L’AQUILA – Nuovi scontri sulla ‘data ballerina’ delle prossime elezioni regionali, che sembra ormai poter essere fissata a maggio 2014 sulla scorta di un parere dell’Avvocatura di Stato che dà l’ok alla proroga di 2 mesi del termine massimo di marzo, in nome del risparmio di risorse pubbliche.

Ieri la senatrice del Partito democratico Stefania Pezzopane ha parlato di “sensibilità sospetta” del governatore, Gianni Chiodi, e del presidente del Consiglio regionale, Nazario Pagano, nel cercare di risparmiare 8 milioni di euro con il voto a maggio.

Oggi la replica rabbiosa di Pagano, “dichiarazioni non da politico, ma da dilettante della politica”, con l’accusa alla Pezzopane di essere “nata funzionario di partito, che rimane la sua unica qualifica professionale e umana”.

Non si è fatta mancare la controreplica: “Intervento isterico e grossolano, è l’espressione eloquente di chi teme di perdere la poltrona, a cui intende rimanere attaccato, oltre che di un maschilismo gretto”.

PAGANO: “PUO’ FARE SOLO LA FUNZIONARIA DI PARTITO”

“Una campagna elettorale senza fine è quella della senatrice Pezzopane. Una sindrome da affaticamento da urne, che la porta a fare dichiarazioni non da politico, ma da dilettante della politica. Grave, per chi come lei è nata funzionario di partito, che rimane la sua unica qualifica professionale e umana”.

Lo afferma il presidente del Consiglio regionale Nazario Pagano, commentando le dichiarazioni della senatrice Pezzopane sulla data delle prossime regionali.

“Sulla questione della election day a maggio – sottolinea Pagano – la Senatrice dispensa luoghi comuni, in un mix di populismo e pressappochismo, ignorando volutamente quello che è davanti agli occhi dell’Italia intera, se è vero come è vero che l’Abruzzo da Regione canaglia è passata a essere, nel corso dell’attuale legislatura, Regione di riferimento”.

“Infatti, in tema di contenimento dei costi della politica, la Regione Abruzzo ha anticipato molti interventi, solo recentemente imposti alle Regioni dai provvedimenti sulla spending review, riguardanti la riduzione degli emolumenti dei consiglieri e l’eliminazione del vitalizio, ma anche il sistema di controllo sulla spesa pubblica regionale nel suo complesso e su quella dei gruppi consiliari in particolare”, rivendica.

Pagano ricorda ancora che “proprio per questo la nostra Regione, in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra Stato e Regioni, è stata unanimemente individuata fra le più virtuose. Per non parlare del fatto – rincara – che l’Abruzzo era stato commissariato per il debito sulla sanità e che, grazie all’azione efficace della maggioranza guidata da Chiodi, è riuscito a venirne fuori, mettendo in ordine i conti e assicurando ai cittadini una sanità più equa e di qualità”.

“Le esternazioni della senatrice Pezzopane non vanno certo nel solco democratico di un’azione finalizzata al bene esclusivo della comunità che dovrebbe rappresentare in Parlamento – conclude il presidente – ma sono la evidente manifestazione di un interesse di parte, meglio ancora dell’interesse del suo partito”.

PEZZOPANE: “ISTERICO E MASCHILISTA, HA PAURA”

“Se Pagano ha perso l’aplomb istituzionale che si conviene a un presidente del Consiglio regionale, evidentemente si è sentito punto sul vivo. Il suo intervento, isterico e grossolano, è l’espressione eloquente di chi teme di perdere la poltrona, a cui intende rimanere attaccato, oltre che di un maschilismo gretto”.

Questa la replica altrettanto velenosa della Pezzopane.

“Forse ha il sentore che il seggio in Consiglio regionale, dopo tanti anni, comincia a vacillare e cerca di rimanerci incollato quanto più può – attacca l’esponente del Pd – Oltretutto, abituato com’è a rimanere nelle retrovie da almeno 15 anni, ora che ha dovuto forzare la mano a leggi e regolamenti, non ha il physique du rôle per reggere le critiche conseguenti alle sue azioni. Reagisce con l’insulto isterico”.

Secondo la senatrice, “il Consiglio regionale, con il voto di ieri, ha violato l’art. 14 dello Statuto. Infatti in caso di rinvio – afferma – la Regione verrebbe consegnata a una paralisi, visto che, come chiarisce il parere dell’Avvocatura dello Stato, dalla scadenza naturale del Consiglio regionale, a metà dicembre, fino alla proclamazione dei nuovi eletti, il Presidente della Giunta e il Consiglio regionale si dovrebbero limitare all’ordinaria amministrazione”.

“Inoltre, per evitare il rischio di un giudizio di incostituzionalità sull’accorpamento tra elezioni regionali ed europee – continua ancora – l’Avvocatura dello Stato ritiene necessaria  una modifica della legge elettorale regionale, che implicherebbe per i consiglieri una deliberazione di proroga delle attività da marzo a maggio,  cosa che consentirebbe loro di avere 6 mesi di stipendio in più e di rinviare di 6 mesi il taglio da 45 a 31 dei consiglieri regionali”.

Infine, secondo la Pezzopane “tutto ciò comporterebbe, a causa della mancata programmazione, una serie di danni incalcolabili per la comunità abruzzese, i territori e le imprese, che avrebbero bisogno di ben altro per il lavoro, il sociale, la ricostruzione, il sostegno ai comuni in difficoltà, oltre al mancato taglio dei costi della politica. Quanto a me – risponde alla nota di Pagano – non ho mai avuto paura delle elezioni e lo testimoniano i risultati, ogni volta che mi sono candidata”.

“Faccio politica per piacere e volere, sono una senatrice eletta in regolari elezioni, ci sono arrivata vincendo le primarie, le mie doti umane e politiche che lui non coglie, sono evidentemente apprezzate da migliaia di persone – conclude – E non sono affatto stanca o affaticata. Caso mai lo sarà Pagano, al quale consiglio di rilassarsi un po’ per contenere le sue intemperanze estive”.