L’AQUILA – In Abruzzo anche quest’anno è emergenza asili nido, con domande quasi doppie rispetto alla disponibilità di posti, e centinaia di bambini e bambine fino ai 3 anni che rischiano restare fuori dalla porta.
Il governo promette nuove leggi ad hoc e risorse a go go, ma intanto, in nome della spending review, non ha rifinanziato il bando a favore delle strutture della prima infanzia e la Regione Abruzzo, a poche settimane dall’apertura degli asili, cerca di metterci una pezza a colori, trovando risorse nelle pieghe del bilancio.
A pagarne le spese sono le famiglie, in particolare quelle meno abbienti, e quelle in cui lavorano sia madre che il padre, che vivono settimane di incertezza, e non possono permettersi un asilo privato o una baby sitter.
In Abruzzo, secondo il “Rapporto Cerco asilo” elaborato da Cittadinanza attiva, e relativo alla stagione 2012-2013, sono operativi 66 asili nido comunali, di cui 26 nei quattro comuni capoluogo, con 1.900 posti circa disponibili. A essi si aggiungono 52 strutture private, che mettono sul mercato, spesso in convenzione con la Regione, altri 730 posti.
Il costo medio per un asilo pubblico abruzzese per un tempo pieno è di 255 euro al mese, ma le famiglie indigenti non pagano nulla o poche decine di euro. E sono previste esenzioni per disabili, famiglie numerose e così via.
Il fabbisogno resta, però, di gran lunga superiore. Gli asili sono pochi, il personale scarseggia, i costi di gestione sempre più elevati, e le casse dei Comuni sempre più vuote.
Anche per quest’anno si rischia, così, di confermare l’altissimo numero di bimbi esclusi, che nel 2012-2013 è stata del 33 per cento, pari alla media, se può consolare, con la situazione nelle altre regioni italiane, comunque disastrosa se confrontata a livello europeo.
A lanciare l’allarme con particolare vigore in queste ore è Piero Romanelli, assessore al ramo del Comune di Teramo, dove a restare esclusi, nei 6 asili comunali con una capienza di 250 posti, sono 115 bambini e bambine.
“Rischiamo di non poter accogliere nei nostri sei asili nido la metà delle richieste. Ho sollevato il problema all’assessore regionale Marinella Sclocco – svela ad AbruzzoWeb – che mi risposto che voleva prima studiare il problema rimandando le scelte a settembre. Gli ho fatto notare che a settembre sarebbe stato un po’ tardi, visto che gli asili nido sono prossimi alla riapertura e dobbiamo dire subito alle famiglie se possiamo accogliere o meno il loro bambino!”.
La richiesta dell’assessore è che venga rifinanziato immediatamente il settore, come avvenuto l’anno scorso grazie ad un finanziamento statale di 1 milione e 581 mila, che in Abruzzo è stato ridistribuito con il bando “Nido Anch’io”a favore degli asili nido di 27 comuni.
La Regione, per ora, si è limitata a inviare lettere ai Comuni per aggiornare il computo del fabbisogno, e a fare pressing sul governo. Sindaci, famiglie e maestre sono in febbrile attesa di una variazione di bilancio.
Situazione particolarmente critica a Pescara, che già nell’anno 2012-2013 ha battuto in Abruzzo un poco invidiabile record: solo il 52 per cento dei richiedenti ha potuto frequentare uno dei sette asili comunali, che offrono complessivamente 200 posti.
Per la stagione entrante le domande sono ben 323, e di queste per ora ne sono state ammesse 135.
Anche qui, spiegano nell’ufficio comunale che raccoglie le domande e offre assistenza alle famiglie, se non arriveranno risorse saranno problemi seri.
Anna Ferrante, referente per l’Abruzzo gruppo nazionale nidi infanzia, invita ad andare alla radice del problema: nell’Italia degli sprechi ancora non esiste una legge che garantisca fondi certi alle strutture della prima infanzia. Ma qualcosa per fortuna sta per cambiare.
“Parto da un presupposto – spiega la Ferrante – la Comunità europea ha bacchettato l’Italia perché la percentuale dei bambini che frequenta gli asili nido sono ben lontani dalla media europea del 33 per cento, obiettivo da centrare nel 2020. La svolta dunque potrà arrivare solo se sarà approvata, come spero, il disegno di legge 1260 ‘sul governo pubblico del sistema integrato degli asili nido e le scuole dell’infanzia’, promossa dalla senatrice del Partito democratico Francesca Puglisi“.
“Solo in questo modo anche gli asili nido abruzzesi ora finanziati anno per anno con bandi specifici, e nella perpetua incertezza, potranno avere risorse certe ed adeguate”, sottolinea.
“I Comuni – aggiunge la Ferrante – non possono riuscire a tenere aperti gli asili nido con le loro scarse dotazioni economiche. Un bambino costa tutto compreso 1.000 euro al mese circa. Il 50 per cento di questo costo deve essere coperto dallo Stato. Un atto imprescindibile: parliamo di un servizio alla persona importantissimi, non si può fare spendig review sui diritti essenziali”.




