L’AQUILA – “Siamo onesti, rispetto alle precedenti amministrative c’è una crescita del Movimento 5 stelle aquilano che, seppur non pienamente soddisfacente, ci permetterà di poter eleggere un consigliere comunale, che non avevamo prima, con il quale potremo vigilare e rendere più trasparente l’operato dell’amministrazione”.
Bicchiere mezzo pieno per Fabrizio Righetti, candidato sindaco dei pentastellati escluso dal ballottaggio ma che diventerà Consigliere comunale, il primo grillino nella storia del capoluogo di Regione.
“Ci aspettavamo di più? No, la considerazione è più complessa, intanto la dinamica delle amministrative è molto specifica e non va paragonata a elezioni regionali e politiche – premette – Avevamo 500 voti di lista nel 2012, ora siamo 1.500, c’è stato un aumento, ma comunque ci impegniamo a lavorare con ancora più vigore affinché il movimento si radichi maggiormente a livello comunale”.
A influire, anche le divisioni tra i tre meet-up cittadini, spesso in posizioni pubbliche molto diverse e conflittuali tra loro.
“In realtà sono due, la divisione in qualche modo avrà contribuito, come anche la certificazione arrivata alla fine – ammette il candidato – Per questo ora ci impegniamo a ricostruire e aggregare ancora di più le forze del territorio sulla base del progetto condiviso”.
Tra le altre considerazioni, “all’Aquila c’è stata una frammentazione ancora maggiore del voto, visto alto numero di liste e candidati che, alla fine, sono serviti solo a portare voti a ex consiglieri e assessori che sono tornati in aula”.
Infine, “l’elevato numero del popolo che si è astenuto e quel quasi 3% di schede nulle che rappresenta un partito”, conclude, ribadendo anche che “la nostra campagna elettorale è costata solo 700 euro è totalmente autofinanziata, per lo più con la raccolta fondi attraverso la pizzata”. Alberto Orsini





