L’AQUILA – “Sul Gran Sasso science institute sì, sulle elezioni Univaq no. Non faccio parte di Univaq dal settembre 2022. Non ho niente a che fare. Sono dipendente del Gssi”. Poi il cortese rifiuto di rilasciare una intervista anche sul solo bilancio e sulle prospettive del Gssi, visto che “già tutto è stato detto all’inaugurazione dell’anno accademico”, nei giorni scorsi.
Questo il riscontro, dopo tanti contatti precedenti, della rettrice del Gssi dell’Aquila, Paola Inverardi, potente ex rettrice dell’Università dell’Aquila, ed ex docente di informatica, alle ripetute richieste di Abruzzoweb di esprimere un suo punto di vista e una presa di posizione sulla partita dell’elezione del nuovo rettore, che si terrà a maggio, per decidere chi sarà per i prossimi sei anni, fino al 2031, il successore di Edoardo Alesse, che non potrà essere ricandidato per un secondo mandato alla luce delle norme vigenti.
E almeno, visto il primo rifiuto, di fare il punto sulle prospettive della scuola di alta formazione di livello nazionale da lei guidata, fondata nel 2012 come ente sperimentale, diventata scuola di dottorato dal 2016, oggi di fatto prestigioso secondo ateneo aquilano, per molti il primo e che toglie spazio vitale a quello ufficiale, con circa 170 studenti di dottorato, 79 tra professori e ricercatori, 51 post-doc e 40 componenti dello staff amministrativo, che dalla sua nascita ha messo a bilancio 76 milioni di euro di fondi competitivi, la maggior parte per progetti di ricerca di respiro internazionale.
Richiesta dunque non oziosa, nel primo e nel secondo caso, ma rispedita al mittente, soprattutto perché questa testata ha riferito, basandosi su plurime fonti attendibili dentro l’ateneo, che Inverardi non sarebbe affatto fuori dalla partita dell’elezione del nuovo rettore, tanto che è pronto a scendere in campo il giovane docente Fabio Graziosi, professore di Telecomunicazioni, direttore del dipartimento di Ingegneria e Scienze dell’Informazione e Matematica (Disim). Considerato il delfino del rettore uscente Alesse, ma prima, in tempi non sospetti, “creatura” di Inverardi quando era a capo dell’ateneo aquilano.
A novembre Alesse è stato nominato presidente di Hamu, acronimo che sta per Hub Abruzzo, Marche, Umbria, associazione a cui partecipano tutte le Università delle tre regioni, le associazioni confindustriali e alcune delle più prestigiose Fondazioni finanziarie e culturali e che ha come mission progetti di ricerca applicata basati sull’incontro tra scienza e imprenditorialità,
E del sistema Hamu fa parte Fabio Graziosi, come presidente di Vitality, uno dei progetti di punta di Hamu, un ecosistema dell’Innovazione finanziato dal Ministero dell’Università e della Ricerca nell’ambito del Pnrr già finanziato con ben 120 milioni di euro per la valorizzazione dei risultati della ricerca, l’agevolazione del trasferimento tecnologico e l’accelerazione della trasformazione digitale dei processi produttivi delle imprese in un’ottica di sostenibilità economica e ambientale e di impatto sociale sul territorio.
La potente ex rettrice, negli anni scorsi nei tavoli del centrosinistra per la candidatura a sindaco dell’Aquila, a tempo ritenuta la regista di ogni operazione, sarebbe al lavoro per spianare la strada a Graziosi, che come lei nelle passate settimane ha declinato l’invito alla intervista da parte di Abruzzoweb, davanti alle candidature antagoniste, ad oggi unica certa quella dell’epidemiologo ed esponente dell’area medica, Marco Valenti, direttore del Centro regionale Autismo, componente del Comitato Etico Regionale per gli studi clinici, e consigliere dell’Ordine dei Medici dell’Aquila.
Con probabile discesa in campo anche del professore di Diritto Costituzionale Fabrizio Politi, vicedirettore del dipartimento di Ingegneria industriale dell’informazione e di Economia (Diiie)
E c’è chi assicura proponendo le classiche candidature di “disturbo” nei dipartimenti strategici per drenare voti a Valente ed eventualmente a Politi. Ma al momento il toto nomi impazza e tutti, soprattutto i favoriti, sono ancora sotto coperta.






