvolte.

“L’incidente che è accaduto in Abruzzo la scorsa settimana – prosegue Pezzopane – ha chiarito anche all’opinione pubblica che i gasdotti possono esplodere e dunque che è pericoloso realizzarli, a maggior ragione in territorio sismico come è classificata la Valle Peligna.

Sulla necessità di rivedere il tracciato del metanodotto ‘Rete Adriatica’ si è già espressa con una risoluzione 4 anni fa la Commissione Ambiente della Camera dei Deputati, seguita dalle Regioni Abruzzo e Umbria.

Dopo questa esplosione è a noi tutti ancora più chiaro che Stato e Regioni devono sedersi ad un tavolo e che il governo deve accedere all’idea di rivedere il tracciato. Esistono le alternative – conclude Stefania Pezzopane – e devono essere praticate. “

USI CIVICI PAGANICA SAN GREGORIO: “DIFFIDIAMO IL MINSTERO”

“Siamo pronti ad inoltrare una delibera di diffida nei confronti del Ministero dello sviluppo economico. Quella contro la realizzazione del gasdotto Snam è una battaglia che riguarda tutto il territorio della provincia dell’Aquila e che dobbiamo portare avanti con ogni mezzo. Alla luce dell’esplosione del metanodotto Snam avvenuta la scorsa settimana a Mutignano, non possiamo permettere come Amministrazione separata di Beni di uso civico la realizzazione di un’opera inutile e soprattutto pericolosa per il territorio aquilano ad alto rischio sismico”.

Lo afferma il presidente degli Usi Civici Paganica San Gregorio Fernando Galletti, che riunirà domani, mercoledì 11 marzo, alle ore 18.00 presso il Centro civico di Paganica, un’assemblea per discutere e formalizzare le azioni da intraprendere contro la realizzazione del gasdotto.