L’AQUILA – “Smentisco categoricamente di aver ufficialmente annunciato la mia candidatura a sindaco di L’Aquila e di aver ironizzato sul Partito democratico”.

È l’incipit di un post di fuoco del vice sindaco dell’Aquila, Nicola Trifuoggi, dopo una trasmissione televisiva dedicata alle bollette del progetto C.a.s.e. in cui è stato additato di aver scantonato anche sulla politica, cosa che nega.

La smentita non basterà, però, certo a tacitare le insistenti voci di una sua possibile discesa in campo nelle amministrative di maggio. Voci che provengono, in particolare, da dentro il Consiglio comunale.

In base a questa ipotesi, l’ex magistrato, chiamato dal sindaco, Massimo Cialente, come garante della legalità, a seguito della vicenda giudiziaria che ha coinvolto il suo predecessore come numero 2 della Giunta Roberto Riga, starebbe da mesi sondando il terreno per proporsi agli elettori alla guida di liste civiche.

Uno schieramento che guarda a sinistra ma anche in altre direzioni, visto che la figura di Trifuoggi non dispiace anche a parte dell’elettorato grillino e anche a quello del centrodestra. A lanciare un endorsement a Trifuggi è stato, del resto, pochi mesi fa il consigliere comunale di opposizione ed ex candidato sindaco di centrodestra, Giorgio De Matteis. Sostegno rispedito, però, da Trifuoggi al mittente con parole di fuoco che hanno shockato Gdm.

Una candidatura altra, e antagonista rispetto a quella del Pd, dove già si affilano le armi in vista delle primarie con tanti galli che cantano nello stesso pollaio. E che potrebbe approfittarne delle divisioni interne al centrodestra, che annaspa in cerca di un candidato forte e che abbia qualche  possibilità di vittoria.

Trifuoggi, poi, non è un mistero in questi due anni da vice sindaco abbia avuto non poche occasioni per dissentire con gli assessori, e anche con il sindaco Cialente. Del resto la sua proposta di mutare i criteri di ripartizione delle bollette arretrate del progetto C.a.s.e., dividendole per tutti i palazzi in base ai metri quadri, “ritenuta più equa e utile ad evitare contenziosi”  è di fatto alternativa a quella proposta da Cialente dove la ripartizione a metro quadro avviene solo in ciascun palazzo preso a sé stante.

Tra i momenti di dissenso con il sindaco anche quando in un convegno dedicato alla ricostruzione Trifuoggi ebbe l’ardire di affermare che “all’Aquila esistono due grandi categorie. Anzi, una piccola e una grande: la prima è composta dai nobili e dall’alta borghesia della città, che ritiene di essere intoccabile. La seconda è fatta di tutti gli altri, che subiscono i notabili”.  Affermazioni che piccarono non poco Cialente che, invece, nella stessa sede sposò la linea del “tutto va bene madama la marchesa”, e della ricostruzione aquilana come una sorta di miracolo italiano.

L’operazione trifuoggiana è talmente avanzata che spuntano già i primi nomi per le liste e, con uno sforzo di ottimismo, per la futura Giunta. Come quello dell’ex direttore artistico del Teatro stabile, Federico Fiorenza, acerrimo nemico della senatrice Stefania Pezzopane e dell’attuale establishment delle istituzioni culturali aquilane, notoriamente storico bacino elettorale del Partito democratico, che viene indicato addirittura come uno dei principali luogotenenti di Trifuoggi. (alb.or.)