L’AQUILA – La sanità pubblica che funziona, e che offre prestazioni accessibili a tutti i cittadini, a costi nemmeno comparabili con quella delle cliniche private.
Anche in Abruzzo, che tra le sue tante eccellenze vanta il reparto di neurofisiopatologia, diretto da Alfonso Marrelli e dove opera il dottor Claudio Martinazzo., responsabile dell’ambulatorio tossina botulinica. Da lui arrivano molti pazienti da fuori provincia, aumentando la provvidenziale mobilità attiva della Asl aquilana, salutare anche per ”curare” bilanci.
Per curare patologie fortemente debilitanti, molto di più di quello che si possa pensare, come l’iperidrosi, ovvero l’eccessiva sudorazione, di cui si ignora la causa, che interessa in particolar modo mani, piedi e ascelle.
E ancora l’emicrania cronica, la spasticità ad arti inferiori e superiori, e le distonie, alterazioni del movimento anch’esse con causa ignota.
Tutte patologie su cui si interviene, con straordinari risultati, con le infiltrazioni la tossina botulitica, proteina neurotossica prodotta dal batterio Clostridium botulinum.
“La stessa che si forma nelle marmellate e passate di pomodoro mal preparate e mal conservate – spiega Martinazzo – e che può essere letale. Ma in piccole dosi controllate è straordinariamente efficace per i quattro trattamenti che vengono effettuati qui al San Salvatore”.
I pazienti trattati, nell’ultimo anno sono stati ben 116, alcuni più volte: per la distonia 25, di cui il 28% da fuori provincia, e da altre regioni, Lazio sopratutto. Per la spasticità 25, di cui il 24% da fuori, per l’emicrania 6, di cui il 3 da fuori. Infine per iperidrosi 21, di cui il 19% da fuori.
Ma l’orgoglio di Martinazzo è che i trattamenti sono esentati da pagamento, passati dalla Asl in base al reddito, e non superano in ogni caso le 100 euro.
“Alcuni pazienti mi hanno testimoniato che a Roma, in una clinica privata, per la stessa prestazione per curare l’iperidrosi ha dovuto pagare oltre 2.500 mila. euro. Qui costa 92 euro con il ticket”.
Entrando nel dettaglio, Martinazzo spiega che “la spasticità ad arti inferiori e superiori, si manifesta a seguito di ictus, sclerosi multipla, e di traumi encefalici e al midollo spinale. Da una lesione del sistema nervoso centrale, insomma, quale che sia la causa. La spasticità ha del resto una funzionalità, sopperisce alla forza venuta meno, è un meccanismo di autodifesa. Con le infiltrazioni di botulino nei gruppi muscolari, si riescono ad ottenere però grandi miglioramenti”
Stesso trattamento è adottato per le distonie, alterazioni del movimento di causa ignota, in gergo medico di “natura idiopatica”, come ad esempio emispasmo facciale, con dolori e posture forzate, tremori, e con grande soddisfazione, per l’emicrania cronica, che incide sulla qualità della vita di una persona in modo devastante. Anche qui da pochi anni si è scoperto che infiltrando tossina botulinica in determinati punti, 31 per la precisione, l’emicrania, per un meccanismo ancora sconosciuto, scompare anche fino a sei mesi, anche nei casi dove i farmaci si sono rivelati inefficaci.
Infine la vera specialità dell’ospedale dell’Aquila, l’iperidrosi, la sudorazione eccessiva. Le parti colpite sono i piedi, le mani e le ascelle. Anche in questo caso si usa tossina botulinica, fuori indicazione per mani e piedi. Il risultato è strabiliante, con una seduta di massimo un’ora, il problema scompare.
“Sappiamo solo che la sudorazione è causata dalla acetilcolina, e la tossina botulinica riesce a debellarla, non sappiamo perché alcuni pazienti hanno questo problema, e altri no. Abbiamo fatto congressi e convegni su questa patologia, che non va sottovalutata. L’iper sudorazione è fortemente invalidante, dal punto di vista sociale, non è facile vivere bene con i piedi perennemente bagnati, non solo per problemi di cattivo odore, ma anche ferite, abrasioni e infezioni”.
Infine la rivelazione, e un cruccio che assilla Martinazzo.
“Andrò in pensione tra tre anni, il mio auspicio è che ci sia al San Salvatore persone che possano portare avanti questo servizio, con le dovute competenze, con la mia stessa dedizione e passione”. Filippo Tronca



