SULMONA – Battaglia politica a Sulmona (L’Aquila), con le elezioni comunali del prossimo 5 giugno che vedono 7 candidati sostenuti da 19 liste.

Ieri, in piazza XX Settembre, circa 2 mila persone hanno partecipato al comizio del candidato sindaco Bruno Di Masci, del raggrupamento civili “La città che vogliamo”, comizio che ha suscitato la reazione degli esponenti della coalizione “Noi per Sulmona” a sostegno del candidato sindaco Annamaria Casini. 

“Sono orgoglioso, contento e commosso, da venti anni non si vedeva una piazza con un fiume di gente presente ad una manifestazione politica. Questo è il segno, chiaro a tutti, che siamo sulla strada giusta”, le parole di Di Masci. 

“Sono stato confortato da tanta presenza – ha aggiunto – ho toccato con mano l’entusiasmo del raggruppamento e degli elettori a noi vicini, tra cui tanti giovani, per il nostro programma di rinascita della città di Sulmona. Tanta gente significa soprattutto la credibilità e validità di questo progetto che porteremo avanti perché Sulmona torni ad essere vero capoluogo del Centro Abruzzo e tra le città che in Abruzzo possono ancora contare”. 

“Particolare gratitudine esprimo ai giovani che numerosi, sul palco e in piazza, hanno preso parte al comizio e parlando prima delle mie conclusioni hanno detto cose importanti, a testimonianza del loro entusiasmo per questo progetto”, ha sottolineato ancora il candidato sindaco. 

Di Masci ha presentato il patto civico da stipulare con la cittadinanza sulmonese. 

“Ho parlato della necessità di rimettere in moto la macchina comunale, di sbloccare i fondi del post-terremoto per la ristrutturazione e messa in sicurezza di immobili, restituendo edifici migliori e sicuri ai proprietari e rilanciando il comparto dell’edilizia. Ho poi rinnovato i miei impegni per unire il capitale di risorse rappresentato da imprenditori, professionisti, associazioni di categoria e sindacati, associazioni della cultura e dello sport, che sono numerosi in questa città e il capitale rappresentato dalle potenzialità di questo territorio, quelle ambientali, quelle culturali, quelle delle nostre tradizioni e delle nostre tipicità – ha proseguito Di Masci – lavorando su questo progetto invertiremo la rotta e dal declino attuale Sulmona tornerà a vivere una vita normale”.   

Quindi il candidato sindaco ha ricordato che “£metterò a frutto le mie capacità, la mia concretezza, la mia tenacia e la mia decisione per essere pienamente al servizio della città. Non sarò sindaco solo nel palazzo, dove comunque le porte saranno sempre aperte a tutti i cittadini ma sarò presente anche in città, per ascoltare i cittadini, raccogliere i loro suggerimenti, le loro idee e proposte, le loro segnalazioni”. 

“Sarò sindaco di tutti i sulmonesi e a tempo pieno a loro servizio”, ha concluso.

I CASINIANI: “OSSESSIONATO DAL PASSATO”

A Di Masci hanno replicato gli esponenti della coalizione “Noi per Sulmona”, a sostegno di Annamaria Casini. 

“Ossessionato dal passato – hanno polemizzato – il futuro non gli appartiene. I componenti della coalizione a sostegno dell’ex sindaco Bruno Di Masci hanno ingenuamente ammesso di avere un unico argomento: il passato”.

“Passato che a Bruno Di Masci – hanno proseguito – non è bastato quando gli elettori lo hanno bocciato sia nel 2005 alla Regione sia nel 2006 al Senato. E ancora nel 2008, quando è stato sconfitto alle primarie del suo partito, senza poter nemmeno provare a tornare in Regione. E non poteva essere altrimenti: chi ha amministrato prima del 2000, senza patto di stabilità e con la Lira, non può che possedere ricette inadeguate. Lo confermano loro stessi, annunciando nel programma del candidato Di Masci una riorganizzazione della macchina amministrativa comunale con una delibera di Giunta, dimenticando che i criteri di organizzazione degli uffici vengono dettati dal Consiglio comunale”. 

“Infatti – hanno detto infine – è documentato nel Tuel, decreto 267 del 2000, anno in cui il sindaco di allora, Bruno Di Masci, divenne ex. Parliamo del secolo scorso, perché solo di questo possono parlare. Loro rappresentano il passato, dietro le nostre spalle. Noi il futuro, davanti agli occhi”.