PESCARA – Joe Biden è a un passo dai 270 grandi elettori necessari per conquistare la Casa Bianca. Dopo la vittoria di Michigan e Wisconsin al candidato democratico basta vincere in uno soltanto degli stati in bilico dove ancora lo spoglio non è terminato.
Attualmente il candidato democratico è a quota 264 grandi elettori. Il presidente uscente, il repubblicano Donald Trump, è a quota 214.
Gli stati in bilico sono Pennsylvania (20 grandi elettori), Georgia (16), Carolina del Nord (15) e Nevada (6).
Biden è in vantaggio in Nevada, seppure di poche migliaia di voti e per lui sarebbe sufficiente una vittoria, seppure di misura in questo Stato.
Trump è in vantaggio in Georgia, North Carolina e in Pennsylvania ma i margini si stanno riducendo, soprattutto di Georgia, man mano che si sta procedendo allo spoglio del voto postale.
Non è un caso che Trump, temendo la sconfitta, dopo aver cantato vittoria ieri mattina, in base ai primi risultati, torna ad agitare lo spettro dei brogli, e attacca minacciando di rivolgersi alla Corte Suprema.
“La scorsa notte – ha scritto l’attuale presidente americano su Twitter – ero avanti, spesso saldamente, in molti stati chiave, in quasi tutti quelli governati e controllati dai democratici. Poi, ad uno ad uno, i vantaggi sono magicamente scomparsi, nel momento in cui sono state contate discariche di schede a sorpresa. Molto strano”.
A settembre Trump aveva del resto detto che non ci sarebbe stata da parte sua, in caso di sconfitta, una transizione tranquilla del potere.
Lo staff di Biden giudica ‘scandalose’ le sue accuse: ‘Rischia una sconfitta imbarazzante se ricorre alla Corte Suprema per le elezioni’.
Wall Street ha ieri chiuso in forte rialzo. Il Dow Jones sale dell’1,35% a 27.849,84 punti, il Nasdaq avanza del 3,85% a 11.590,78 punti mentre lo S&P 500 mette a segno un progresso del 2,21% a 3.443,53 punti.
ll candidato dem parla già da inquilino della Casa Bianca. “Una volta finite le elezioni sarò il presidente di tutti”, ha detto Biden, che nel voto popolare, con oltre 70 milioni di preferenze, ha superato il record storico di Barack Obama nel 2008.






