L’AQUILA – “È il terzo furto che subisco in 3 anni e lo stesso avviene a tante piccole aziende edili. Ci sentiamo sempre indifesi, anche perché le pattuglie delle forze dell’ordine sono poche e non possono coprire tutto il territorio”.
A parlare ad AbruzzoWeb è Tony De Amicis, titolare di una piccola impresa edile di Civita di Bagno, frazione dell’Aquila.
Domenica notte ha subito il furto di un bobcat, dal valore di 40 mila euro, che aveva appena finito di pagare a rate, di un trattore, poi ritrovato, e anche di numerose taniche di gasolio.
Ma quello che più spaventa De Amicis e tanti titolari di ditte bersagliate da piccoli e grandi furti e che i ladri hanno agito indisturbati.
“Un vicino di casa ha sentito molte voci, dunque in azione era una vera e propria banda di ladri, e ha sentito anche i rumori dei mezzi di passaggio, ma pensava che fossimo noi che andavamo al lavoro e non si è allarmato- racconta l’imprenditore – Il furto lo abbiamo scoperto il mattino dopo, abbiamo chiamato la Polizia e sporto denuncia”.
“Dopo poche ore abbiamo trovato il trattore dietro la chiesa inagibile della Madonna degli Angeli sulla Mausonia, poco distante dalla mia rimessa – aggiunge – È avvenuto infatti, come hanno confermato le forze dell’ordine, che il camion che doveva portare via il bobcat si era impantanato, così i ladri sono venuti a prendersi anche il trattore per tirarlo fuori dal fango, hanno poi caricato il bobcat sul camion e sono spariti e lasciato lì l’altro mezzo”.
Un’operazione lunga e complessa, non certo mordi e fuggi, che i malviventi sono riusciti a mettere a segno in tutta tranquillità.
“Io ho subito altri due furti nel 2014 e nel 2015 di attrezzature varie, anche qui un danno di migliaia di euro, che per una piccola ditta incidono non poco – spiega poi De Amicis – Serve maggiore presidio del territorio, soprattutto di notte, anche i furti nelle case sono numerosi, ma di pattuglie non se ne vedono”.
E conclude amareggiato, “diciamo le cose come stanno, prima del terremoto del 2009 i furti di questo genere erano molti di meno. Poi con la ricostruzione sono arrivate centinaia e centinaia di persone a lavorare nel cratere, e credo che tra loro ci sia anche qualche delinquente, per di più ‘professionista’ del settore”.






