PESCARA – “I disagi alla rete elettrica dovrebbero cominciare a diminuire già nella giornata di oggi, a partire dalle prossime ore”. Ad assicurarlo Carlo Tamburi, country manager Italia di Enel, che parla dopo le feroci polemiche scattante dalla mancanza di energia nei drammatici giorni dell’emergenza neve in Abruzzo, dove ieri come reso noto dal presidente della Regione Abruzzo Luciano D’Alfonso le utenze elettriche in attesa di rialimentazione per le necessità degli abruzzesi sono 33 mila. L’emergenza è rientrata nelle Provincie di Chieti e Pescara, dove si continua a lavorare per rialimentare utenze residue sparse. Critica resta la situaizone nella provincia di Teramo dove restano attualmente 14.000 clienti senza corrente elettrica di cui 4.000 in Comuni non raggiungibili e altri 1.000 in frazioni isolate.
“Questione di ore – assicura Tamburi – e l’emergenza blackout nei luoghi colpiti da maltempo e neve si dovrebbe concludere, ma ora dobbiamo ricostruire in modo sostenibile interi tratti di rete elettrica. E potremmo trovarci a farlo in condizioni altrettanto estreme. Due o tre metri di neve da smaltire, con rischio di slavine e inondazioni, possono essere un problema. Quindi chiediamo anche in questa fase la collaborazione delle istituzioni locali”, in primis i sindaci.
“Sono caduti pali e tralicci sotto il peso dei manicotti di ghiaccio – spiega Tamburi – Dunque si sono interrotte 200 linee, impattando su 3.000 chilometri di rete, metà della rete di media tensione abruzzese. Ma muoversi su 10.000 chilometri quadrati, tra stradine comunali per andare alle frazioni isolate è veramente complicato. Abbiamo impegnato 1450 tecnici, 500 mezzi e 500 gruppi elettrogeni richiamati da tutta Italia. E i nostri uomini hanno lavorato in condizioni ai limiti della sicurezza, rialimentando oltre 190 mila famiglie”.
“Abbiamo collaborato perfettamente con la Protezione civile, i Vigili del Fuoco e le Prefetture. Davvero un salto di qualità nel coordinamento rispetto al blackout del 2015. C’è stato il coordinamento di tutti. Ma con alcuni sindaci ha funzionato, con altri meno. È il Comune che decide dove far arrivare, per esempio, lo spalatore dell’esercito”.
Tamburi però boccia l’ipotesi, troppo costosa di interrare la rete.
“I costi sarebbero alti, un miliardo soltanto per l’Abruzzo. Senza contare i limiti del territorio e le difficoltà di gestione dei guasti”.
Tamburi conclude di non ricordare altre emergenze “così complicate”. E agiunge “Non voglio dire di chi è la colpa della viabilità, però se le nostre squadre devono fare un intervento e anche d’urgenza è necessario che la strada sia accessibile. Per questo adesso con un piano condiviso sarà più facile agire”.



