L’AQUILA – “Siamo venuti a conoscenza che a causa delle continue difficoltà che regolarmente si evidenziano nelle nostra Regione, per lo svolgimento di qualsiasi verifica zootecnica, l’Ente Nazionale della Cinofilia Italiana con delibera unanime del Consiglio Direttivo ha intenzione di dismettere dagli investimenti programmati sul nostro territorio, inserendo tra queste anche la manifestazione internazionale di Campo Felice”.

È un grido di dolore quello lanciato da Romeo Ciuffoletti, dello Chalet Campo Felice, che si trova a Rocca di Cambio (L’Aquila) 

“Ricordo che queste manifestazioni riversano nel nostro territorio un indotto di dimensioni molto più che importanti e che nei primi 10 giorni di luglio, il nostro territorio partendo dall’Aquila proseguendo per Lucoli, Rocca di Cambio, Rocca di Mezzo, Ovindoli, Celano, Avezzano, La Duchessa ecc., viene pacificamente invaso da migliaia di cinofili provenienti da tutta Italia e da molti paesi europei. La passione per la cinofilia, legata a importanti verifiche anche a servizio e tutela del nostro ambiente è una meravigliosa malattia che contagia migliaia di persone. La nostra Regione per le sue caratteristiche è un territorio vocato da sempre per questo tipo di iniziative. Infatti non a caso si è cercato di coadiuvare l’Ente Nazionale della Cinofilia Italiana nelle varie iniziative, che hanno previsto investimenti importanti da parte dell’Ente e che hanno contribuito a dare un’opportunità agli operatori turistici della zona in periodi non di certo favorevoli. Ora di fronte alla continua e costante difficoltà per ottenere le autorizzazioni dagli Enti Preposti, L’Enci getta la spugna anche di fronte ad altre proposte provenienti da altre Regioni pronte a sostituirci”, si legge ancora nella nota.

“A scanso di equivoci i problemi non sono ne ambientali e ne di ambientalisti. Molto più semplicemente è la nostra atavica capacità nel non saper fare turismo. È mai possibile che nessuna delle istituzioni coinvolte o coinvolgibili, sia in grado di aprire un tavolo di discussione tendente a risolvere i problemi delle manifestazioni cinofile programmate e programmabili. Noi non vorremmo essere coinvolti nella spirale della ‘decrescita infelice’. Il turismo si fa sul territorio, con la programmazione, con le iniziative, con la formazione, con l’ amore per la natura. Non si fa solo vietando “certo il rispetto delle leggi e delle disposizioni è fondamentale”. Dopo questo ulteriore colpo alla nostra economia, parafrasando Benigni ‘non ci resta che piangere’. Ci rifiutiamo di credere che la Regione, già informata personalmente della decisione dal presidente Dino Muto, possa rimanere immobile. Speriamo che al nostro grido di dolore seguano fatti concreti, piuttosto che le onoranze funebri per questo specifico settore turistico”, conclude.